Cellulari, rischio tumore? Gsma: efficaci gli attuali standard di sicurezza

L'ALLARME OMS

Un gruppo di 34 esperti dell'Agenzia internazionale dell'Oms per la ricerca sul cancro allerta sui rischi: consigliato l'uso di auricolari, meglio gli sms delle chiamate. L'Iss: nessuna certezza scientifica. E l'associazione che raggruppa i produttori di dispositivi assicura: rispettate le norme a tutela della salute

di Paolo Anastasio
Le radiofrequenze da cellulare "potrebbero causare il cancro". Lo ha deciso un gruppo di 34 esperti dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, che al termine di una review degli studi sul tema ha definito i campi elettromagnetici come "possibly carcinogenic". Lo studio sarà pubblicato il primo luglio sulla rivista scientifica "Lancet".

L'annuncio riapre il dibattito lungo 20 anni sulla sicurezza della telefonia mobile per la salute umana. Si contano 5 miliardi di telefonini in tutto il mondo, solo in Italia quasi due a testa, circa 100 milioni di cellulari. La valutazione del panel di esperti, che sarà contenuta in una monografia di prossima pubblicazione, si basa sia sui test sugli animali effettuati finora che sui dati degli studi epidemiologici sull'uomo.

Gsma, standard di sicurezza rispettati
Ma i produttori riuniti nella Gsma, che assicurano il finanziamento di studi indipendenti per conoscere l'effettivo rischio, sottolineano che la classificazione fissa il rischio ad un terzo livello su una scala di 5 livelli, un livello che "contiene altre sostanze di uso comune come ad esempio il caffè e i sottoaceti". La Gsma, l'associazione che rappresenta gli operatori di telefonia mobile nel mondo, dopo le dichiarazioni dell'Oms sulla possibilità di sviluppo dei tumori legata all'uso dei telefonini, precisa che lo studio dello Iarc "suggerisce che un rischio è possibile ma non probabile" ed affermano che gli attuali standard di sicurezza, alla luce delle attuali conoscenze, restano validi.

"Detto più semplicemente questa valutazione scientifica - si legge nota della Gsma - ha identificato alcune prove indicative negli studi umani ma nessun consistente supporto da quelli sugli animali e sulle cellule". La Gsma riconosce che alcuni utenti di telefonini possano essere preoccupati. "Ma gli standard di sicurezza rimangono validi e il risultato di questi test dovrebbe essere inteso come indicativo della necessità di ulteriori future ricerche".

Studi futuri, ricorda l'associazione, osserveranno la salute degli utenti di cellulari nel lungo periodo. Studi già avviati con la collaborazione dei membri della Gsma riguardano 250mila persone. "Nel decennio passato più di 30 autorevoli studi indipendenti condotti in tutto il mondo, fra cui anche dall'Oms, hanno concluso che gli standard attuali di sicurezza per i cellulari assicurano protezione a tutte le persone contro tutti i rischi conosciuti per la salute", prosegue la nota.

La classificazione dello Iarc è un giudizio scientifico di qualità che "dovrà essere esaminato dalle agenzie di salute pubblica e dall'Oms prima che possa essere fatta qualsiasi raccomandazione".

Istituto Superiore di Sanità: nessuna certezza sul legame tumori-cellulari
E anche dall'Istituto Superiore di Sanità si sottolinea la necessità di studi ulteriori: "Quello più importante si chiama Cosmos, e coinvolge 250mila persone in tutta Europa - conferma Susanna Lagorio epidemiologa dell'Istituto scientifico del Ministero della Salute - e dovrebbe riuscire a superare tutte le limitazioni dei precedenti. Nel frattempo le raccomandazioni di limitare l'uso del telefonino sono più che altro a scopo precauzionale, perchè solo l'Oms può dare indicazioni di salute pubblica, e lo farà probabilmente tra due anni in un volume apposito sulle radiofrequenze".

