Internet degli "umani": ecco la futura connettività

BODY TECH

Un progetto allo studio all'Università Queen's di Belfast mira all'uso delle cosiddette body technologies ossia all'impiego di sensori e dispositivi "cuciti" addosso. Numerose le applicazioni possibili a partire dei servizi di telediagnosi a distanza

di Patrizia Licata
Il backbone delle nuove reti Internet mobili? Potrebbero essere le persone stesse, indossando dei potenti sensori di nuova generazione. Secondo un progetto di studio in corso alla Queen’s University Belfast, questi sensori potrebbero creare infrastrutture Internet mobili di ultra-banda larga e ridurre l’affollamento di stazioni base per telefonia mobile, potenzialmente dannose per la salute.

Il progetto su cui stanno lavorando gli ingegneri dell’Ecit, l’Istituto di elettronica, comunicazioni e information technology del Queen’s, si basa su un ramo della scienza in rapido sviluppo: le comunicazioni incentrate sul corpo o body centric communications. I benefici vanno da grandi miglioramenti nel mobile gaming e nella sanità remota a un monitoraggio più preciso delle condizioni degli atleti.

Gli scienziati dell’Ecit stanno studiando in particolare come dei minuscoli sensori trasportati dalle persone negli oggetti (per esempio gli smartphone di nuova generazione) possano comunicare tra loro creando dei network body-to-body (Bbn) potenzialmente vastissimi. I nuovi sensori interagirebbero trasmettendo i dati e fornendo connettività mobile “sempre, ovunque”.

“Negli ultimi anni molte ricerche hanno studiato le antenne e i sistemi disegnati per condividere informazioni attraverso la superficie del corpo umano”, spiega il Dr Simon Cotton del gruppo di ricerca sulle comunicazioni wireless dell’Ecit. “Tuttavia finora pochi lavori si sono concentrati sulla vera frontiera di questo tipo di comunicazioni senza fili: come trasferire efficacemente le informazioni verso una postazione esterna al corpo”.

Il Dr Cotton ha ottenuto una borsa di ricerca di cinque anni dalla Royal Academy of engineering e dall’Engineering and physical research council per studiare le possibili applicazioni nella vita di tutti i giorni. “Collaboreremo con centri di studio nazionali e internazionali, esperti di aziende e del governo per sviluppare una serie di modelli di canali wireless per le comunicazioni incentrate sul corpo umano", spiega lo scienziato. "Questi modelli forniranno la base per creare antenne, device wireless e standard di rete che potranno rendere le Bbn una realtà. Prevediamo grandi benefici sociali e anche vantaggi commerciali per chi si impegnerà nel settore".

Il mercato dei sensori wireless indossabili è ancora agli albori, aggiunge il Dr Cotton, ma l'Ecit prevede una forte crescita, fino a oltre 400 milioni di device all’anno entro il 2014 che formeranno le reti body-to-body.

29 Ottobre 2010