Dalla corsa ai giga alla sfida della qualità. È questo il passaggio strategico che Pietro Labriola mette al centro dell’intervista concessa al sito del Mobile World Congress. Per l’Ad di Tim la trasformazione del settore passa da tre assi portanti: intelligenza artificiale applicata ai processi, reti 5G standalone e regole europee coerenti con la nuova fase industriale.
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“L’AI cambierà il modo di lavorare”
L’intelligenza artificiale, chiarisce il manager, non può essere liquidata come una moda. “Non è un claim di marketing, è una tecnologia che cambierà il modo di lavorare”.
Tim sta già applicando l’AI in ambiti operativi concreti, dall’automazione dei call center al supporto decisionale per il top management. Labriola racconta un esempio legato al lavoro del board, con la messa a punto di sistemi capaci di analizzare l’andamento del mercato e costruire contenuti informativi personalizzati per ciascun componente.
“Possiamo replicare le informazioni sulla base del profilo del membro del board e creare anche un podcast con i contenuti di interesse”, spiega, descrivendo un modello che integra dati, analisi e formati innovativi.
5G a metà ciclo, il nodo degli investimenti
Sul fronte delle reti, Labriola ricorda che il 5G si trova a metà del suo ciclo industriale: “Queste generazioni – spiega- durano circa dieci anni e siamo più o meno a metà percorso”.
La transizione verso il 5G Advanced e verso architetture sempre più evolute implica nuovi investimenti. Il punto, osserva, riguarda la sostenibilità economica in Europa. “Il dilemma è il livello di investimenti e il costo del capitale”, sottolinea, richiamando l’attenzione sul contesto regolatorio e finanziario.
In parallelo, prosegue Labriola, Tim sta spingendo sul 5G stand alone, già adottato in contesti ad alta intensità di traffico come grandi eventi e stadi, per dimostrare sul campo le potenzialità delle nuove reti.
“Le nuove applicazioni richiedono qualità”
Poi un messaggio su come sono destinati a cambiare i modelli di business del mondo telco: “Fino a oggi abbiamo venduto giga – spiega l’Ad di Tim – . Ora le nuove applicazioni – dall’AI al cloud gaming, fino ai droni – richiedono qualità”.
Per spiegare il concetto, Labriola utilizza l’immagine di un’autostrada con molte corsie in un senso e poche nell’altro, per descrivere reti progettate principalmente per il traffico in download. Le applicazioni emergenti richiedono invece capacità bilanciata, bassa latenza e affidabilità. “La sfida – aggiunge – è educare il cliente a capire che questa qualità ha un valore”.
Regole europee e competizione globale
Il tema regolatorio resta sullo sfondo dell’intervista. Negli ultimi anni gli operatori europei hanno chiesto un aggiornamento delle norme per sostenere investimenti e competitività.
Labriola rileva una maggiore sensibilità sul tema, ma invita a evitare approcci ancorati al passato. “Non si può regolare il futuro guardando al passato”, sottolinea. Il riferimento è alla velocità con cui le piattaforme digitali globali crescono e conquistano milioni di utenti in tempi brevi, trasformando profondamente il mercato.












