National Broadband Plan. Ecco tutti i dettagli

NEGLI USA

La Federal Communications Commission svela la roadmap del piano. Progetti finanziati con partnership pubblico-privato e una rete wireless per la pubblica sicurezza

di Patrizia Licata
Trapelano i primi dettagli dell’atteso National broadband plan della Federal communications commission americana, che sarà presentato al Congresso il 17 marzo. Il report, previsto all’interno del decreto sugli incentivi all’economia dello scorso anno, servirà a fornire ai legislatori le linee guida per le nuove politiche volte a diffondere Internet ultra-veloce in tutti gli Stati Uniti, considerato motore fondamentale della ripresa economica.

Il piano finale sarà molto corposo (si parla di centinaia di pagine), ma intanto la Fcc ha pubblicato un report preliminare in cui illustra i punti principali del programma: diffusione dell’accesso a Internet su banda larga per creare posti di lavoro, migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni di energia, migliorare il sistema scolastico e rendere il Paese più sicuro tramite una nuova rete wireless nazionale per la pubblica sicurezza.

Nel dettaglio la Fcc pensa che una robusta infrastruttura broadband permetterà di realizzare corsi di formazione per chi cerca un lavoro e fornirà nuovi strumenti alle agenzie di collocamento. I progetti dovrebbero essere finanziati con partnership "pubblico-private". Nella sanità, la banda larga aiuterà lo scambio di dati medici tra le strutture sanitarie e permetterà le diagnosi e l’assistenza da remoto. Il broadband può far risparmiare al sistema sanitario 700 miliardi di dollari nei prossimi 15-25 anni, secondo l’agenzia.

In termini di efficienza energetica, la Fcc propone di integrare l’infrastruttura broadband con la rete elettrica smart per aiutare i consumatori a ridurre i consumi. Per esempio, si potranno accendere e spegnere da remoto gli elettrodomestici, monitorare i consumi e ricevere informazioni su come ottenere ulteriori risparmi.

Il National broadband plan, ha anticipato ancora il presidente della Fcc Julius Genachowski, raccomanderà al governo di spendere circa 18 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per realizzare e in parte finanziare la gestione della rete di sicurezza nazionale wireless: anche qui il ruolo dei fondi pubblici sarà necessario perché il settore privato non può da solo finanziare il progetto.

Proprio per questa parte del piano, il governo prevede di rimettere all’asta lo spettro del blocco D dei 700Mhz, frequenze rimaste invendute durante la prima asta per lo spettro 700Mhz. Il blocco D sarebbe in condivisione con gli enti preposti alla pubblica sicurezza, che in caso di emergenza avrebbero priorità nell’uso delle frequenze.

Il piano della Fcc chiede anche di migliorare l’accesso alla banda larga nelle scuole, a tutti i livelli. La commissione ha già votato all’unanimità per modificare le norme dello Universal service fund di modo che le scuole che ricevono fondi dal programma possano offrire accesso ai loro computer anche fuori dall’orario scolastico e anche ai comuni cittadini, mentre oggi i computer delle scuole si possono usare solo durante le ore di lezione e solo se si è studenti.

Genachowski chiede anche connessioni più veloci a Internet e prevede che 100 milioni di case americane navigheranno ad almeno 100 megabits al secondo nel 2020 (velocità dieci volte maggiore di quella a cui accede oggi la maggior parte degli americani).

Si tratta di un piano ambizioso il cui obiettivo è rendere gli Stati Uniti leader nel broadband. La situazione attuale è a tinte contrastanti: molte aree sono raggiunte dalla banda larga, molte altre no. In alcune zone dove il broadband è disponibile, gli americani comunque non se ne servono. Un recente sondaggio della Fcc indica che 93 milioni di americani, quasi un terzo della popolazione, non hanno Internet su banda larga a casa, sia per i costi del servizio che per mancanza di informazione sui benefici dei servizi offerti.

Ma quanto costerà costruire la necessaria infrastruttura, abbassare i costi del servizio e informare i consumatori americani? Non poco: a settembre la Fcc ha fissato la sua stima a oltre 350 miliardi di dollari. Chi li pagherà? E’ questa la domanda che si pongono aziende e contribuenti americani: la Fcc ha detto chiaramente che parte del programma dovrà essere finanziato con i soldi pubblici, ma non è chiara quale dovrà essere la parte dell’industria privata. Un altro punto che preoccupa il settore privato è l’intenzione della Fcc di affrontare con il National broadband plan il modo in cui le regole, o un allentamento delle regole, possono essere usati per stimolare gli investimenti e promuovere l’adozione della banda larga.

Le aziende telefoniche e gli operatori del cavo temono per esempio che la Fcc intenda cambiare il modo in cui le linee Internet sono regolate. Alcuni dei maggiori provider della banda larga, come At&t e Verizon Communications, hanno spedito una lettera alla Fcc all’inizio della settimana sostenendo che le regole in questo settore non vanno toccate. La Fcc ha affermato che il piano non chiederà alle aziende telecom e del cavo di condividere la loro infrastruttura con i concorrenti, una proposta appoggiata da alcune associazioni dei consumatori. Ma secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal Wall street jouornal, il National broadband plan potrebbe includere alcuni provvedimenti sul network-sharing. Anche in questo caso, le compagnie telefoniche e del cavo sono contrarie, convinte che condividere l’infrastruttura ostacolerebbe gli investimenti, mentre il piano della Fcc dovrebbe proprio ottenere lo scopo contrario: incentivarli.

26 Febbraio 2010