Banca Mondiale: la banda larga fa crescere il Pil dei Paesi

L'ANALISI

La penetrazione del broadband direttamente proporzionale alla crescita economica. Ma serve puntare allo sviluppo dell'intero ecosistema che ruota intorno alla Rete

di Patrizia Licata
La relazione è diretta: la crescita della banda larga si traduce in crescita del prodotto interno lordo. Lo prova, dopo gli studi firmati da alcune fra le più quotate società di consulenza mondiali, anche il nuovo report della World Bank. Nei Paesi con reddito medio-basso, secondo la Banca mondiale, ogni aumento di 10 punti percentuali nella penetrazione del broadband accelera la crescita economica di 1,38 punti – più che nei Paesi dove il reddito è alto. Ma soprattutto lo stimolo esercitato dalla banda larga è molto più potente di quello offerto da altri servizi di telecomunicazione.

Lo studio propone una nuova definizione del broadband: non si tratta solo di un certo tipo di connettività di rete a una velocità minima garantita. Per i ricercatori della World Bank è invece più utile parlare di un ecosistema che include reti, servizi, applicazioni e utenti. Ciascuno di questi elementi si trasforma sotto la spinta delle evoluzioni tecnologiche e di mercato. Per promuovere la diffusione della banda larga, è necessario considerare tutte le componenti che ne fanno parte e stimolare sia l’offerta che la domanda.

La Banca mondiale corrobora i propri dati con quelli di altri studi recenti: McKinsey stima che un aumento del 10% nella penetrazione della banda larga tra le famiglie produce un aumento del pil di una nazione compreso tra lo 0,1 e l’1,4%, mentre Booz & Company ha rilevato che un aumento del 10% della penetrazione della banda larga in un dato anno è correlato a una crescita dell’1,5% della produttività lavorativa nei successivi cinque anni. Booz suggerisce anche che i Paesi con la più alta diffusione della banda larga hanno registrato nel 2009 una crescita del pil del 2% maggiore rispetto ai Paesi con la diffusione più bassa.

Ma sviluppare i diversi elementi dell’ecosistema del broadband produce vantaggi economici che vanno oltre l'aumento del pil, notano i ricercatori della World Bank. Per esempio, la crescita di servizi e applicazioni connessi con Internet ha creato posti di lavoro, nuove aziende o attività economiche. A novembre 2009, nota il report della Banca mondiale, Google aveva una capitalizzazione di mercato di 168 miliardi di dollari e impiegava 19.000 persone in 20 Paesi. Il motore di ricerca leader in Cina, Baidu.com, ha una capitalizzazione di mercato di oltre 14 miliardi di dollari e impiega più di 6.000 persone.

Grande anche il potenziale delle applicazioni: basti pensare all’attività degli sviluppatori nel creare programmi per cellulari. Le vendite annuali delle applicazioni per Apple iPhone superano i 2,4 miliardi di dollari e stimolano a loro volta la vendita dell’ hardware. Insomma, conclude la Banca mondiale, la banda larga crea notevoli opportunità economiche per tutti: utenti, service provider, sviluppatori di applicazioni e operatori di rete. McKinsey stima che se la penetrazione della banda larga nei mercati emergenti arrivasse ai livelli che si registrano oggi nei Paesi dell’Europa occidentale si potrebbero aggiungere 300-420 miliardi di dollari di pil e generare 10-14 milioni di posti di lavoro.

Il broadband apporta anche vantaggi sul piano sociale, collegando consumatori, aziende e governi e facilitando l’interazione sociale. Fa circolare informazioni tra le persone e le aziende, dà supporto a una gestione trasparente ed equa di Stato e imprese pubbliche e private. Ancora, le reti su banda larga possono trasportare servizi di pubblica utilità, da quelli sanitari al voto elettronico.

Nella sua analisi la Banca mondiale individua i modelli di sviluppo della banda larga adottati in alcune nazioni (Finlandia, Francia, Giappone, Svezia, Uk e Usa), ma con un caso di successo che si staglia su tutti: la Corea del Sud.

Quanto ai dati sulla penetrazione mondiale del broadband, a fine 2009 gli abbonati (sia fissi che mobili) erano 1 miliardo. Ma il tasso di adozione della banda larga a livello globale vede un forte squilibrio tra Paesi sviluppati e Paesi emergenti, cosicché la media complessiva supera di poco il 15%. Nell’Europa dei 27, ci sono 60,5 abbonati alla banda larga ogni cento abitanti; in America del Nord ce ne sono 62,5. In Asia orientale e Asia-Pacifico la penetrazione è del 17,8%; in Europa dell’Est-Asia centrale è del 12,4%; in America Latina del 9,2%; in Medio Oriente e Africa del 7,6% (ma in Africa sub-sahariana dell’1,9%) e in Asia del Sud dello 0,6%.

05 Luglio 2010