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5G sotto pressione: Ngmn indica la via per reti più snelle



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Nel nuovo framework l’organizzazione internzionale mette ordine nella trasformazione: un percorso in tre fasi per adottare cloud native, automazione e AI, superare gli ostacoli in radio, core e transport e ridurre stratificazioni che pesano su efficienza e costi

Pubblicato il 9 feb 2026



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Il 5G avanza, ma la sua crescita porta con sé un livello di complessità che molti operatori faticano a gestire. Virtualizzazione, cloudizzazione del core, espansione delle funzionalità di rete e integrazione dell’intelligenza artificiale hanno accelerato una trasformazione che richiede nuove logiche operative. Per affrontare questa fase, la Ngmn Alliance pubblica il documento “Framework for Network Simplification – An Operator View”, che definisce un percorso per ridurre la frammentazione tecnologica e riportare efficienza nelle infrastrutture mobili.

Il report nasce dal contributo di Bt Group, Liberty Global, China Mobile, Turkcell, Mtn e Array Digital Infrastructure. La varietà degli scenari rappresentati evidenzia una dinamica comune: le reti crescono, i servizi si moltiplicano e i modelli tradizionali mostrano limiti evidenti. L’alleanza propone una metodologia che consente alle telco di orientarsi e di affrontare la transizione con un approccio strutturato, evitando ulteriori stratificazioni.

La pressione della complessità sulla trasformazione del 5G

Gli operatori hanno maturità differenti nell’implementazione del 5G. Alcune realtà hanno già introdotto un core cloud native, altre dipendono ancora da architetture Lte e modelli non standalone. Questa eterogeneità produce inefficienze e frena la capacità di innovazione. La gestione quotidiana delle reti richiede competenze più avanzate e processi più articolati, mentre la competizione spinge a ridurre i tempi di sviluppo dei servizi.

Il presidente dell’alleanza e chief technology officer di Orange Group, Laurent Leboucher, sottolinea la necessità di un cambio di passo: “Per minimizzare i costi operativi, aumentare l’efficienza e sbloccare nuovi servizi sul 5G, la semplificazione della rete deve diventare un pilastro delle strategie di evoluzione, sia nelle architetture sia nelle operazioni”. Il messaggio riflette una consapevolezza diffusa tra gli operatori: senza un modello più snello, la promessa del 5G rischia di rimanere incompiuta.

L’approccio proposto dall’alleanza

Il documento sviluppa un percorso in tre fasi che permette di affrontare la complessità in modo sistemico. La metodologia aiuta a individuare le tecnologie abilitanti, a comprendere le barriere operative e a definire priorità coerenti con la propria traiettoria. La forza del modello sta nella sua adattabilità. Ngmn non impone una soluzione unica, ma offre un quadro di lavoro che si armonizza con contesti tecnologici e regolatori diversi.

Il primo passo riguarda la definizione delle tecnologie che rendono possibile la semplificazione. Il secondo esplora le difficoltà che emergono quando si tenta di applicarle, soprattutto nei domini radio, core e transport. Il terzo introduce tre archetipi che rappresentano i livelli di maturità degli operatori e li aiuta a identificare le aree su cui concentrare gli investimenti. La metodologia evita approcci frammentati e consente di costruire una roadmap che abbraccia sia la dimensione tecnica sia quella organizzativa.

Le tecnologie che riducono la complessità

Una parte centrale del framework riguarda i filoni tecnologici che abilitano la trasformazione. L’alleanza attribuisce un ruolo decisivo al cloud native, perché favorisce la modularità e rende più semplice automatizzare le funzioni di rete. La sua adozione riduce la dipendenza dalle architetture legacy e introduce una maggiore elasticità. Ngmn richiama anche le potenzialità della AI agentica e della AI generativa, strumenti che permettono di ottimizzare risorse e processi e di intervenire sui flussi operativi con maggiore precisione.

L’evoluzione della fibra nel dominio transport offre una base infrastrutturale più stabile e capace di sostenere la crescente domanda di banda. L’esposizione dei servizi federati apre invece la strada a modelli più aperti, favorendo una collaborazione più ampia lungo la catena del valore. Questi elementi tecnologici, integrati da modelli organizzativi più agili, costituiscono il cuore della strategia di semplificazione. La trasformazione delle reti non procede infatti senza un’evoluzione dei processi aziendali, che devono supportare cicli decisionali più rapidi.

Le barriere che gli operatori devono superare

Il framework analizza anche gli ostacoli presenti nei principali domini operativi. Le infrastrutture radio risultano spesso eterogenee per la presenza di generazioni diverse e per la mancanza di una sostituzione uniforme degli apparati. Nel core, la transizione verso il cloud richiede competenze elevate e una revisione dei processi che governano la configurazione e la gestione. Il transport, pur essendo un dominio più lineare, presenta una stratificazione di protocolli che rallenta l’adozione di modelli più flessibili.

Ngmn rileva che molte telco conoscono queste criticità, ma non sempre riescono a inserirle in una visione complessiva. La dipendenza da fornitori con soluzioni proprietarie contribuisce alla complessità e ostacola l’adozione di infrastrutture più interoperabili. Separare la necessità di innovare dalla necessità di semplificare diventa difficile. Per questo la metodologia proposta invita a valutare ogni tecnologia in relazione al contesto e non come un intervento isolato.

Gli archetipi che orientano le scelte

Il terzo passaggio del framework introduce tre archetipi basati sulla maturità del 5G. Ogni gruppo segue un percorso specifico. Gli operatori ancora radicati sul Lte devono concentrarsi sull’introduzione graduale del cloud native e dell’automazione. Le realtà già avanzate possono procedere più velocemente verso un’ampia disaggregazione e verso soluzioni AI-driven. La logica degli archetipi consente di bilanciare ambizione e realismo e di evitare forzature che portano a risultati limitati.

La semplificazione, secondo Ngmn, deve diventare un principio cardine. Le scelte tecniche devono integrarsi con la pianificazione commerciale e con la governance interna, in modo che la rete evolva in modo coerente. Gli archetipi aiutano a interpretare le diverse esigenze e a costruire percorsi che producono un impatto misurabile su costi, qualità del servizio e capacità di innovazione.

Le prossime tappe dell’alleanza

Ngmn inserirà le indicazioni del framework nei lavori dedicati al cloud native, all’automazione della rete e al 6G. Questo passaggio evidenzia come la semplificazione rappresenti un valore permanente. Una rete più lineare e prevedibile riduce i costi, migliora la disponibilità e consente di accelerare il lancio di servizi innovativi. La ceo dell’alleanza, Anita Döhler, rimarca questa direzione: “Poiché le reti mobili diventano sempre più complesse, gli operatori devono puntare costantemente a introdurre semplificazione nel modo in cui creano, distribuiscono, espongono e gestiscono i loro servizi differenziati per i clienti”.

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