Diciotto settori industriali stanno guidando la competizione e la crescita economica globale e quattro di essi lo fanno con una forza trasformativa senza precedenti: semiconduttori, spazio, robotica e intelligenza artificiale (AI). Sono quattro settori interconnessi e che spesso sconfinano negli altri ambiti industriali ad alta crescita e alto impatto – in particolare, la trasformazione dell’Ai si rivela trasversale.
Questo il quadro tracciato dal nuovo studio del think tank McKinsey Global Institute “La corsa decolla nelle prossime grandi arene di competizione”. Dal 2022, queste 18 arene competitive hanno generato circa 18 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato e 1,4 mila miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del market cap circa quattro volte superiore rispetto agli altri settori e un aumento dei ricavi fino a dieci volte più rapido. Entro il 2040 questi settori potrebbero aggiungere tra i 30 e i 50 mila miliardi di dollari di ricavi.
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La crescita economica globale secondo McKinsey
Lo studio è stato presentato a Milano in un evento tenutosi in occasione del centenario dalla fondazione di McKinsey & Company. Nel suo intervento di apertura, Marco Piccitto, Managing Partner per il Mediterraneo di McKinsey, ha evidenziato la portata delle trasformazioni economiche globali e le prospettive future: “Negli ultimi cento anni, il mondo ha vissuto una straordinaria fase di crescita economica: il Pil pro capite globale è aumentato di sei volte. Questa espansione è stata accompagnata da un’accelerazione senza precedenti del cambiamento, oggi quattro volte più rapido rispetto al passato. Guardando ai prossimi cento anni, abbiamo sottoposto l’economia globale a uno stress test: i risultati della nostra analisi mostrano che è possibile crescere ancora di più. Non esistono limiti, in termini di risorse e materie prime, uno scenario in cui anche i Paesi oggi più poveri possono raggiungere il tenore di vita vita della Svizzera attuale. Tutto dipenderà dalle scelte che si faranno”.
Ad approfondire i risultati dello studio del McKinsey Global Institute è stata Cristina Catania, Senior Partner di McKinsey: “Tra le aree individuate, quattro si distinguono per impatto trasformativo, economico e sociale: semiconduttori, spazio, intelligenza artificiale e robotica. Si tratta di settori caratterizzati da forti dinamiche di innovazione, destinati a raggiungere entro il 2040 dimensioni paragonabili al Pil di grandi economie europee. Queste arene sono inoltre strettamente interconnesse: i semiconduttori sostengono la capacità di calcolo, lo spazio genera nuovi dati, l’intelligenza artificiale li trasforma in valore e la robotica ne consente l’applicazione concreta”.
Ha aggiunto Lorenzo Moavero Milanesi, Senior Partner di McKinsey: “L’emergere di una nuova arena non riguarda semplicemente la crescita di un settore, ma rappresenta una trasformazione che investe l’intera economia, con una riallocazione di capitale, talenti, supply chain e profitti, e implicazioni rilevanti per la competitività delle imprese. In questo contesto, a fare la differenza non sarà tanto la dimensione aziendale, quanto la capacità di competere e di guidare il cambiamento, anziché subirlo. Le arene non sono uno scenario ipotetico, ma una guida concreta per le scelte delle leadership”.
I principali risultati dello studio: il traino di digitale e AI
Dal 2022, un insieme di settori “fondamentali per l’Ai” – chip, servizi cloud e software di intelligenza artificiale – ha generato 500 miliardi di dollari di fatturato e 11 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato, rileva l’analisi del think tank di McKinsey. La domanda e gli investimenti in infrastrutture sono aumentati rapidamente in previsione di implementazioni di Ai di ordini di grandezza superiori a quelle attuali. Le aziende che progettano e implementano potenza di calcolo su larga scala hanno finora beneficiato della maggior parte dell’aumento di valore di mercato e di profitto.
Nel frattempo, la crescita continua ad essere sostenuta nei settori digitali, ma anche molti ambiti fisici sono pronti a spiccare il volo. I settori digitali, come l’e-commerce e la pubblicità digitale, stanno conquistando una quota crescente dell’economia dell’attenzione, soprattutto nei mercati emergenti, anche se i chatbot riducono il traffico web tradizionale e il commercio basato su agenti crea nuovi fronti competitivi. Altri ambiti continuano a crescere a ritmi più o meno veloci, dai robotaxi che si stanno diffondendo in decine di città in tutto il mondo ai farmaci contro l’obesità, che rappresentano ormai sei prescrizioni su cento negli Stati Uniti.
