L’attuale scenario globale, caratterizzato da continue e imprevedibili disruption geopolitiche e tecnologiche, impone alle aziende una profonda riflessione sulla resilienza delle proprie infrastrutture. In occasione del convegno “Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro“, la visione di OVHcloud, illustrata da Denis Nalon, Marketing & Communication Director, ha chiarito come la sovranità non sia solo una questione di conformità normativa, ma una scelta strategica basata su un modello industriale integrato.
Indice degli argomenti
L’integrazione verticale contro le disruption della supply chain
Per rispondere efficacemente alle instabilità dei mercati e alle criticità logistiche, OVHcloud ha adottato da tempo un modello di integrazione verticale che copre l’intero ecosistema tecnologico. Questo approccio parte dalla produzione diretta: l’azienda non si limita a gestire data center, ma è essa stessa produttrice di tecnologia. Essere costruttori dei propri server permette di ridurre drasticamente i rischi legati alla supply chain e alle difficoltà di approvvigionamento che spesso colpiscono i fornitori che dipendono esclusivamente da terze parti.
Questa autonomia industriale si riflette anche nella gestione degli spazi fisici. La strategia aziendale prevede la riqualificazione di siti industriali dismessi per trasformarli in data center moderni, accorciando i tempi di attivazione delle infrastrutture e minimizzando l’impatto ambientale legato alle nuove costruzioni.
Grazie a questo controllo diretto sulla “fabbrica del cloud”, l’azienda è in grado di offrire un’infrastruttura resiliente, capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti tecnologici e di garantire continuità operativa anche in contesti macroeconomici complessi.
Open source e innovazione sostenibile
Un pilastro fondamentale della strategia di OVHcloud è l’impegno verso l’innovazione aperta e la sostenibilità ambientale. L’azienda ha sviluppato internamente tecnologie come il raffreddamento a liquido, che permette di ottimizzare l’efficienza energetica dei data center riducendo drasticamente il consumo di energia e acqua. In un’ottica di reale contributo all’ecosistema tecnologico europeo, l’azienda ha scelto di brevettare e rilasciare alla comunità open source i propri sistemi di water cooling, favorendo una diffusione più ampia di soluzioni sostenibili.
La sostenibilità per l’azienda non è un concetto astratto, ma si traduce in pratiche concrete di economia circolare. Grazie al modello industriale integrato, i server giunti a fine vita vengono smontati e i componenti riutilizzati per dare vita a nuove generazioni di prodotti, progettati per aziende che necessitano di soluzioni accessibili senza richiedere il massimo delle prestazioni. Questo approccio permette di posizionare ogni workload sul giusto livello di potenza infrastrutturale, evitando sprechi e promuovendo un utilizzo più consapevole e responsabile delle risorse digitali.
Il controllo dell’impronta ambientale nel cloud
Con le aziende sempre più spesso chiamate a rendere conto del proprio impatto ambientale attraverso bilanci di sostenibilità rigorosi, la trasparenza diventa un elemento essenziale della sovranità digitale. OVHcloud risponde a questa esigenza fornendo strumenti che permettono di mappare e monitorare in tempo reale il carbon footprint delle soluzioni scelte. Grazie a tecnologie dedicate, come l’Environmental Impact Tracker, i clienti possono avere piena visibilità sull’impronta di carbonio della propria infrastruttura enterprise.
Questa capacità di misurazione rappresenta l’ultimo tassello per “chiudere il cerchio” della sovranità: un controllo che non è solo logico o geografico, ma che riguarda la responsabilità climatica delle scelte tecnologiche. Offrire ai clienti la possibilità di conoscere con precisione il consumo energetico e l’impatto ambientale dei propri servizi cloud significa dare loro il potere di fare scelte informate e coerenti con i propri obiettivi di sostenibilità.
Per l’azienda, la sovranità digitale del futuro sarà sempre più legata alla capacità di coniugare l’indipendenza tecnologica con una gestione etica e trasparente delle risorse planetarie.
FAQ: Cloud
Che cos’è il cloud computing?
