INNOVAZIONE

La PA a portata di smartphone, via al progetto “IO”

L’iniziativa del Team Digitale è centrata sullo sviluppo di una app che consentirà di accedere ai servizi pubblici in modalità mobile. In estate i primi test. Spid, Anpr e PagoPA il banco di prova

Pubblicato il 22 Mag 2018

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“IO” prende vita. Il Team per la Trasformazione Digitale, in collaborazione con Agid  ha annunciato a Forum PA 2018come anticipato da CorCom – la nascita del progetto per lo sviluppo di un’applicazione sperimentale che permetterà ai cittadini di gestire direttamente dal proprio smartphone i rapporti con la PA e l’accesso ai servizi pubblici. L’anteprima del prototipo e i dettagli del progetto sono disponibili su io.italia.it. Grazie alla nuova app, ogni utente potrà chiedere e conservare documenti e certificati, accettare ed effettuare pagamenti, ricevere comunicazioni, messaggi e promemoria.

“L’app permetterà di ridurre drasticamente i tempi degli adempimenti del cittadino verso la pubblica amministrazione – spiega Diego Piacentini, commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale – Con un sistema di notifiche, pagamenti e scadenze, in pochi minuti si potranno svolgere operazioni che prima richiedevano molto più tempo.”

L’applicazione non è attualmente presente negli app store e inizierà presto la fase di “closed beta”: a partire dall’estate 2018, alcuni servizi locali e nazionali verranno erogati anche attraverso l’app. In alcuni territori, quelli in cui il numero e l’importanza dei servizi saranno più alti, inviteremo i cittadini a partecipare al test dell’applicazione che entrerà così a far parte della loro vita quotidiana. Con l’aumento di funzioni e servizi sarà ampliato progressivamente il bacino di utenti della versione beta.

L’app si baserà sull’integrazione di altri sistemi già in funzione che convergeranno facilitando l’esperienza del cittadino e il lavoro delle pubbliche amministrazioni, che potranno usare le funzionalità della piattaforma IO per erogare tutti i propri servizi. “Stiamo lavorando alle piattaforme abilitanti, quelle componenti necessarie, ma non sufficienti, per rendere l’app completamente operativa – sottolinea Piacentini- L’anagrafe unica Anpr permetterà di sincronizzare tutti i dati dei cittadini che a oggi sono sparsi in circa 8000 anagrafi diverse, Spid ne garantirà un accesso sicuro e unico, il nodo dei pagamenti PagoPA diventerà il motore del borsellino digitale dell’app”.

IO parte dall’analisi dalle necessità dei cittadini, ma costituisce un vantaggio anche per tutti i soggetti pubblici che erogano servizi digitali. Il progetto mette infatti a disposizione, anche grazie all’integrazione di PagoPA, Anpr e Spid, la maggior parte delle funzioni che sono comuni a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione.

“IO è un progetto aperto – dice Matteo De Santi, responsabile UX/UI & Product Design del Team per la Trasformazione Digitale – Qualunque ente pubblico può partecipare alla sperimentazione, anzi, è invitato a farlo. IO è pensato con una logica open source, cioè tutto il processo di realizzazione sia della app che dell’infrastruttura è completamente pubblica, e chiunque può vedere come la stiamo portando avanti e darci una mano. Il Team per la Trasformazione Digitale, inoltre, sta utilizzando tecnologie e metodologie che ci auguriamo costituiscano delle best practices per tutti i servizi digitali del nostro Paese”.

L’applicazione rende operativo il progetto di Cittadinanza Digitale. Il concetto giuridico di cittadinanza digitale è stato introdotto con il nuovo Cad che dota, appunto, cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale. E tra questi spiccano  Spid e Anpr, nonché PagoPA, ma anche il domicilio digitale, anch’esso normato dal Codice: si attribuisce a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale e, come conseguenza naturale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented.

Il Cad battezza anche la Carta della cittadinanza digitale che sancisce “il diritto di cittadini  e  imprese,  anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione  e della comunicazione di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi  di  loro  interesse in modalità digitale per garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona”.

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