Parisi: "Via quel tappo che blocca Internet"

ICT: I PROTAGONISTI/3

L'Ad di Fastweb è il terzo protagonista a intervenire nel nostro forum dedicato all'Exit Strategy con l'Ict: "Attraverso un uso intelligente della Rete si possono sciogliere i problemi secolari dell’Italia: lavoro nero, spesa sanitaria, sistema educativo, evasione fiscale, economia sommersa"

Per parlare di come la Rete possa aiutare l’Italia a uscire dalla crisi io partirei da due dati: 43% la penetrazione Internet in Italia, 50% la diffusione dei pc. In questi due numeri c’è tutto il quadro del ritardo e delle potenzialità del sistema Italia. Una diffusione di Internet tra le più basse nei Paesi avanzati, che si sta avvicinando alla soglia di saturazione marcata dalla penetrazione del pc nelle famiglie. In Italia si può vivere senza Internet, più di metà della popolazione lo fa. Questo perché l’uso del web si è fermato prevalentemente all’intrattenimento e alla ricerca di informazioni e non si sono sviluppate quelle applicazioni in grado di incidere sulla produttività del sistema: dai sistemi di prenotazione ai rapporti con la PA all’e-commerce.

Ciò non è avvenuto per caso, ma a causa di quei problemi con cui conviviamo da decenni: dai buchi della logistica che minano lo sviluppo dell’e-commerce, alle inefficienze della PA. Ritardi che possono essere trasformati in potenzialità di crescita, non solo per l’Ict ma per il sistema Paese. Di più, credo che attraverso la rete e un suo intelligente utilizzo si possano sciogliere i problemi secolari dell’Italia: il lavoro nero, la spesa sanitaria, il sistema educativo, l’evasione fiscale e l’economia sommersa. Perché la Rete è informazione, e l’informazione è alla base della buona gestione e dell’organizzazione, lo impariamo ogni giorno in azienda. Per esempio l’evasione fiscale: anni di esperienza hanno dimostrato che non c’è la capacità effettiva di perseguire gli evasori. In realtà basterebbe utilizzare le banche dati, come è stato fatto per esempio con quelle dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

Il capitolo più importante è quello della Pubblica Amministrazione. Credo che Egovernment 2012 debba essere un grande sforzo per fare switch over dalla carta al web e rendere possibili sul web le operazioni che i cittadini adesso fanno su carta. Ma non basta fare, bisogna fare le cose giuste e per questo bisogna conoscere la realtà dell’informatizzazione della PA italiana.
Le nostre amministrazioni non hanno un problema di connettività, come sento spesso dire: la Pubblica amministrazione ha una rete molto avanzata, in fibra. Il problema è che la velocità non è data solo dalla rete ma dalle web farm e dallo storage che si mettono; il problema è che circa il 30% delle banche dati della pubblica amministrazione non sono collegate tra di loro. Il centro della queste è come la rete viene usata, è creare processi di qualità su una connettività che è già di qualità.
Ecco, io credo che eGov 2012 sia un’occasione imperdibile per ripensare e reingenerizzare i processi della PA e per togliere all’Italia un tappo allo sviluppo.

30 Settembre 2009