Banda larghissima "low cost" con le reti ibride

ANALISI

In un white paper il provider Ikanos spiega che con il mix fra rame e Vdsl si possono ottenere velocità di connessione fino a 100 Mb/s. A costi molto più contenuti rispetto al fiber-to-the home

di Patrizia Licata
Uno degli approcci più rapidi ed efficaci per realizzare servizi broadband di nuova generazione? Il fiber-to-the-node (fibra ottica fino ai nodi primari) per la connessione dell’ultimo miglio, un’architettura che impiega le tradizionali linee telefoniche in rame unite alla tecnologia Dsl per fornire prestazioni estremamente elevate, 100 megabit al secondo (Mbps) o più, paragonabili agli approcci alternativi. In più, questi network hanno costi nettamente inferiori rispetto alla fiber-to-the-home e si realizzano in tempi molto più rapidi, perché sfruttano i doppini in rame già presenti in ogni città. Ad affermarlo è l’ultimo white paper di Ikanos, che si inserisce nel dibattito in corso negli Stati Uniti sui possibili approcci alle reti di nuova generazione, mentre la Federal communications commission si prepara a presentare al Congresso, a metà marzo, il suo Piano nazionale per la banda larga (National broadband plan).

Sono le applicazioni video a richiedere sempre più ampiezza di banda: “La crescente popolarità dei servizi multimediali su banda larga è un’arma a doppio taglio per i fornitori di servizi di telecomunicazione”, afferma Ikanos. Molti sostengono che la risposta sia la fiber-to-the-home (Ftth), ma realizzarla è costoso: Ikanos parla di circa 1.400 dollari per casa in un tipico quartiere nord-americano – ed è una stima “prudente”. Secondo uno studio AT Kearney, i costi in Europa sono ancora maggiori: 2.156 dollari per equipaggiare e connettere un’abitazione-tipo ai servizi basati su fibra. Contro i 360 dollari del Vdsl.

I service provider sono ben consapevoli degli investimenti (e dei tempi) necessari per realizzare le reti in fibra e adottano sempre più spesso architetture ibride di fiber-to-the-node, detto anche fiber-to-the-neighborhood (Fttn), per fornire subito la tecnologia xDsl e in futuro il Vdsl, che migliora la stabilità, la capacità e la copertura delle infrastrutture di rame e permette di realizzare reti Fttn che trasmettono a velocità di 50-100 Mbps a una frazione del costo delle reti completamente ottiche. Uno studio condotto da Analysis Mason ha calcolato che un programma per realizzare una rete Ftth point-to-point in tutta la Gran Bretagna richiederebbe un investimento di quasi 28,8 miliardi di sterline, mentre realizzare una rete ibrida con rame e Vdsl costerebbe 5,1 miliardi di sterline, solo il 17% del costo della rete Ftth, ma con un’ampiezza di banda e un livello di servizio equivalenti.

Non è solo questione di risparmi: il Vdsl continua ad evolvere per soddisfare le richieste di consumatori sempre più esigenti, che vogliono video streaming in alta definizione su molteplici canali, Internet ad altissima velocità e servizi multimediali avanzati. Per esempio, le nuove tecnologie permettono di garantire la trasmissione a 50-100 Mbps per una distanza di quasi un miglio, mentre il cosiddetto vector processing potrà aumentare ancora le performance in futuro, potenziando la capacità di un doppino di rame fino a 300 Mbps e oltre. Gli algoritmi di vectoring rendono più stabile la connessione e aumentano la copertura sulla quale è garantita la velocità massima.

In definitiva, l’approccio ibrido rame-fibra ottica, secondo Ikanos, aiuta i service provider a controllare i costi e a fornire le performance che il mercato richiede. Negli States, la At&t sta già impiegando un’architettura di tipo Fttn/Vdsl sul suo network e ha dichiarato che seguirà questa strategia almeno fino al 2018. Altre aziende negli Usa e nel mondo stanno procedendo sulla stessa strada, come Bell Canada, Ntt e Korea Telecom.

23 Febbraio 2010