Il Blackberry via dagli Emirati Arabi?

SECURITY

Il governo starebbe considerando restrizioni all'uso di applicazioni come e-mail e messaging, su cui viaggiano comunicazioni difficilmente controllabili. L'Authority locale: "Gli smartphone di Rim operano al di fuori delle nostre leggi"

di Patrizia Licata
Il BlackBerry, ovvero il popolare smartphone usato da milioni di businessmen in tutto il mondo, può costituire un rischio per la sicurezza nazionale: è quanto sostengono gli Emirati Arabi Uniti, che starebbero considerando delle restrizioni all’uso del telefono della Rim nel Paese.

Già ad aprile, un altro Stato arabo, il Bahrain, aveva messo in guardia contro l’uso del software BlackBerry Messenger per la distribuzione di notizie locali, scatenando le critiche dell’associazione Giornalisti senza frontiere, che ha interpretato la posizione del Bahrain come un vero atto di censura.

Ciò non ha impedito ad altri Stati del Golfo di cominciare a preoccuparsi per i dati che viaggiano su alcune applicazioni del BlackBerry. “Il BlackBerry opera al di fuori delle leggi nazionali”, ha affermato la Telecommunications regulatory authority degli Emirati. "Come conseguenza del modo in cui i dati sul BlackBerry sono gestiti e conservati, nella forma attuale, alcune applicazioni del BlackBerry permettono agli utenti un uso improprio del servizio, causando gravi ripercussioni di ordine sociale e giuridico e per la sicurezza nazionale”.

Ora gli Eau stanno lavorando per risolvere “questi problemi cruciali con l’obiettivo di trovare una soluzione che salvaguardi i nostri consumatori e garantisca il rispetto della legalità come fissata dalle leggi degli Emirati”.

I Blackberry rappresentano il 20% del mercato mondiale degli smartphone, dietro Nokia e davanti ad Apple. Ciò che preoccupa Stati come gli Eau, spiega il Financial Times, sono i servizi di posta elettronica e instant messaging che usano reti crittate interne difficili da controllare per il governo. Gli Emirati possono affermare che “attualmente i Blackberry operano fuori della nostra giurisdizione”, perché l’introduzione degli smartphone della Rim è antecedente alla legge del 2007 degli Emirati sulla sicurezza nazionale. “Si tratta degli unici device attivi negli Eau che immediatamente esportano i loro dati all’estero e che sono gestiti da un’organizzazione commerciale straniera”, fa notare la Telecommunications regulatory authority del Paese.

Altri smartphone attivi negli Eau possono essere più facilmente intercettati dal governo. Etisalat, il primo operatore telecom degli Emirati, controllato dallo Stato, ha scatenato le proteste dei consumatori l’anno scorso quando ha provato a installare uno “spyware” (il software Interceptor) sui Blackberry dei suoi abbonati. Etisalat ha invitato i suoi utenti a scaricare una patch che in teoria avrebbe migliorato le performance del cellulare, ma in realtà, ha rivelato la Rim, metteva l’operatore in grado di catturare, leggere e conservare le e-mail dei clienti.

Anche in Europa e Usa i governi possono chiedere ai carrier di fornire accesso al traffico e-mail protetto dei telefonini, ma la tecnologia di cifratura di Rim fa sì che le comunicazioni sui Blackberry restino riservate anche dopo l’intercettazione. Sembra che per i Paesi arabi si tratti di un rispetto della riservatezza non conciliabile con l’obiettivo di preservare la sicurezza nazionale.

26 Luglio 2010