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Neutral host: la scorciatoia della connettività indoor passa dall’OpEx



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Uno studio di 5G Americas indica il vero driver: l’efficienza gestionale. Con l’energia che può arrivare a pesare fino al 40% dei costi operativi, le infrastrutture multi-operatore promettono tagli nell’ordine del 30% e rendono sostenibile la copertura in ambienti complessi come ospedali, campus, fabbriche e centri commerciali. Sullo sfondo, una traiettoria di mercato stimata in 8,7 miliardi di dollari entro il 2028

Pubblicato il 9 feb 2026



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Le neutral host network emergono come uno dei pilastri meno raccontati ma più strategici dell’evoluzione della connettività. Il nuovo rapporto “Neutral Host Opportunities for 5G & Beyond” di 5G Americas mette in evidenza un mercato da 8,7 miliardi di dollari entro il 2028, trainato dalla domanda crescente di copertura affidabile e dalla necessità di ridurre il costo delle infrastrutture. Il modello condiviso diventa centrale proprio mentre il 5G si afferma come abilitante della trasformazione digitale in settori sempre più eterogenei. La logica rimane chiara: un’unica infrastruttura, più operatori, investimenti ottimizzati e servizi di livello superiore.

Il valore del modello condiviso

Le reti tradizionali mostrano i propri limiti nelle aree dove la copertura indoor risulta critica o dove non esiste un ritorno economico sufficiente per singoli operatori. In questo scenario, i sistemi condivisi offrono un’alternativa concreta. La struttura delle neutral host network permette a più operatori di utilizzare la stessa piattaforma per fornire servizi in spazi pubblici, campus universitari, aree industriali e immobili commerciali. La riduzione delle ridondanze genera risparmi consistenti e apre nuove possibilità di business per imprese e real estate.

Secondo il report, in ambito industriale cresce l’adozione di architetture condivise per supportare le applicazioni di Industria 4.0, che richiedono connessioni stabili e latenza minima. Le università, invece, le utilizzano per garantire continuità alla didattica digitale in campus estesi. Il modello trova spazio anche nel retail e nella sanità, grazie alla capacità di assicurare connettività capillare in ambienti difficili da raggiungere.

Nuove dinamiche economiche

Il rapporto evidenzia una trasformazione del mercato trainata dagli investimenti diretti delle imprese. I modelli enterprise-funded offrono a società private la possibilità di finanziare infrastrutture condivise per ottenere una copertura migliore. Questa dinamica consente agli operatori di ampliare la presenza senza aumentare la pressione sul Capex e permette alle imprese di superare le criticità di aree non prioritarie nei piani di rete tradizionali.

L’impatto sui costi operativi risulta significativo. Le stime citate da 5G Americas indicano che l’energia rappresenta fino al 40% dell’OpEx, mentre soluzioni condivise possono ridurre questo peso di circa il 30%. Una riduzione di tale portata diventa essenziale in un’epoca in cui le telco devono bilanciare investimenti, sostenibilità e qualità del servizio.

Evoluzione delle architetture

L’adozione delle neutral host network accelera il passaggio da sistemi Das tradizionali a soluzioni più modulari e scalabili. Le piccole celle giocano un ruolo decisivo perché offrono copertura mirata in aree ad alta densità o con forte attenuazione del segnale. La loro implementazione semplifica la gestione degli spazi e permette adattamenti rapidi a nuovi bisogni di traffico.

Parallelamente, l’apertura introdotta dall’Open Ran consente di combinare componenti hardware e software di fornitori diversi, aumentando flessibilità e concorrenza. Questo approccio favorisce la virtualizzazione delle funzioni di rete e permette alle piattaforme condivise di evolvere con rapidità. La possibilità di scalare l’infrastruttura riduce i costi e alleggerisce il carico di manutenzione, un aspetto particolarmente rilevante in ambienti complessi come centri commerciali, ospedali e stabilimenti industriali.

Opportunità e criticità

Il mercato delle neutral host network non cresce senza sfide. La riduzione delle vendite di apparati Das segnala un cambiamento di paradigma che espone i fornitori tradizionali a una fase di transizione. Le architetture distribuite, sebbene più efficienti, richiedono coordinamento e competenze avanzate. La gestione di molte piccole celle in contesti urbani implica monitoraggio continuo e un’integrazione accurata con le reti macro.

Tuttavia il quadro rimane fortemente favorevole. Le reti private, sempre più richieste da imprese e strutture produttive, trovano in questo modello un punto di equilibrio tra autonomia, qualità del servizio e sostenibilità economica. L’utilizzo di spettro condiviso, come la banda Cbrs negli Stati Uniti, amplia ulteriormente il ventaglio delle opportunità. A questo si aggiunge la crescita delle politiche Byod, che richiede copertura indoor robusta e capillare per gestire migliaia di dispositivi senza impatto sulla rete pubblica.

Proiezioni verso il 6G

Il mercato guarda già al futuro e il rapporto evidenzia la necessità di progettare le piattaforme condivise con un orizzonte che superi la fase attuale del 5G. Il percorso verso il 6G, insieme allo sviluppo del 5G-Advanced, introduce applicazioni come la telepresenza immersiva e i sistemi di digital twin, che richiedono affidabilità estrema e latenze ridotte al minimo. Le neutral host network dovranno supportare questi carichi e integrarsi con nuovi segmenti di spettro, ampliando la flessibilità delle architetture.

Il dialogo tra operatori, produttori, integratori e proprietari immobiliari diventa essenziale per definire modelli di business coerenti. Solo una filiera coordinata può garantire investimenti sostenibili e sviluppo tecnologico adeguato alle richieste future.

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