L'Onu: "Banda larga universale, così si fa crescere il Pil"

ONU

Studio Itu-Unesco: rapporto diretto fra penetrazione broadband e crescita economica. I governi devono attuare progetti coordinati su scala nazionale per garantire la copertura universale. Ancora troppo caro l'accesso nei Paesi in via di sviluppo

di Patrizia Licata
Le telecomunicazioni a banda larga possono stimolare una rapida crescita economica e facilitare la creazione di posti di lavoro, ma è necessario che i Paesi del mondo si impegnino ad attuare piani nazionali per la banda larga per non perdere i benefici delle comunicazioni digitali ad alta velocità, secondo quanto si legge nell’ultimo report dell’Onu. Che avverte: per rendere possibile il "miracolo" economico promesso dal broadband, occorre che il servizio sia universale e con prezzi accessibili.

"Per ottimizzare i benefici per l’intera società, i progetti per la banda larga dovrebbero essere coordinati a livello nazionale, promuovendo la concorrenza basata sulle infrastrutture e attuando politiche che incoraggiano i service provider a offrire l'accesso a condizioni di mercato eque... deve esserci un impegno unico e armonizzato tra tutti i settori dell'industria, dell'amministrazione pubblica e dell'economia", secondo l’Onu. "Lo sviluppo di progetti isolati o frammentari non solo è inefficace, ma ritarda la messa in opera di infrastrutture cruciali", si legge nello studio, preparato dalla Broadband commission for digital development, istituita lo scorso anno dall’Unesco e dall’Itu con il supporto del segretario generale Ban Ki-moon.

Il report dimostra, per esempio, che ogni 10% di aumento della penetrazione della banda larga in Cina potrebbe contribuire a un'ulteriore crescita del 2,5% del prodotto interno lordo (Pil). Altri dati citati nello studio suggeriscono che, per i Paesi con reddito medio-basso, un incremento del 10% della penetrazione della banda larga potrebbe portare a un aumento aggiuntivo dell’1,4% nella crescita economica.

"Questo nuovo rapporto della Broadband commission indica che i miglioramenti nella penetrazione della banda larga sono direttamente correlati ai miglioramenti in termini di Pil. In sostanza, più è diffuso e poco costoso l'accesso alla banda larga, più vantaggi ci sono per l'economia di un Paese e le sue prospettive di crescita ", afferma Hamadoun Touré, segretario generale dell’Itu.

Irina Bokova, direttore generale dell'Unesco, sottolinea l'importanza della banda larga per la condivisione delle conoscenze e l’allargamento delle fasce della popolazione raggiunte dai programmi scolastici e universitari. “A condizione che siano disponibili per tutti e con un prezzo accessibile, le applicazioni e i contenuti portati dalla banda larga possono rappresentare una potente leva per raggiungere gli obiettivi della Education for All (Istruzione per tutti). La realizzazione di una rete in banda larga che includa tutti e sia universale può essere un acceleratore formidabile per lo sviluppo e la crescita - un modo per costruire una società della conoscenza e condividere la ricchezza di risorse culturali, linguistiche e scientifiche del mondo", afferma la Bokova.

"L'accesso alla banda larga è solo un elemento dell’equazione - lo sviluppo delle potenzialità delle persone è pure fondamentale, per garantire che tutti abbiano le competenze neccessarie per sfruttare al meglio le nuove tecnologie. Tutti gli attori - nazionali, internazionali, pubblici e privati - devono lavorare insieme per raggiungere questi obiettivi”, aggiunge il direttore generale dell'Unesco.

Uno studio condotto dall’Itu e pubblicato il mese scorso ha mostrato che in media i consumatori stanno pagando il 50% in meno per le connessioni a Internet ad alta velocità rispetto a due anni fa, ma questa riduzione è dovuta principalmente al calo dei prezzi nei Paesi industrializzati, mentre resta elevato il costo della della banda larga nei Paesi in via di sviluppo, specialmente in Africa.

La banda larga è in assoluto più economica, rispetto al reddito medio nazionale, a Monaco, Macao (Cina), Liechtenstein, Stati Uniti e Austria. I clienti dei 31 paesi industrializzati studiati pagano solo l'equivalente dell’1% o meno del reddito medio mensile per una connessione base alla banda larga. All'altra estremità della classifica, in 19 Paesi in via di sviluppo, una connessione brodband costa più del 100% del reddito nazionale lordo mensile pro capite.

14 Giugno 2011