L'ostacolo alla banda larga? Non è l'ultimo miglio

ANALISI

Le attuali reti sono in grado di rispondere alla domanda di servizi evoluti. Piuttosto l'ostacolo alla diffusione dell'Internet veloce è rappresentato dalla cattiva progettazione dei siti web e dall'obsolescenza dei browers. Parola di Value Partners

di Patrizia Licata
Sorpresa, l’ultimo miglio non preoccupa la Gran Bretagna. Il white paper “Broadband infrastructure: the service and application providers’ view”, pubblicato da Value Partners e dal Broadband stakeholder group analizza la performance attuale e futura delle reti broadband britanniche dal punto di vista di chi offre servizi e applicazioni via rete oggi. Un punto di vista, dicono gli autori dello studio, che spesso non è stato preso in considerazione dagli studi sui network di nuova generazione.

Il white paper si basa su 19 interviste con rappresentanti di content provider, siti di e-commerce e fornitori di applicazioni basate su Internet. Dalle risposte emerge che i provider di applicazioni e servizi sono preoccupati di riuscire a offrire un servizio di qualità ai loro clienti, ma ci sono molti fattori che ostacolano questa “performance end to end” e l’ultimo miglio non è tra questi.

La prima preoccupazione di tutti i service provider è invece la user experience. Siti mal disegnati con pagine che si caricano lentamente sono un modo per allontanare i clienti. Pochi vedono un limite significativo nella velocità all’ultimo miglio. Invece, le funzionalità del browser che si ha sul Pc o il tipo di connessione domestica sono considerati limiti più gravi.

Il quadro cambia se si guarda al medio termine (i prossimi 18-24 mesi). Nel futuro la domanda da parte dei consumatori di servizi di rich data aumenterà enormemente e allora la disponibilità di banda diventerà il problema principale. Solo un’adeguata ampiezza di banda permetterà ai fornitori di applicazioni di garantire la qualità del servizio.

I service provider britannici si dicono dunque soddisfatti del network per il momento, ma si chiedono se le reti potranno trasportare i servizi nei prossimi anni. Due trend fondamentali vengono evidenziati: da un lato, gli intervistati ritengono che l’inarrestabile crescita del traffico Internet porterà a una “competizione per la banda larga” in diversi punti dell’infrastruttura. Dall’altro, i consumatori cominciano a esigere – e i provider vogliono offrire – una garanzia sulla customer experience.

Ma una volta realizzate le reti di nuova generazione, i provider sapranno davvero come usarle? Le idee sono chiare: contenuti video più ricchi e ad alta definizione; strumenti di collaborazione e user generated content che sfruttano le maggiori capacità di uplink; più ampio uso dell’interazione video per meeting, diagnosi mediche e comunicazioni personali. Trovare rapidamente modi per sfruttare la nuova banda che si renderà disponibile per portare agli utenti servizi potenziati non sarà un problema. Ma nessun provider al momento sta lavorando su progetti per usare le migliorate capacità delle reti di nuova generazione: tutti aspettano che le reti siano pronte, prima di investire e lanciare i nuovi servizi.

E, ancora una volta, non sarà solo questione di ampiezza di banda. Per Value Partners, migliorare le prestazioni dell’infrastruttura e investire nelle Ngn è inevitabile e auspicabile, ma non basta per rispondere alle richieste dei consumatori. I servizi web-based stanno diventando parte fondamentale della vita di tutti i giorni, nel lavoro e nel privato, e richiedono di garantire anche un’elevata performance end to end lungo tutta l’infrastruttura. E’ questo che i consumatori si aspettano ed è questo che pensano di pagare quando acquistano un servizio.

25 Marzo 2010