Online le linee guida per rifare il look ai siti della PA

INTERNET

Sul sito del ministero della PA e Innovazione le direttive messe a punto in collaborazione con DigitPA e Formez. Obiettivo: qualificare al meglio la presenza online degli enti

di Federica Meta
Migrazione verso il dominio .gov.it, razionalizzazione e maggiore accessibilità ai contenuti. Sono questi i tre principi cardine che ispirano le nuove linee guida destinate ai siti Web della PA, pubblicate oggi sul sito del ministero della PA e Innovazione. Elaborate in tandem da Formez e DigitPA le regole hanno l’obiettivo di “qualificare al meglio la presenza online degli enti”, così come previsto dalla direttiva n.8/2009.

A fare da cornice ideale, ma anche pratica, l’accessibilità, ovvero la capacità  “dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”, si legge nel testo che ribadisce la norme previste dalla legge 4/2004 (la cosiddetta Legge Stanca). In altre parole a tutti gli utenti deve essere garantito l’accesso online agli enti.

Per quanto riguarda i contenuti le linee sottolineano la necessità che le PA aggiornino le informazioni per evitare l’obsolescenza e che si attivino perché sia sempre salvaguardata la rispondenza tra i contenuti del sito e i servizi erogati online. Tra le informazioni obbligatorie che un portale pubblico non può non avere spiccano: l’organigramma dell’ente, l’organizzazione degli uffici con le relative attribuzioni di competenze, i curricula e le retribuzioni dei dirigenti nonché il dettaglio delle assenze dei dipendenti,in osservanza alla “battaglia” che il ministro Brunetta ha messo in campo contro i fannulloni. Infine l’elenco delle caselle di posta elettronica e di posta certificata, i bandi di gara e l’elenco dei servizi erogati online e off line.

Altro punto dirimente la “distinzione” dell’offerta pubblica che si sostanzia attraverso l’utilizzo di un dominio ad hoc.
“I siti web rappresentano da tempo un consolidato strumento di comunicazione e diffusione di servizi, di cui anche la pubblica amministrazione fa largo uso, a cui deve essere riconosciuto un significativo contributo nella costruzione di un rapporto aperto e proficuo con gli utenti (cittadini, imprese, istituzioni) – si legge nel testo -. Per tale motivo, è necessario che la pubblica amministrazione caratterizzi la propria offerta di informazioni e servizi in modo che possa essere facilmente “distinta” dall’offerta complessiva sul Web, senza ambiguità e possibili fraintendimenti”. L’obbligatorietà è sancita dalla direttiva 8/2009: “le pubbliche amministrazioni sono tenute a provvedere all’iscrizione al dominio .gov di tutti i siti che intendono mantenere attivi”.

La registrazione al dominio .gov.it dei siti della Pubblica amministrazione garantisce che, già a partire dall’indirizzo web (il più sintetico degli elementi rappresentativi di un sito), sia immediatamente percepita dagli utenti la natura pubblica dell’informazione, ovvero l’appartenenza del sito alla Pubblica Amministrazione.
Il dominio .gov.it sarà gestito da DigitPA.

Il ministero ha avviato una consultazione pubblica telematica, rivolta a cittdaini e imprese, per raccogliere consigli e indicazioni su possibili miglioramenti del testo.

06 Aprile 2010