Kroes: "Nga, prestissimo le nuove regole"

L'INTERVISTA AL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

Il Commissario Ue alla Digital Agenda rilascia al Corriere delle Comunicazioni la prima intervista a un giornale italiano. Punto per punto la roadmap verso il single market europeo dell'Ict

di Mario Sette
Commissario Kroes, che bisogno c’è di una Digital Agenda per l’Europa?
L’Ict ha un grande potenziale economico e sociale: dobbiamo sfruttarlo al massimo. La sfida maggiore non è tanto evidenziare i problemi, anche se ciò è evidentemente essenziale, quanto mobilitare l’insieme degli stakeholders dei settori pubblico e privato per dare il giusto valore alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Dobbiamo agire ora, così da cominciare a migliorare da subito le condizioni quotidiane di vita e di lavoro dei cittadini europei. La Digital Agenda for Europe evidenzia le aree chiave dove i soggetti interessati devono agire in modo coordinato, con vantaggi per tutti gli europei. Ci focalizzeremo su: creare un singolo mercato digitale; aumentare i livelli di fiducia e sicurezza online; portare a tutti l’accesso a Internet veloce e ultraveloce; offrire ai cittadini conoscenze adeguate per poter partecipare pienamente alla nostra società digitale; usare l’Ict per affrontare sfide come il cambiamento climatico e l’invecchiamento della popolazione. Ci concentreremo inoltre su interoperabilità e standard affinché i servizi digitali e i dispositivi possano comunicare tra loro. Infine, dobbiamo stimolare gli investimenti in ricerca e innovazione per assicurare che le nostre migliori idee possano raggiungere il mercato.

Il broadband è uno dei temi cruciali della sua Digital Agenda. Lei parla di nuovi meccanismi che incoraggino il finanziamento delle nuove reti. Cosa intende?

La Commissione è aperta all’uso di forme appropriate di accesso al credito per incoraggiare il roll out delle NGN. Stiamo cercando di individuare nuove fonti di finanziamento e di fare un uso migliore di quelle esistenti all’interno delle istituzioni europee. Ad esempio, lavorando con la Bei è possibile utilizzare una varietà di strumenti di fund rising mirati a investimenti nei nuovi network nelle aree dove le sole forze di mercato sono insufficienti. Si tratta di un contributo importante per migliorare gli incentivi esistenti e supportare gli investimenti.

In che altro modo possono essere incoraggiati gli investimenti nei network ultraveloci?
Non c’è dubbio che, parallelamente agli incentivi al credito, abbiamo bisogno di guardare a nuovi modelli di investimento con una prospettiva di più lungo termine. Penso, ad esempio, a modelli che aiutino a separare i costi dell’ingegneria civile dagli altri costi; o a modelli che consentano agli operatori di condividere i costi delle infrastrutture, in particolare di quelle passive, come condotti e cavi. Un elemento chiave sarà la mappatura delle infrastrutture esistenti e il coinvolgimento di potenziali investitori in opere di ingegneria civile. La Commissione metterà a punto entro quest’anno un framework comune per incoraggiare gli investimenti in reti NGA competitive. Nell’ambito del Radio Spectrum Policy Programme proporremo un insieme di regole destinate a implementare maggiormente l’uso delle frequenze radio per i bisogni di Internet mobile ad alta velocità.

