Stazioni radiomobili, addio alla giungla di antenne

SOLUZIONI

Alcatel-Lucent svela lightRadio, un'infrastruttura di nuova generazione che "miniaturizza" le celle. Per le tlc mobili il 50% di costi operativi in meno. E dimezzamento delle CO2. Il Ceo Verwaayen: "Un cambio di marcia nelle comunicazioni mobili"

di A.C.
Dopo un quarto di secolo di infrastrutture che si sono stratificate, dando vita ad una scarsamente efficiente selva di milioni di stazioni radio base con relative antenne in giro per il mondo, l’ondata in corso che vede moltiplicarsi il traffico sulle reti mobili, tra smartphone, chiavette Usb, tablet e in prospettiva altri dispositivi ancora, richiede nuove risposte. Risposte che fornisce Alcatel-Lucent, focalizzando l’attenzione sia sulle architetture sia sulle tecnologie delle antenne.

Con “lightRadio” viene, infatti, annunciata una soluzione che disaccoppia la tradizionale stazione radio base dalla torre delle antenne, scompone la prima e miniaturizza le seconde, distribuendo sia il traffico radio sia la capacità elaborativa attraverso la rete. Da una parte, quindi, piccole antenne a basso consumo, dall’altra funzioni di elaborazione che sono distribuite in modo dinamico attraverso la rete.

“Le richieste attuali e quelle future di copertura e capacità delle reti impongono un cambio di marcia nelle comunicazioni mobili - spiega il Ceo Ben Verwaayen - lightRadio segna la fine del sistema fatto di stazioni base e torri in ogni cella così come lo conosciamo oggi”.

Alcatel-Lucent e i suoi Bell Labs hanno sviluppato questo disegno innovativo e hanno lavorato insieme con partner. Freescale fornisce la tecnologia dei chip per le nuove generazioni di antenne, con una piattaforma SoC o “System on a Chip”, programmabile attraverso la rete. HP collabora alla messa a punto del sistema di processing virtualizzato in rete e tipo-cloud.

Le antenne diventano un piccolo cubo di 6 cm di lato, pesante 300 grammi e in grado di supportare ciascuna due differenti frequenze. Queste antenne multifrequenza e multistandard, appena visibili, sostituiranno l’attuale groviglio di antenne e potranno supportare tutti gli standard (2G, 3G, 4G).

La nuova famiglia di prodotti lightRadio - introduce una serie di passi avanti:
Migliora l’impatto ambientale, riducendo i consumi elettrici delle reti mobili in una misura calcolata fino al 50% secondo i modelli sviluppati ai Bell Labs, che stimano in 18 milioni di tonnellate la quantità di CO2 complessivamente emessa nell’anno dalle stazioni radio base. lightRadio fornisce un’alternativa all’attuale giungla di torri sovraccariche di apparati distribuendo piccole antenne sul territorio.
Contrasta il Digital Divide, riducendo il sito della cella semplicemente all’antenna e facendo leva su ulteriori futuri sviluppi nel backhaul (l’interconnessione dei siti delle celle) via radio e sulle tecniche di compressione, questa tecnologia permetterà la facile creazione di una copertura broadband virtualmente in ogni luogo vi sia disponibilità di alimentazione elettrica (da rete, impianti solari, eolici).
Presenta ampi risparmi per gli operatori, grazie all’impatto di lightRadio sui costi relativi ai siti, energia, gestione e manutenzione; inoltre in combinazione con piccole celle ed Lte, questa soluzione può portare alla riduzione fino al 50% dei costi operativi delle reti mobili, che la ricerca Bell Labs stima pari a circa 150 miliardi di euro nel 2010.

Il 2011 sarà dedicato al test delle nuove piattaforme, in collaborazione con autorevoli partner operatori mondiali. Tra il 2012 e il 2014 si assisterà al progressivo arrivo di questi nuovi prodotti. Nel 2014 si stima un mercato indirizzabile (quello dei sistemi radio multistandard e multifrequenza) di 12 miliardi di euro e di 100 miliardi di euro complessivi da qui al 2018.

07 Febbraio 2011