Ovum: i Paesi Ue adottino il modello Usa per riallocare la banda 790-862Mhz

DIVIDENDO DIGITALE

Secondo la società di analisi la porzione di spettro liberata dallo switch off può abilitare molti nuovi servizi.
Ecco le possibili ricadute sia sullo sviluppo sociale sia su quello economico

di Roberta Chiti
Il digital dividend è un bene primario. Usato fino a oggi dal broadcasting analogico, è particolarmente indicato per realizzare servizi in larga banda e la copertura indoor. Dal momento che rende possibili alcuni nuovi servizi - dicono Matthew Howett e Charice Wang analisti di Ovum - può avere un positivo impatto sia sullo sviluppo sociale sia su quello economico.

Il regolatore britannico Ofcom stima che l’assegnazione del dividendo digitale potrebbe fornire tra i 7,5 e i 15 miliardi di euro nell’arco di 20 anni per le casse britanniche, mentre la Commissione Ue ritiene che un approccio coordinato fra i vari Paesi potrebbe incrementare l’impatto potenziale del dividendo digitale di 20-50 miliardi euro da ora al 2015.

Molteplici gli usi resi possibili da questa porzione di spettro: banda larga wireless, tv mobile, più canali di tv digitale terrestre nonché applicazioni a basso dispendio di energia come il Wifi. In particolare, per gli operatori wireless offre una buona combinazione di ampiezza e capacità dati dal momento che è in grado di superare edifici e di coprire vaste aree gepgrafiche con (relativamente) pochi trasmettitori. In ogni caso, si consiglia realismo nell’adozione di nuovi servizi.

I regolatori di tutti i Paesi controlano a vista questa porzione di spettro. Soprattutto in considerazione del suo potenziale per la banda larga mobile. Fra l’altro, il broadband wireless viene guardato da alcuni regolatori come il mezzo più promettente per la fornitura di servizi a banda larga per le aree rurali in vista del superamento del digital divide.

L’Europa ha bisogno di armonizzare le regole sulla banda 790-862

La data fissata dalla Commissione Ue per lo switch-off analogico nei paesi membri è il 2012. Nonostante alcuni paesi (Finlandia, Svezia, Svizzera e Olanda) abbiano già portato a termine i loro switchover, altri Stati stanno ancora pianificandolo. La velocità, in questa serie di passaggi, è aspicabile per ottenere il massimo dei benefici.

Francia, Svezia, Finlandia, Svizzera e Uk hanno riservato lo spettro di banda 790-862 Mhz (meglio conosciuto come banda 800Mhz) ai servizi wireless. Altri Paesi europei non hanno però ancora deciso quale banda usare a questo scopo. Affinché i dispositivi abbiamo la possibilità di essere efficaci su tutto il territorio europeo è necessario un approccio coordinato fra i vari Stati nell’assegnazione dello spettro. Pertanto, altri regolatori nazionali dovrebbero seguire l’esempio di Francia, Svezia, Finlandia, Svizzera e Uk e allocare a loro volta la porzione di spettro per servizi wireless.

L’approccio armonizzato all’assegnazione dello spettro era previsto nel Telecom Package Ue del 2007, ma dal momento che non è stato approvato nel 2009 i regolatori nazionali dovranno intanto adottare delle proprie politiche a riguardo. Potranno in questo modo velocizzare lo sviluppo della telefonia e di altre apparecchiature che usano questa banda. Non solo: potranno anche rafforzare lo sviluppo del mercato singolo europeo delle Tlc, che poi rappresenta uno degli obiettivi della Commissione Ue.

Fuori dall’Europa la maggioranza dei Paesi non ha ancora previsto un piano concreto per il futuro utilizzo e allocazione del digital dividend. La strada maestra, su questo fronte, la segnano gli Stati Uniti dove il regolatore, la Fcc, ha completato l’asta per la porzione di banda 700Mhz a marzo 2008 e ha distribuito in questo modo lo spettro fra differenti provider per lo più secondo un approccio improntato alla net neutrality. Lo switchover finale per l’abbandono dell’analogico dovrebbe verificarsi il 12 giugno 2009. Nel frattempo gli operatori vincitori stanno testando servizi sulla nuova porzione di spettro in attesa di lanciare servizi commerciali il prossimo anno. Tutto ciò pone gli Stati Uniti all’avanguardia sia rispetto all’Europa sia all’Asia e costituisce per questi due continenti una best practice senz’altro da seguire.

 

23 Luglio 2009