Valsecchi (Alu): "L'ultrabroadband è già realtà"

L'AZIENDA

 "Con la nostra tecnologia a 100 Gbit si potenziano le reti esistenti". Intervista con il vice presidente Marketing & Communications divisione Optics di Alcatel-Lucent

di Mila Fiordalisi
Reti ottiche in grado di trasportare dati ad una velocità di 100 Gbit al secondo su un’unica lunghezza d’onda. Il tutto senza la necessità di posare nuovi cavi ma “semplicemente” utilizzando le infrastrutture esistenti. Semplicemente si fa per dire. Perché la tecnologia in questione - la Next Generation Coherent Technology - è costata ad Alcatel-Lucent, attraverso i suoi Bell Labs, anni spesi in attività di ricerca, sviluppo e test sul campo. “Gli operatori di Tlc, le università, i centri di ricerca e le grandi aziende, e più in generale tutte quelle organizzazioni che necessitano di potenziare la capacità delle proprie infrastrutture di rete per gestire crescenti quantità di dati e poter fruire o erogare servizi di nuova generazione - dal cloud al video - hanno ora a disposizione una tecnologia, unica nel suo genere sul mercato, che permette di passare all’azione con investimenti più facilmente sostenibili”, spiega Alberto Valsecchi, vice presidente Marketing & Communications della divisione Optics di Alcatel-Lucent.
Valsecchi, ciò vuol dire che gli operatori di Tlc potranno, ad esempio, offrire ai clienti finali connessioni a Internet a 100 Mb sfruttando la fibra esistente?
Esattamente. I 100 Gbit al secondo aumentano di fatto di un ordine di grandezza la capacità facendo fronte al moltiplicarsi del traffico e degli utenti. La nostra tecnologia anticipa la capacità delle nuove reti di accesso, vale a dire che ‘inietta’ nelle reti backbone e metropolitane una capacità sufficiente, in termini di Gb, a sostenere ciò che accadrà a livello di accesso. E ciò vale per le reti fisse ma anche per quelle mobili di quarta generazione basate sulla tecnologia Lte.
Avete testato il sistema con Telefonica. Come è andata?
Abbiamo condotto un trial utilizzando un prototipo molto vicino alla soluzione definitiva. La sperimentazione ha dato risultati eccellenti anche in considerazione della lunghezza del percorso: 1088 km di rete per diverse città coperte ed una rete già abilitata a servizi fra i 10 ed i 40 Gb.
E Telefonica cosa farà ora? Adotterà la soluzione?
Non posso rivelare particolari, ma posso dirle che continuiamo a lavorare con l’operatore iberico. Del resto, sono oggi più di 25 gli operatori che si preparano a testare il nostro sistema. A dimostrazione che l’offerta di soluzioni per la banda larghissima stimola la domanda corrispondente. Con T-Systems abbiamo inoltre annunciato la prima realizzazione di un collegamento ad altissime prestazioni tra i data center dei Politecnici di Dresda e della Bergakademie Freiberg utilizzando una connessione a 100 Gb. E poi abbiamo un contratto con Softbank in Giappone. A Tokyo, sempre in collaborazione con Softbank, la nostra tecnologia è già stata usata per garantire una capacità di rete con canali a 100 Gb in occasione dell’evento delle Tlc Interop.
Ma quanto costa implementare la vostra tecnologia?
La soluzione 100G è coerente con la nostra architettura High Leverage NetworkTM, che privilegia la scalabilità e flessibilità, quindi permette di evolvere dai 10/40G ai 100G, anche con un mix delle diverse velocità per un upgrade graduale della rete. Non si interviene sulla fibra, ma si moltiplica la capacità, si aumenta la distanza e si riducono i consumi energetici. Di fatto si vanno a sfruttare al massimo le potenzialità della fibra ottica già posata, una risorsa “scarsa” in quanto non ha capacità infinita.
In concreto quali vantaggi si ottengono?
Per l’operatore che ha esigenze di upgrade della propria infrastruttura la soluzione offre già oggi a livello di sistema globale un ottimo rapporto fra costi e benefici, fra i quali la flessibile convivenza di diverse generazioni e velocità. Con la normale e progressiva evoluzione industriale il prodotto sarà sempre più conveniente ed indirizzerà la gran parte delle applicazioni di rete. Il potenziale è davvero rilevante: questa tecnologia consente di trasmettere fino a 88 segnali a 100Gb/s attraverso gli attuali sistemi Dwdm - la capacità di una singola fibra aumenta fino a 8,8 Terabit/s.. Al contempo si migliorano le performance sulle lunghe tratte, come nel caso delle dorsali nazionali e internazionali e delle reti ottiche sottomarine, che possono beneficiare di altissime prestazioni su una lunga distanza senza perdite di qualità, grazie alla tecnologia ottica coerente “Next Gen”. È un argomento che ben conosciamo, visto che Alcatel-Lucent ha installato oltre mezzo milione di km di cavi sottomarini, corrispondenti a circa 12 volte il giro della Terra. La “Next Gen” consente inoltre di evitare interferenze e decadimenti che si avrebbero altrimenti mescolando nella stessa fibra canali di diversa velocità, oltre ad un significativo risparmio energetico. Insomma, per tutte queste ragioni messe insieme e per altri numerosi aspetti tecnici, la nostra è attualmente la migliore tecnologia disponibile sul mercato.
State testando o testerete i 100 Gb anche in Italia?
Fra le 25 aziende che, come le ho detto, ci hanno richiesto di poter testare sul campo la nostra tecnologia ci sono anche operatori italiani. E mi preme puntualizzare che l’Italia è direttamente coinvolta in questi nuovi sviluppi, sia perché qui ha sede il quartier generale della divisione Optics sia per il ruolo avuto nello sviluppo delle tecnologie Dwdm, quelle in grado di moltiplicare i “colori”, ovvero le lunghezze d’onda nella stessa fibra fisica, tecnologia che in Italia ha una delle sue “culle” principali.

05 Luglio 2010