Kroes: "Tariffe di roaming ancora troppo alte"

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Nonostante il calo delle tariffe deciso dalla Ue i costi elevati sono ancora un freno all'utilizzo del cellulare quando si va all'estero, in particolare per la trasmissione dati. Il commissario Ue all'Agenda digitale: "Le telco ascoltino i consumatori"

di F.M.
Il roaming mette pensiero ai cittadini europei che viaggiano. A dirlo un'inchiesta pubblicata dalla Commissione europea che evidenzia come quasi tre quarti degli europei si preoccupano dei costi di uso del loro telefonino quando viaggiano nell'Ue.
Il 72% dei viaggiatori continua a limitare le loro chiamate in roaming a causa dei costi elevati anche se la maggioranza è consapevole che i prezzi sono calati dal 2006. Solo il 19% delle persone che utilizzano i servizi collegati ad internet sui loro telefonini quando si trovano all'estero ritengono che i costi del roaming per la trasmissione dati (navigazione in internet o controllo delle e-mail) siano equi.

"Le società di telecomunicazioni devono ascoltare i loro clienti – sottolinea Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e commissaria responsabile per l’Agenda digitale - I consumatori ritengono che vi siano ampi margini di miglioramento, in particolare per il roaming di trasmissione dati. Come promesso nell'Agenda digitale europea, in materia di roaming voglio garantire soluzioni migliori per i cittadini e per le imprese europee".

Oggi più persone utilizzano i loro telefonini quando viaggiano nell'Ue rispetto a quattro anni fa, quando la Commissione ha introdotto per la prima volta regole in materia di roaming. Nonostante un calo stimato del 13% dei viaggi tra il 2006 e il 2010, il volume globale delle chiamate ricevute e degli Sms spediti mentre ci si trova all'estero nell'Ue è cresciuto in tale periodo. I viaggiatori riferiscono di aver effettuato il 32% in più di chiamate, di aver ricevuto il 31% in più di chiamate e di aver inviato il 43% in più di messaggi dal 2006.
L'inchiesta dimostra inoltre che nella popolazione europea le abitudini variano.
Gli uomini, ad esempio, preferiscono le chiamate vocali (57%), le donne i messaggi di testo (56%). È significativamente più probabile attualmente, rispetto ai dati del 2006, che i giovani utilizzino i servizi in roaming (realizzando chiamate vocali: +43%; ricevendo chiamate: +42% e inviando messaggi di testo: +51%). Il 30% dei pensionati e il 15% dei giovani di età compresa tra 25 e 39 non utilizzano affatto i loro telefonini all'estero.

Tra i viaggiatori abituali, il 61% sono consapevoli che i prezzi dei servizi roaming sono scesi a seguito dell'intervento dell'Ue. Tuttavia i cambiamenti nel comportamento dei consumatori non sono stati tutti positivi: circa uno su cinque utenti di telefonini ha ridotto l'uso di servizi di roaming negli ultimi quattro anni, a causa della propria percezione del costo mentre il 72% degli utenti di telefonini continua a limitare le proprie chiamate vocali.

Per quanto riguarda infine i servizi di roaming per la trasmissione dati (ad esempio navigare in internet o scaricare dati) hanno iniziato a decollare (il 10% degli intervistati si avvalgono di questi servizi) anche se generalmente il prezzo non è considerato ragionevole (solo il 19% degli intervistati affermano che il costo dei servizi di roaming per la trasmissione dati è equo).

I risultati di questa inchiesta e della consultazione pubblica sul futuro del regolamento roaming, terminata l'11 febbraio, verranno utilizzati ai fini della revisione delle attuali regole in materia di roaming, che la Commissione europea dovrà completare entro giugno 2011. L'obiettivo fissato dall'Agenda digitale europea è che le differenze tra le tariffe di roaming e le tariffe nazionali siano prossime a zero entro il 2015.

15 Febbraio 2011