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AGENDA DIGITALE

Lo smartphone diventa sportello pubblico: arriva “IO”, l’app per accedere alla PA

In estate debutterà in fase di test l’applicazione tramite la quale fruire dei servizi pubblici. La ministra Madia: “Così realizziamo la cittadinanza digitale”. Il successo del progetto legato a doppio filo al roll out di Spid e Anpr. Ecco cosa cambia

19 Apr 2018

Federica Meta

Giornalista

Una sola app pensata come un’unica grande casa digitale e progettata sui bisogni reali dei cittadini. Si tratta di IO che debutterà in versione di test questa estate e tramite la quale sarà possibile richiedere documenti e certificati alle amministrazioni, effettuare pagamenti, ricevere messaggi e notifiche dalla PA e gestirne le scadenze, o anche scegliere il proprio medico di base o iscrivere i figli a scuola. L’applicazione rende operativo il progetto di Cittadinanza Digitale, a cui stanno lavorando ministero della PA e Semplificazione, Team Digitale e Agenzia per l’Italia Digitale.

L’applicazione del cittadino rappresenta un unico pannello di controllo centrale in cui confluiranno tutte le tecnologie essenziali del nuovo “sistema operativo” della pubblica amministrazione ovvero Spid, Anpr e PagoPA.

“La trasformazione digitale non è un percorso semplice, abbiamo incontrato molte difficoltà, di carattere infrastrutturale, organizzativo e non ultimo culturale – spiega la ministra Marianna Madia in un post su Facebook – Ma dopo 4 anni di lavoro siamo sulla strada giusta. Insieme a Diego Piacentini, il Commissario straordinario per l’agenda digitale, e il suo Team abbiamo fatto il punto sullo stato di avanzamento della road map della digitalizzazione. Molti degli obiettivi si sono tradotti in risultati che sarebbero stati impossibili da raggiungere senza una regia condivisa e un gran lavoro di squadra, portato avanti prima con il governo Renzi e successivamente con quello Gentiloni”.

Il successo di IO è legato a doppio filo allo sviluppo dei due progetti chiave della PA: Spid e Anagrafe Unica. Sul fronte identità digitale sono state erogate oltre 2,3 milioni di pin unici, al raddoppio rispetto allo scorso anno mentre sono – l’aggiornamento è della fine del 2017 – oltre 3850 le PA attive e 4350 i servizi erogati (un anno fa erano 3.700 le amministrazioni attive un anno fa con 4.200 servizi). L’obiettivo del Team Digitale  è 10mila amministrazioni attive entro il 2020.

Procede anche la realizzazione dell’Anagrafe Unica della popolazione residente: a fine 2017 avevano completato il subentro ventisette Comuni per una popolazione residente di 594.842 persone. Sono attualmente in fase di pre-subentro 958 Comuni, per complessivi 7.205.913 abitanti.

L’applicazione di Cittadinanza Digitale sarà dunque un banco di prova per sperimentare l’integrazione con le piattaforme abilitanti, fornendo un’implementazione di riferimento a tutte le PA che vogliono sviluppare servizi digitali.

Il concetto giuridico di cittadinanza digitale è stato introdotto con il nuovo Cad che dota, appunto, cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale. E tra questi spiccano Spid e Anpr, nonché PagoPA, ma anche il domicilio digitale, anch’esso normato dal Codice: si attribuisce a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale e, come conseguenza naturale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented.

Il Cad battezza anche la Carta della cittadinanza digitale che sancisce il diritto di cittadini  e  imprese,  anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione  e della comunicazione di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi  di  loro  interesse in modalità digitale per garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona”.

Tutti i dettagli sul funzionamento della app e sulle tempistiche saranno resi noti in occasione di Forum PA 2018 da Piacentini e il suo Team.

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