Ipv6, Italia pronta alla migrazione

IL WEB-DAY

A partire dalla mezzanotte di oggi e per 24 ore i principali siti Internet sposteranno le piattaforme sul nuovo protocollo. Sommani (Cnr): "Anche i provider del nostro Paese hanno preso coscienza di ciò che devono fare"

di Federica Meta
Anche in Italia ci si inizia ad adeguare al nuovo protocollo internet IPv6 che andrà a sostituire quello vecchio IPv4, il cui numero di indirizzi Web disponibili è ormai esaurito. Lo afferma Marco Sommani del Cnr di Pisa, presidente dell'IPv6 Forum Italia, nel giorno in cui il mondo celebra l'Ipv6 Day per sensibilizzare su questo argomento: da mezzanotte e per 24 ore i principali siti del mondo sposteranno le loro piattaforme su IPv6, facendo in modo di veicolare il traffico sul nuovo protocollo. Tra i big del Web che hanno aderito all'iniziativa spiccano Google, Facebook e Yahoo!.

“Finalmente anche i provider italiani hanno preso coscienza di ciò che devono fare - spiega Sommani -. Siamo ancora indietro nella pratica ma il cambiamento di atteggiamento è importante'.

La disponibilità dei vecchi indirizzi numerici a 9 cifre dovrebbero terminare entro il 2011, mentre con il nuovo protocollo a 24 fra cifre e lettere, che permette combinazioni praticamente infinite, ancora stenta a decollare in molti Paesi tra cui il nostro. Entro qualche anno potrebbero esserci le prime difficoltà per chi non si adegua. “I due protocolli marceranno insieme ancora per molti anni - rassicura Sommani - potrebbe succedere però che vengano sviluppate delle nuove applicazioni basate solo sull'IPv6, ad esempio per i grandi giochi in rete, che ovviamente sarebbero precluse a chi ha abilitata solo la vecchia versione”.

Per chi vuole capire se il proprio computer “parla” già la nuova lingua, in Rete sono disponibili alcuni test, come quello della Internet Society all'indirizzo http://test-ipv6.com/. Windows Vista e Windows 7, così come le ultime versioni dei sistemi operativi Apple, hanno l'Ipv6 già abilitato di default mentre su Windows XP è necessario attivarlo con una semplice procedura.

In vista della migrazione aziende e centri studi mettono in campo le proprie competenze a supporto degli utenti. È il caso di Compuware che, proprio oggi, rilascia il primo test gratuito per analizzare le performance dei siti.
Il Gomez IPv6 Website Performance Comparison Test permette alle imprese di mettere a confronto la velocità delle applicazioni basate sui protocolli IPv4 e ora IPv6: è sufficiente che l’utente inserisca le Url per i siti abilitati al protocollo IPv4 e IPv6, perché si generi una chart “a cascata” che confronta i tempi di risposta dei siti e mostra uno screen capture delle pagine IPv6 e IPv4, così come vengono viste dai browser.

Garr (Gruppo per l'Armonizzazione delle Reti della Ricerca) invece mette a disposizione degli ateneu aderenti al network un corso erogato in autoapprendimento con l’obiettivo di far acquisire le competenze tecniche per l’implementazione del protocollo IPv6 attraverso la configurazione dell’infrastruttura di rete e dei servizi essenziali (Web, posta e Dns e terminali).

Sull’impatto che la migrazione avrà sugli Isp si sofferma Melvyn Wray, Senior Vp of product marketing Emea di Allied Telesis. “Gli Internet Service Provider sentiranno il peso maggiore della migrazione all’IPv6 – sottolinea - Quelli che si attrezzeranno per primi con la tecnologia IPv6 verranno percepiti come innovatori. Gli Isp cercheranno di differenziarsi aiutando i propri utenti durante la transizione ed attiveranno offerte di servizio dedicate alla giornata di oggi. Le grandi organizzazioni, dove la sicurezza è il problema principale in quanto le connessioni remote sono molte, otterranno benefici immediati migrando alla nuova tecnologia IPv6, anche se dovranno affrontare una serie di scommesse: imparare velocemente lo sviluppo della tecnologia e le nuove configurazioni di rete IPv6 richieste dai dispositivi”. Detto questo non si possono negare i benefici che una una rete IPv6 porta con sé, in particolare la sicurezza intrinseca ed avanzata. L’Ipsec (standard di sicurezza per reti IPv4) è già incluso, non è necessario perciò nessun modulo aggiuntivo, ed ogni nuovo dispositivo aggiunto alla rete è protetto dietro al firewall e non richiede di essere tradotto.

Anche Joe Sarno Regional Sales Vp di Fortinet rimarca che le minacce basate sulla rete, come esistono oggi, si propagheranno con molta con l’IPv6. “Effettivamente la propagazione si basa sulla generazione casuale di indirizzi IP – puntualizza Sarno - Con IPv6 la possibilità di generare indirizzi assegnati a caso è praticamente nulla. Gli hacker dovranno adattare il malware basato sulla rete per renderlo efficace nel nuovo panorama degli indirizzi fornito dal protocollo IPv6”. Ma c’è un “però” che a Sarno preme ricordare e che non va sottovalutato.

“Le minacce basate sulla rete sono lontane dal rappresentare la maggioranza del malware e la transizione del protocollo non ha effetti su tutti gli altri tipi di minacce Internet: quelle che operano a livello layer delle applicazioni, come worm che si diffondono con email, virus e bot; o quelli che colpiscono il contenuto, come i malware che colpiscono via YouTube, Facebook; quelle minacce, che corrispondono alla maggioranza del malware di oggi, funzioneranno allo stesso modo e avranno la stessa capacità di compromettere il sistema, rubare dati, trasformare i dispositivi in bot”.

In conclusione nemmeno l’IPv6 impedirà al cybercrime di continuare a crescere a un livello esponenziale, con attacchi che saranno sempre più sofisticati e di natura mista. Sarà perciò fondamentale per le imprese attrezzarsi con una prima linea di difesa efficace implementando soluzioni di sicurezza multi-threat.

Infoblox spinge sulgi strumenti. La società ha rilasciato  il gateway Dns64 che protegge gli investimenti realizzati su "isole" IPv4, pur semplificando e automatizzando la gestione di ambienti di rete misti e la transizione a IPv6.

08 Giugno 2011