Le telco stanno aspettando il nuovo quadro regolatorio sulle Nga.
Quando sarà pronto? Pensa sia opportuno riconoscere un risk premium a chi investe?
In comparazione con Paesi leader come Corea del Sud e Giappone, l’Europa ha un basso tasso di diffusione di reti fiber-to-the-home. Pertanto, non possiamo perdere l’occasione di offrire a cittadini e aziende ciò di cui hanno bisogno per beneficiare pienamente dell’era digitale. La prossima NGA Recommendation rappresenta una delle azioni chiave della Digital Agenda for Europe. È stata rinviata a causa di lunghe negoziazioni sul nuovo quadro regolatorio che non ci aspettavamo. Tuttavia, ci tengo ad assicurare che muoversi rapidamente verso le NGA significa dare un aiuto effettivo all’implementazione di EU 2020, la nostra visione per uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo. Le NGA traineranno la crescita, creeranno posti di lavoro, stimoleranno l’innovazione per non parlare di tutti i benefici sociali e culturali derivanti dagli accessi superveloci a Internet. Ne siamo convinti entrambi, il presidente Barroso ed io, e la consideriamo una top priority. Stiamo lavorando alla messa a punto finale del testo della Raccomandazione sulle Nga. Essa promuoverà investimenti efficienti ed innovazione in una infrastruttura nuova e avanzata assicurando nel contempo la competizione di mercato a vantaggio dei consumatori dell’Ue. La Raccomandazione incoraggerà meccanismi di co-investimento e di risk-sharing, tenendo nel debito conto il rischio di investimento col riconoscimento di un risk premium.

Le NGA non risolveranno i problemi del digital divide. Come pensa di affrontarli? Con investimenti pubblici?

Le autorità regionali e locali dovrebbero svolgere un ruolo maggiore in questo campo, pur nel pieno rispetto delle norme sugli aiuti di Stato. Possono promuovere gli investimenti facilitando l’accesso e coordinando le opera civili così da evitare inefficienti duplicazioni delle infrastrutture di base. Inoltre, possono costruire esse stesse le infrastrutture. Ad esempio, possono installare i cavidotti quando realizzano altre infrastrutture (trasporti, energia, acqua, fogne) e quindi affittarli agli operatori. Nuovi modelli di investimento che sfruttano un accesso all’infrastruttura comune, non discriminatorio, aperto possono incrementare la convenienza ad investire nelle aree remote, assicurando nel contempo un regolare terreno di competizione, tale da consentire a tutti gli operatori di misurarsi sulla base dei servizi che propongono. Una partnership pubblico-privato in questo campo può evitare di sovraccaricare finanze pubbliche già ristrette. Ma i limiti negli accessi broadband dovuti alla limitatezza degli investimenti non è soltanto un problema di digital divide. Per rendere digitale ogni europeo si deve fare molto di più che provvedere soltanto l’accesso. Vi sono anche questioni di cultura, comunità, di offerta di buoni contenuti e buoni servizi. È per questo che abbiamo pensato alla Digital Agenda for Europe come a una strategia globale che offra una direzione chiara verso tutti questi obiettivi.

Lei è paladina della pubblica amministrazione digitale. Ma dove trovare le risorse per la digitalizzazione in attesa dei risparmi di costo promessi?
La crisi economica ci sta colpendo più del previsto. I governi stanno prendendo misure dure e difficili per stimolare la ripresa economica. Però solo in poche situazioni gli investimenti in ICT sono stati tagliati per risparmiare; in molti altri casi le soluzioni digitali, incluse quelle di e.Government, sono viste come strumenti contro la crisi tanto che alcuni governi hanno in effetti incrementato I loro investimenti in ICT. L’investimento nell’eGovernment è un modo intelligente per raggiungere benefici sociali ed economici rendendo le pubbliche amministrazioni più efficienti, più rispondenti ai bisogni dei cittadini, più trasparenti. Lo vediamo tanto a livello nazionale, quanto regionale e locale. Iniziative come Global Cities Dialogue e Digital Green Charter stanno mobilitando le intelligenze e le risorse necessarie per attuare progetti pilota e di verifica dei benefici dell’ICT: ecco perché investimenti su larga scala continueranno ad essere fatti. La riduzione dei budget nazionali sta anche portando i governi a ripensare il loro approccio all’ eGovernment. Ad esempio, coinvolgere terze parti nella progettazione, nella produzione e nella fornitura di servizi di eGov può essere un modo di migliorare la qualità dei servizi e ridurne I costi. Da parte sua, la Commissione Europea continuerà a fornire supporto allo sviluppo dell’eGovernment attraverso vari programmi di finanziamento.

