Comunicazioni M2M in cerca di business

L'ANALISI

Saranno le comunicazioni tra macchine a trainare il boom dei device connessi alle reti mobili. Chance per automotive e sanità, secondo gli analisti. Ma più arduo il lancio in altre aree. Le nuove reti 4G sono un incentivo, ma in molti casi anche network 2G e 3G possono essere sufficienti

di Patrizia Licata
L’industria della telefonia mobile ha vissuto una crescita fenomenale negli ultimi vent'anni, arrivando ad attrarre oltre 5 miliardi di abbonati – e si tratta ancora solo di una piccola frazione del mercato totale, perché il nuovo traino potrebbe arrivare dalle comunicazioni non tra persone ma tra macchine, le cosiddette comunicazioni M2M.

Lo scorso anno Hans Vestberg, chief executive di Ericsson, prevedeva che nel mondo ci saranno 50 miliardi di device connessi al web nel 2020, molti dei quali (la maggior parte, probabilmente) tramite rete mobile o wireless. Oggi la Gsma, l’associazione dell’industria mobile, ritiene che la stima dei 50 miliardi di device connessi rappresenti la parte più alta della forbice, ma anche il calcolo più prudente di 20 miliardi di device collegati indica un tasso di crescita eccezionale. La società di ricerche Idc, da parte sua, calcola un valore per questo mercato (inclusi hardware e connessioni): 7 miliardi di dollari entro il 2014.

Attualmente la maggior parte dei 5 miliardi di abbonamenti mobili è rappresentata da telefoni e da una porzione crescente d chiavette 3G, iPad e tablet con connettività mobile e device come il lettore Kindle di Amazon, che usa le reti mobili per scaricare i dati. Ma il grosso della crescita futura arriverà dal segmento business più che da quello consumer, notano gli analisti, e da mercati quali la telematica (trasmissione di dati da fonti remote per una loro registrazione e analisi); le comunicazioni machine-to-machine  (dove l’informazione fluisce da una macchina su una rete verso un sistema dove può essere esaminata e utilizzata); sanità e sicurezza.

Secondo un’analisi pubblicata dal Financial Times, automobili, macchinari industriali e interi stabilimenti produttivi saranno in misura crescente equipaggiati con sensori e tecnologie che connettono questi sensori a una rete wireless. Per alcune applicazioni, come l’assistenza sanitaria a casa, le reti wifi saranno sufficienti, mentre per la maggior parte delle applicazioni industriali o business occorreranno le connessioni mobili.

Il mercato delle comunicazioni machine-to-machine (M2M) è cresciuto in maniera costante, pur se lentamente, negli ultimi dieci anni. Secondo Andy Zimmerman, direttore dei mobility services di Accenture, le reti mobili di quarta generazione che cominciano ad essere realizzate in Europa, Asia e Nord America renderanno questa tecnologia più attraente per le aziende. Le reti 4G, infatti, si associano all'accesso ultra-veloce a Internet e, soprattutto, ad applicazioni video avanzate come aggiornamenti wireless per schermi e cartelloni, nota Nick McQuire, research director for enterprise mobility di Idc.

Ma per molte applicazioni M2M, i volumi di dati sono ancora modesti. “I sistemi machine-to-machine potrebbero dover scaricare solo pochi kilobytes di dati, perciò si potrebbe anche dire che si possono realizzare altrettanto bene su reti di seconda generazione”, continua Zimmerman. “Il 4G però offre una migliore penetrazione del segnale, passando attraverso edifici con pareti più spesse o nei sotterranei. Queste reti permettono una miglior consegna del segnale al device.”

Siccome al momento le reti 4G vengono realizzate solo nelle grandi città, i vendor M2M lavorano anche su reti 2G e 3G. Questo è importante soprattutto per le applicazioni del settore automotive, come quelle a bordo dei veicoli, perché qui la copertura geografica conta più della larghezza di banda.

Le iniziative per la sicurezza delle strade, come il sistema eCall proposto dall’Unione europea, stanno accrescendo l’interesse per le comunicazioni machine-to-machine a bordo delle auto: i produttori di automobili cercano modi di usare le comunicazioni mobili per fornire aggiornamenti automatici all’intrattenimento on-board; i produttori di camion vogliono usare le stesse comunicazioni per raccogliere dati sulla manutenzione dei veicoli; le aziende del trasporto pubblico hanno bisogno di raccogliere informazioni sul traffico per ridurre i costi e l’impatto ambientale.

Ma se qui i risparmi sono evidenti, in altre aree, come il monitoraggio remoto di attrezzature fisse, i benefici non sono altrettanto chiari a fronte dei costi extra da affrontare. “Possiamo vedere dei vantaggi nelle applicazioni per la supply chain”, dice Zimmerman, “ma è più difficile con il monitoraggio. Se si controllano delle infrastrutture chi beneficia delle riduzioni dei costi? Sicuramente si risparmia qualcosa sulla manutenzione e sulla sicurezza, ma è difficile quantificare”.

“Vedo opportuntà nelle comunicazioni machine-to-machine nell’automotive e nell’healtcare”, conclude McQuire di Idc. “Nelle altre aree parlerei di potenziale. Molti ci stanno lavorando: non c’è telecom o player It oggi che non abbia qualche soluzione M2M”.

14 Febbraio 2011