Ricette per la ripresa/9. Jannelli: "Le Tlc motore della crescita digitale"

RICETTE PER LA RIPRESA/9

L'Italia digitale è una leva da considerare per rimettere in moto il Paese? E con quali misure? La parola a 15 top manager dell'Ict. E' la volta di Giuseppe Jannelli, managing partner Accenture Communication, Media and Technology Igem

di Giuseppe Jannelli, managing partner Accenture Communication, Media and Technology Igem
Il digitale non è solo una leva da considerare: è “la” leva indispensabile per la crescita. Anche le più recenti analisi di mercato hanno evidenziato lo stretto legame tra la crescita del Gdp (prodotto interno lordo) di una nazione in funzione del livello di penetrazione dell’adozione dell’Ict nelle imprese e nella società. È un assunto che dobbiamo dare per definitivo e quindi lavorare all’attuazione più che alla discussione.

Quanto alle misure prioritarie, ci sono molti fattori che incidono sulla attuazione di una agenda digitale. Disponibilità di rete a banda adeguata, disponibilità di sistemi e metodiche di sicurezza e protezione della privacy dell’individuo digitale, definizione di regole certe e semplificanti valide per il mercato Ue nel suo insieme, transizione verso un sistema + digitale, e altro. Ritengo però che ci si debba anche concentrare sugli operatori Tlc in quanto sono e restano il motore che abilita l’efficace attuazione di questa agenda. I loro investimenti ed i loro programmi di innovazione possono e debbono dare un impulso importante alla creazione dell’“Italia digitale”.

Le strategie degli operatori sono oggi necessariamente concentrate sul recupero di valore che possa sostituire la riduzione continua dei ricavi da servizi voce tradizionale. A nostro avviso, tre sono i principali aspetti che le Tlc devono traguardare in questo percorso: ottimizzare le attività ed i costi operativi per la componente NetCo; sfruttare le opportunità che derivano dai servizi dati, facendo leva sul fatto che i multidevice cambiano il modo di vedere il cliente che disporrà di molteplici device su cui operare, rendendo quindi ogni device una fonte di revenue; definire nuove aree di business su cui operare in modo “rilevante” (cloud, learning, analytics…).

È proprio a partire da questa dimensione che può decollare la trasformazione digitale, quando cioè l’operatore è esso stesso abilitatore della trasformazione. L’accelerazione dell’agenda digitale in Italia deve dunque partire dagli operatori e dal modo in cui troveranno una loro collocazione nella filiera del valore del modello digitale, colmando il gap che ci pone in posizione arretrata rispetto agli altri Paesi.

14 Ottobre 2011