Il cloud computing è un modello di erogazione di servizi informatici attraverso internet. Consente di accedere a risorse come server, storage, database e software su richiesta e in modalità self-service. In termini semplici, il cloud è la ‘nuvola’ su cui puoi conservare i tuoi dati e file online senza necessità di hardware fisico. Le risorse sono gestite da fornitori esterni, permettendo agli utenti di evitare l’acquisto e la gestione diretta dell’infrastruttura. Questo approccio offre flessibilità, scalabilità e riduzione dei costi operativi.
Quali sono i principali provider di cloud computing?
I principali provider di cloud computing includono Amazon Web Services (AWS), che offre oltre 200 servizi full-feature per aziende di tutte le dimensioni; Microsoft Azure, con un portafoglio diversificato di prodotti adatti allo sviluppo di applicazioni web e cloud complesse; Salesforce, preferito per le sue soluzioni CRM e software basato su cloud; VMware, che fornisce servizi di infrastruttura e piattaforma cloud per ambienti multicloud; Alibaba Cloud, con soluzioni progettate per il cloud computing sicuro; Oracle Cloud, che offre servizi cloud completi; Rackspace, con strategie multicloud efficaci; DigitalOcean, preferito per i servizi di hosting cloud; ServiceNow, che aiuta con l’automazione del flusso di lavoro; e NetApp, specializzato in servizi di storage scalabili.
Cosa si intende per cloud sovrano europeo?
Il cloud sovrano europeo è un’iniziativa che mira a garantire la sovranità digitale dell’Europa, permettendo alle organizzazioni di mantenere il controllo completo sui propri dati, rispettando le normative europee sulla protezione dei dati. Ad esempio, SAP ha lanciato EU AI Cloud, un’offerta che riunisce cloud e intelligenza artificiale in un framework unico, consentendo ai clienti di selezionare il livello di sovranità e implementazione più adatto alle proprie esigenze. Questo approccio supporta la residenza dei dati nell’Unione Europea, contribuendo a garantire che ogni organizzazione possa soddisfare i propri requisiti normativi e operativi specifici. L’Unione Europea ha anche messo sul piatto 180 miliardi per sviluppare infrastrutture di cloud sovrano, sottolineando l’importanza strategica di ridurre la dipendenza tecnologica e rafforzare la sicurezza geopolitica.
Quali sono i vantaggi del cloud networking?
Il cloud networking offre numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di centralizzare la gestione della rete anche in presenza di più sedi tramite un’interfaccia Web. Garantisce una rete chiavi in mano, agile e adattiva, estremamente dinamica, flessibile e affidabile. La scalabilità e l’indipendenza delle risorse dai vincoli tipici dei sistemi legacy consentono alle aziende di fronteggiare i cambiamenti futuri senza dover gestire patch, monitoraggio degli asset o installazione di hardware aggiuntivo. È particolarmente vantaggioso per PMI, istituzioni scolastiche e realtà con diverse sedi remote o tante piccole sedi distribuite. Inoltre, garantisce livelli di sicurezza superiori rispetto a quanto potrebbero fare singole aziende con budget limitati, supportando pienamente la trasformazione digitale legata all’evoluzione continua del business.
Come sta evolvendo il mercato del cloud in Italia?
Il mercato del cloud in Italia sta vivendo una forte crescita. Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano ha raggiunto quota 8,13 miliardi di euro, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. A trainare questa dinamica è la combinazione di Intelligenza Artificiale e sovranità digitale, due direttrici che plasmano strategie aziendali e decisioni politiche. Il mercato ha mostrato un trend positivo costante, passando da 5,51 miliardi di euro nel 2023 a una stima di 6,80 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 24%. Le telco italiane, come Tim, Vodafone e Fastweb, stanno investendo in soluzioni cloud-native per modernizzare le proprie infrastrutture e offrire servizi più avanzati ai clienti.
Quali sono le applicazioni del cloud nelle telecomunicazioni?
