Net neutrality, l'endorsement di Obama: "Internet rimanga open"

NET NEUTRALITY

Il presidente Usa fa appello alla Fcc: no al blocco dei contenuti e alla paid prioritization. Sì alla riclassificazione del broaband perché sia regolato come utility

di Patrizia Licata

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama prende una posizione netta nel dibattito che infiamma il mondo di Internet in America sulle nuove norme proposte dalla Federal Communications Commission per la net nutrality. Obama ha detto che l'agenzia dovrebbe riclassificare la banda larga per regolarla come un servizio pubblico e vietare gli accordi di "paid prioritization" che rischiano di creare corsie lente e corsie veloci sul web.

La possibilità di riclassificare il broadband è tornata d'attualità dopo le proteste per le regole volute dal presidente della Fcc Tom Wheeler, che, pur vietando la pratica di bloccare o rallentare contenuti di Internet, lasciano la porta aperta agli accordi di "paid prioritization" con cui alcune aziende che offrono contenuti potrebbero pagare i fornitori di banda larga per dare priorità ai loro dati e farli arrivare senza interruzioni e velocemente al pubblico. Questa eventualità è osteggiata dai paladini della net neutrality come contraria ai principi del web aperto e paritario.

Il nuovo set di regole della Fcc ha suscitato un forte movimento nell'opinione pubblica tanto che l'authority ha ricevuto quasi 4 milioni di commenti nella consultazione pubblica sulle sue regole.

Obama, che ha già condotto una campagna sul tema della net neutrality, è intervenuto oggi pubblicando sul sito della Casa Bianca una sua dichiarazione in cui afferma: "Il Presidente Obama chiede alla Fcc di tenere Internet aperto e libero". "Detto in poche parole: nessun servizio dovrebbe rimanere nella 'corsia lenta' perché non paga la quota necessaria. Questo tipo di controllo su accessi e traffico (gatekeeping) sarebbe una minaccia per il level playing field che è essenziale alla crescita di Internet", scrive ancora Obama. "Io credo che la Fcc dovrebbe creare un nuovo set di regole che proteggono la net neutrality e garantiscono che né le società del cavo né le aziende telefoniche agiscano come gatekeeper, limitando quello che l'utente può fare o vedere online". Obama aggiunge che la Fcc dovrebbe applicare le nuove regole agli Isp sia che gestiscano reti fisse sia che gestiscano reti mobili.

"Non possiamo permettere che gli Internet service provider restringano l'accesso alla Rete e scelgano chi vince e chi perde sul mercato online di servizi e idee", sostiene Obama. "Per questo oggi chiedo alla Federal Communications Commission di rispondere alle istanze emerse da quasi 4 milioni di commenti e far valere regole severe per proteggere la net neutrality".

Le linee guida dell'azione della Fcc si dovrebbero concretizzare per il presidente Usa in quattro punti. Innanzitutto, "No blocking": se l'utente chiede accesso a un sito, e questo sito è legale, l'Isp non può bloccarlo. Secondo punto, "No throttling": l'Isp non può nemmeno rallentare l'accesso a un sito, favorendone altri che fa arrivare in modo più spedito al consumatore finale. Terzo, il presidente chiede più trasparenza: "La connessione tra consumatori e Isp, il cosiddetto ultimo miglio, non è l'unico punto su cui alcuni siti potrebbero ricevere un trattamento preferenziale", spiega Obama. "Perciò chiedo alla Fcc, se necessario, di applicare le norme sulla net neutrality su tutti i punti di interconnessione tra Isp e il resto di Internet". Infine, Obama dice "No alla paid prioritization".

"Se studiate attentamente, queste regole non graveranno sugli Isp", conclude il Presidente americano, "e potranno prevedere eccezioni controllate per operazioni ragionevoli di network management e per servizi specializzati, come reti dedicate mission-critical che servono un ospedale. Ma queste regole significano molto al fine di preservare un Internet aperto", che è "essenziale per l'economia americana e per il nostro modo di vivere".

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Novembre 2014

TAG: Barack Obama, Internet, Federal Communications Commission, Fcc, Tom Wheeler, Casa Bianca, Isp

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