"Le evidenze sono state giudicate "limitate" per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo ndr) - ha spiegato Jonathan Samet, che ha coordinato il gruppo di lavoro - mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti". Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive. Secondo gli scienziati, l'uso dei telefoni cellulari può aumentare il rischio di glioma, un tipo di tumore cerebrale maligno, e di neuroma acustico, una forma benigna. Le evidenze al momento disponibili, precisa la Iarc (l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) , sono limitate a queste due neoplasie.

"La nostra classificazione implica che ci potrebbe essere qualche rischio - ha aggiunto l'esperto - e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l'esposizione, come l'uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile".

"Dal punto di vista strettamente scientifico non c'è corrispondenza tra le onde elettromagnetiche emesse dai telefonini e lo sviluppo di tumori infantili - ha detto il presidente dell'Associazione italiana ematologia ed oncologia pediatrica (Aieop), Fulvio Porta, aggiungendo che "sull'impatto delle onde elettromagnetiche emesse dai telefonini e la loro eventuale correlazione con lo sviluppo di neoplasie nei bambini - dice - cerca, tra le altre cose, di far luce lo studio Setil, promosso dall'Aieop i cui risultati saranno resi noti quest'anno. Lo studio ha l'obiettivo di individuare gli eventuali fattori ambientali alla base dei tumori infantili".

Il presidente dell'Aieop ha inoltre ricordato che è stato costituito un gruppo di lavoro, insieme a ministero della Salute, Iss e Fiagop (Federazione italiana associazione genitori oncoematologia) per la valutazione del rischio ambientale (quindi anche delle radiazioni dei cellulari) per lo sviluppo dei tumori infantili.

Asstel, monitoraggio continuo
Assotelecomunicazioni (Asstel) l'associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di telecomunicazioni, continua a monitorare gli sviluppi scientifici degli studi che indagano gli eventuali effetti sulla salute dell'uso dei telefoni cellulari. "La Iarc (l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha classificato - si legge in una nota - l'esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all'uso del telefono cellulare. Secondo la Iarc questo significa che "ci potrebbe essere qualche rischio" e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici".

L'industria delle telecomunicazioni mobili tramite la Gsm Association, "continuerà a finanziare i progetti di ricerca che aiuteranno a colmare le lacune nelle conoscenze scientifiche, e che il finanziamento dell'industria continuerà ad avvenire in modo trasparente, garantendo la completa indipendenza scientifica dei ricercatori". «La Iarc ha classificato - si legge in una nota - l'esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza nella classe 2B in riferimento all'uso del telefono cellulare. Secondo la Iarc questo significa che "ci potrebbe essere qualche rischio" e che occorre continuare a monitorare gli sviluppi scientifici. La classe 2B è la terza classe di classificazione su cinque e contiene altre sostanze di uso comune come ad esempio il caffè e i sottoaceti".

La Iarc, ricorda anche Assotelecomunicazioni, "ha valutato anche tutti gli studi sull'esposizione ambientale e occupazionale ai campi elettromagnetici, come quella delle antenne per telecomunicazioni, e li ha considerati, invece, inadeguati a evidenziare un aumento dei rischi per la salute. La decisione della Iarc verrà ora esaminata dagli altri enti scientifici e sanitari, tra cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per la valutazione complessiva dei rischi per la salute associati all'uso del telefono cellulare".

Fazio, eccesso di precauzione
Il ministro della Salute Ferruccio Fazio si dice perplesso sull'allarme dell'Oms sul rischio tumori legato all'uso di telefoni cellulari e spiega di avere l'impressione che non esistano ragioni per introdurre delle precauzioni per il loro uso. "Ho chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità - ha detto Fazio nel corso di una intervista al Tg5 - certo non vorrei che ci fosse un eccesso di principio precauzionale". E il ministro frena anche sull'ipotesi di introdurre delle misure o dei limiti: "Proprio questo ho chiesto un parere ma non ho l'impressione che ci siano gli elementi per farlo".

01 Giugno 2011