Il cloud computing sta ridefinendo il settore delle telecomunicazioni, trasformando le aziende telco da semplici fornitori di connettività a veri provider di servizi digitali. Grazie alla virtualizzazione delle funzioni di rete (NFV), le telco possono ridurre la dipendenza da hardware proprietario, abbattendo costi e migliorando l’efficienza operativa. Lo SDN (Software-Defined Networking) introduce un nuovo paradigma di controllo centralizzato della rete, aumentando la programmabilità e facilitando il rilascio dinamico di nuovi servizi. L’edge computing consente di elaborare i dati più vicino al punto di raccolta, riducendo la latenza e migliorando la reattività delle applicazioni, particolarmente utile in ambiti industriali. L’integrazione nativa di AI e ML nei servizi cloud accelera l’innovazione, permettendo l’implementazione di reti autonome e servizi come ‘AI-as-a-Service’. Infine, si stanno affermando soluzioni verticalizzate per specifici settori, come piattaforme cloud per la gestione sicura delle cartelle cliniche in sanità o soluzioni di analytics in tempo reale nel retail.
Quali sono le sfide nella transizione verso il cloud?
La transizione verso il cloud presenta diverse sfide che devono essere affrontate con un approccio strutturato. La sicurezza dei dati è un aspetto delicato: la natura distribuita del cloud e la coesistenza di ambienti multi-tenant richiedono livelli di protezione avanzati, con dati cifrati sia a riposo sia in transito, soluzioni di key management sicure e policy di accesso granulari. L’integrazione di ambienti legacy con architetture cloud-native richiede competenze specialistiche, strumenti di orchestrazione avanzata e piani di migrazione graduali, con il rischio di generare silos digitali o perdere continuità di servizio durante la transizione. La trasformazione culturale è altrettanto importante: i team IT devono acquisire nuove competenze, abbandonare logiche reattive e adottare un approccio DevOps, con una governance del cloud che richiede una mentalità collaborativa. Infine, la dipendenza da un singolo cloud provider può rappresentare un rischio rilevante, mitigabile attraverso un approccio multicloud che distribuisce i servizi tra più provider.
Quali sono le iniziative europee per un cloud federato?
L’Europa sta sviluppando diverse iniziative per creare un cloud federato europeo. Un esempio significativo è il progetto Avant, sviluppato nell’ambito dell’iniziativa europea IPCEI CIS da Engineering in collaborazione con Fulcrum, un ecosistema di provider cloud europei. Questo progetto nasce per facilitare la transizione verso un ecosistema cloud più distribuito, aperto, collaborativo e vicino ai territori, capace di connettere provider e infrastrutture diverse, superando la frammentazione del mercato europeo. Fulcrum concretizza questa visione con un framework di federazione che riunisce sistemi cloud distribuiti geograficamente accessibili tramite marketplace. Questo modello favorisce l’incontro tra domanda e offerta di servizi, consentendo ai diversi operatori di proporre i propri servizi agli utenti finali in modo integrato, e dà alle PMI europee la possibilità di accedere a servizi di cloud avanzati a condizioni economiche vantaggiose.
Quale impatto economico può avere il cloud per l’Europa?
Secondo un report di Google, l’Europa ha davanti a sé un’opportunità da 1.200 miliardi di euro di crescita economica legata all’intelligenza artificiale (AI) e al cloud. Tuttavia, per cogliere questa opportunità, è necessario accelerare gli investimenti in infrastrutture digitali sostenibili e in capacità dati. Lo studio ‘Digital Innovation with Control: Clearing the Cloud’, realizzato da Implement Consulting Group in collaborazione con Google Cloud, evidenzia come sia fondamentale trovare un equilibrio tra il rifornirsi di tecnologie necessarie per la crescita economica e la necessità di ridurre la concentrazione del potere digitale nelle mani di pochi grandi provider, con il conseguente rischio geopolitico.
Come si applica il cloud sovrano in ambito militare?
Il cloud sovrano trova applicazione anche in ambito militare, come dimostra il contratto decennale del valore di 931 milioni di dollari assegnato a HPE dalla Defense Information Systems Agency (DISA), un’agenzia di supporto al combattimento del Department of War degli Stati Uniti. L’accordo prevede lo sviluppo di una soluzione multi-cloud ibrida distribuita che modernizzerà i data center dell’ente e fornirà servizi di intelligenza per le forze sul campo in tutto il mondo. Questa implementazione evidenzia l’importanza strategica del cloud sovrano per garantire la sicurezza e l’autonomia operativa in settori critici come la difesa nazionale.






