Nuove regole per gli Isp: negli Usa la Fcc apre consultazione

BANDA LARGA

Al vaglio la "terza via" di Genachowski. Ma intanto uno studio avverte: la net neutrality potrebbe costare fino a 600mila posti di lavoro e 83 miliardi di dollari di Pil ogni anno

di Patrizia Licata
La lunga marcia della normativa per la banda larga americana prosegue, pur se tra critiche e ostacoli: la Federal communications commission ha aperto una consultazione pubblica chiedendo alle aziende del settore pareri e proposte su come regolare gli Internet provider e arrivare a un quadro normativo in grado di supportare l’implementazione del Piano nazionale per la banda larga, pur preservando un Internet “aperto”.

Il regolatore vuole sapere se ha senso continuare a classificare Internet su banda larga come "information service", ai fini di sostenere l’azione della commissione, o se sia meglio riclassificarlo come "telecommunications service", rendendolo soggetto a nuove norme in base al Titolo II della legge sulle comunicazioni (Communications Act). La posizione della Fcc è verso la cosiddetta “terza via”, per cui gli Isp su banda larga ricadrebbero nel Title II ma solo per una piccola parte delle regole. Come noto, i grandi Isp sono contrari alla riclassificazione della banda larga, mentre i provider alternativi e le aziende di internet sono favorevoli.

I commenti alla consultazione dovranno arrivare entro il 15 luglio; si tratta solo dell’inizio di un lungo processo, perché la Fcc dovrà esaminare i risultati della consultazione e poi votare su come agire di conseguenza. Inoltre, questa attività resta separata dalla bozza di regole sulla net neutrality adottate dalla commissione a ottobre.

Anche la neutralità della rete è un tema molto controverso. Secondo un nuovo studio dell’Advanced communications law & policy institute della New York Law school and entropy economics, le regole sulla net neutrality potrebbero condurre a una forte perdita di posti di lavoro. Gli autori dell’analisi, Charles Davidson e Bret Swanson, stimano che imporre la neutralità per legge rischia di scoraggiare gli investimenti nella banda larga. Basterebbe un calo del 10% negli investimenti per far perdere 502 mila posti di lavoro e causare una perdita annuale di 62 miliardi di dollari nel Pil. Se poi gli investimenti in broadband calassero del 20% o del 30%, si arriverebbe a perdere oltre 600 mila posti di lavoro e 83 mililardi di dollari nel Pil annuale.

La tesi dei ricercatori è che l’innovazione e gli investimenti nell’ecosistema della banda larga sono stati incentivati dall'approccio regolatorio leggero adottato finora dalla Fcc. Quest'ultima ha una "terza via" da proporre anche sulla net neutriality: tra i due estremi rappresentati da nessuna azione o regolare l’accesso per gli Internet provider con leggi analoghe a quelle applicate ai fornitori di servizi telefonici tradizionali, il compromesso ideato dal presidente Julius Genachowski imporrebbe solo una parte delle regole tradizionali agli Isp della banda larga.

Il Congresso si è mostrato poco favorevole alla visione di Genachowski, ma sicuramente Internet è uno dei temi “caldi” per la politica americana, e non solo ai fini degli investimenti nelle comunicazioni del futuro, ma anche perché rappresenta una nuova arma nelle cosiddette “guerre asimmetriche”, come nota Il Giornale. Fa discutere, a tale proposito, la proposta in esame al Senato Usa, presentata dal democratico Joe Lieberman, che vorrebbe dare al presidente , in caso di emergenza, il potere di “spegnere Internet”: in pratica, Obama avrebbe la facoltà di obbligare i maggiori provider e i siti di interesse strategico (come Google) a interrompere ogni attività.

Il progetto contempla anche la creazione di un “Centro nazionale per la sicurezza cibernetica e la comunicazione”, che avrebbe il compito di programmare tecnologie specifiche e potrebbe imporre misure di sicurezza a tutti negli Stati Uniti e forse anche all’estero. Un provvedimento che vede già in rivolta il popolo del web: perché, si chiedono in tanti, spegnere Internet e non la radio o la tv?

18 Giugno 2010