Usa, 26 milioni di cittadini esclusi dal broadband

IL REPORT

Secondo lo studio presentato dalla Fcc al Congresso, gli States sono al 12mo posto, nell'area Ocse, per penetrazione della banda larga fissa e al nono in materia di diffusione dell'Internet veloce in mobilità. Non sempre il problema è la mancanza di infrastrutture: in molte aree non decolla la domanda

di Patrizia Licata
Da sempre considerati l’avanguardia della tecnologia, patria di colossi di Internet e dell’hitech come Google, Microsoft e Ibm, gli Stati Uniti perdono colpi in termini di competitività quando si tratta di portare il Paese nella rivoluzione digitale. Per adozione della banda larga e velocità di download, gli States sono indietro a molti altri Paesi del mondo, rivela l’ultimo report della Federal Communications Commission.

Secondo i dati della penetrazione della banda larga nei membri dell’Ocse, gli Usa sono al nono posto su 29 nazioni per adozione del mobile broadband (su base pro-capite) e dodicesimi su 33 Paesi per percentuale di case raggiunte dalla banda larga fissa (63%). In molte grandi città di Europa e Asia, inoltre, i consumatori possono contare su velocità di download molto maggiori che nelle grandi città Usa: per esempio, la velocità media di download è di 11.7 Mbps a New York (popolazione di circa 8,4 milioni di persone), contro i 35.8 Mbps di Seul (10 milioni di persone).

Il Broadband Progress Report to Congress rivela altri dati che l’agenzia federale ritiene allarmanti. Quasi 26 milioni di americani, per lo più nelle aree rurali, sono tagliati fuori dalle nuove opportunità di lavoro e di business create dalla banda larga. Il problema è di duplice natura, perché, anche se lo studio indica che per questi americani non è disponibile l’infrastruttura di Internet veloce, circa un terzo degli americani che hanno a disposizione tale infrastruttura non si abbonano alla banda larga. Ci sono dunque molteplici barriere all’adozione, non solo la disponibilità ma anche il costo, l’alfabetizzazione digitale e le preoccupazioni relative alla privacy.

Il report della Fcc viene presentato al Congresso e serve come linea guida per le future azioni e decisioni del Parlamento. Come noto, allargare l’accesso a Internet e abbassare il prezzo della banda larga per tutti gli americani è una priorità della Commission, che l’anno scorso ha pubblicato il National Broadband Plan, con l'obiettivo di incoraggiare  l'espansione delle aree raggiunte, l’assegnazione di nuove frequenze radio per i servizi mobili e l’aumento della velocità media della connessione a Internet. Ma la Fcc sottolinea che per raggiungere questi obiettivi è necessario la collaborazione dei singoli Stati e del settore privato.

Il report riconosce che, nonostante le difficoltà, alcuni progressi sono stati fatti e che le telco hanno investito decine di miliardi di dollari nell’infrastruttura per la banda larga per potenziare la capacità e la velocità sulle reti fisse e creare le nuove reti di quarta generazione. Secondo la Fcc la banda larga può aiutare a generare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro in America nei prossimi anni, tra cui più di 200.000 grazie agli investimenti nelle tecnologie wireless 4G.

Critici i commenti dell’industria al report della Fcc. Il capo dell’associazione che rappresenta le aziende del cavo ha dichiarato che i dati della commission sono distorti: “Anche se la Fcc sostiene che 26 milioni di americani sono tagliati fuori dall’accesso al broadband, gli investimetni privati hanno già permesso la creazione di reti broadband per quasi 300 milioni di consumatori creando occupazione”, nota Michael Powell, president e chief executive della National Cable and Telecommunications Association.

Anche USTelecom, che rappresenta i player del broadband, mette in dubbio le conclusioni della Fcc: Walter McCormick Jr, chief executive del gruppo, sostiene che il 95% degli americani ha accesso alla banda larga fissa e il 93% è soddisfatto del servizio. Inoltre, gli investimenti del settore privato nel broadband sono cresciuti di 3 miliardi dal 2009 al 2010 per un totale di 66 miliardi di dollari. “Perciò il settore privato sta facendo la sua parte e la banda larga è stata portata in ogni angolo dell’America dove esiste una business case per l’investimento”, afferma McCormick Jr.

23 Maggio 2011