Che politiche immagina a supporto dell’e-commerce?
Come primo passo, ci focalizzeremo sull’eliminazione degli ostacoli. Non siamo qui per finanziare i siti web delle aziende, ma è nostro dovere assicurarci che le aziende non debbano fronteggiare barriere quando entrano nel mercato e che conoscano i loro diritti e le loro responsabilità riguardo ai consumatori. Non è accettabile che possiamo avere un mercato unico digitale illegale – ad esempio nel download di files musicali – ed un mercato unico legale di fatto inesistente. I potenziali fornitori di servizi pan-europei sono oggi scoraggiati dall’offrire contenuti su basi cross-border. I maggiori venditori mondiali di musica digitale non sono ancora presenti in nessuno degli Stati membri dell’Ue. Nei Paesi dove non vi sono servizi legali, i consumatori che vogliono accedere a servizi online hanno poca scelta. Ciò sta uccidendo la nostra competitività e privando i nostri cittadini dei benefici di un grande mercato europeo dei contenuti. Per combattere questo background, per prima cosa ci focalizzeremo sul come facilitare licenze pan-europee razionalizzando la gestione dei diritti. Successivamente, nel 2012, accerteremo se vi sia necessità di ulteriori misure per assicurare che cittadini europei, fornitori di contenuti online e detentori dei diritti possano beneficiare di tutto il potenziale del mercato interno digitale. Inoltre, per aiutare il decollo dell’eCommerce, lavoreremo per migliorare la fiducia e la confidenza di aziende e consumatori. Completeremo l’area unica dei pagamenti europei, consolideremo i diritti contrattuali dei consumatori e lavoreremo su sistemi alternativi per risolvere le controversie sulle transazioni online.

Nel suo mercato unico c’è anche la telefonia, con la proposta di azzerare i costi di roaming. Le telco chiedono “compensazioni”.
Non ci penso nemmeno. Le telco hanno tutte le possibilità di ottenere giusti guadagni da servizi offerti in un quadro di mercato competitivo, ma non devono caricare artificiosamente prezzi alti per servizi che sanno di poter offrire a costi marginali quasi a zero. Stiamo lavorando ad un Interim report sulle regole del roaming che sarà reso noto a giugno. La nostra Review completa della regolazione, che ci mostrerà l’estensione degli obiettivi raggiunti, deve essere completata entro il 30 giugno. Mi auguro che ci mostrerà che i servizi di roaming sono competitivi. Altrimenti, metteremo in campo tutte le misure necessarie per creare un singolo mercato competitivo del roaming. Al termine, i prezzi del roaming dovrebbero avvicinarsi a quelli domestici. Ora l’industria mobile ha l’occasione di dimostrare in maniera chiara che questo mercato è competitivo. Io posso garantire che le iniziative che prenderemo saranno basate sui fatti.

Quali sono le azioni e gli obiettivi di Digital Agenda per quest’anno?
Contiamo di deliberare su 12 delle 100 azioni previste. Fra queste vi saranno le proposte di legge più significative, quali la gestione dei diritti collettivi con l’obiettivo di migliorare per gli europei la fruibilità di contenuti digitali transfrontalieri, come la musica. Proporremo nuove regole o il miglioramento di quelle esistenti per incoraggiare la digitalizzazione delle opere della cultura, rafforzare i diritti dei cittadini alla privacy e alla protezione dei dati, rimuovere le barriere all’eCommerce in Europa, completare l’area unica dei pagamenti per cui le transazioni intra-europee saranno trattate come transazioni domestiche. Altre iniziative riguarderanno gli investimenti nell’Internet ultraveloce, la gestione dello spettro radio, una rapida risposta ai cyber-attacchi, il miglioramento del modo in cui gli standard Ict vengono definiti ed applicati.

21 Giugno 2010