“Le arene del futuro, come le definiamo, includono software e servizi di intelligenza artificiale, cybersicurezza, veicoli autonomi condivisi e costruzioni modulari. Se il passato è indicativo di quello che accadrà nel futuro, queste 18 arene saranno i centri di competizione, innovazione e creazione di valore di domani“, si legge nel report. Che osserva: “Le arene del futuro non solo si stanno espandendo a una velocità sproporzionata, ma stanno anche rimodellando i flussi di capitale, le dinamiche industriali, la competizione regionale e il calcolo strategico di aziende e governi.
Nove player omniscaler dominano i mercati
Un altro dato evidenziato dallo studio è che, a livello di attori di questo gigantesco mercato, emergono nove grandi concorrenti – che lo studio McKinsey definisce “omniscaler” – che stanno investendo massicciamente e operando in diversi ambiti. I nove omniscaler hanno generato collettivamente oltre 700 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo nel 2025 e investito più di 800 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo e spese in conto capitale nello stesso anno. Le loro capacità e la loro solidità finanziaria si moltiplicano man mano che competono in un ambito dopo l’altro, espandendosi fino a generare ricavi in ben nove ambiti.
Le aziende con sede negli Stati Uniti e nella regione della Grande Cina rappresentano oggi il 90% del valore di mercato delle 18 grandi arene concorrenziali. Le aziende statunitensi sono leader in 14 delle 18 arene per capitalizzazione di mercato e in dieci per fatturato. Ma la Cina sta guadagnando terreno, soprattutto se misurata in termini di quote di fatturato. Il resto del mondo, per ora, resta a guardare.
Le aziende dominanti: chi sono i leader e perché
Dare un nome agli omniscaler non è difficile. Sono aziende che operano in diversi ambiti e sono altamente competitive.
Due esempi emblematici di omniscaler sono i cluster Amazon e Tesla-SpaceX. Insieme, abbracciano l’e-commerce, i veicoli elettrici, l’intelligenza artificiale, i media digitali, la robotica e lo spazio, passando rapidamente da un ambito all’altro mentre competono con i nuovi entranti e tra di loro. Per individuare altri omniscaler con caratteristiche comparabili, McKinsey Global Institute ha analizzato i maggiori investitori in spese in conto capitale e ricerca e sviluppo a livello globale, per poi individuare quelli che competono attivamente in tre o più settori del futuro. Questa definizione ha aggiunto sette nomi alla lista: Alibaba, Alphabet, Apple, Huawei, Meta, Microsoft e Samsung. Sei di queste aziende hanno sede negli Stati Uniti e le altre tre in Asia.
Perché gli omniscaler sono importanti? La loro crescente presenza nei diversi settori segna l’emergere di nuove economie di scala. Innanzitutto, gli omniscaler stanno investendo capitali sempre maggiori in progetti a lungo termine e possiedono sia risorse che strumenti. Nessun singolo elemento determina il successo trasversale; tra i loro punti di forza interconnessi si riscontra una combinazione di infrastrutture riutilizzabili, effetti di rete dei dati, elevata propensione al rischio e capacità di attrarre i migliori talenti.
Alcuni dei loro progetti a lungo termine stanno già generando ricavi. Il fatturato degli omniscaler è di un ordine di grandezza superiore a quello delle altre società che gestiscono arene. In base ai dati aggiornati alla fine del 2025, gli omniscaler hanno registrato un fatturato medio di circa 200 miliardi di dollari ciascuno nelle future arene, mentre gli altri operatori del settore hanno registrato un fatturato medio di circa un ventesimo, ovvero circa 10 miliardi di dollari ciascuno. Complessivamente, considerando sia le future arene che le altre attività, nove omniscaler hanno generato un fatturato di circa 2,7 trilioni di dollari nel 2025, più del Pil dell’Italia, l’ottava economia più grande del mondo.

Otto settori del futuro sono pronti a spiccare il volo
McKinsey Global Institute ha raggruppato i 18 settori competitivi in cinque macro-aree: fondamenti dell’Ai, digitalizzazione, elettrificazione, tecnologia avanzata e nuove frontiere biologiche.
Inoltre, tra queste 18 arene del futuro, alcune presentano una crescita a velocità vertiginosa, molto superiore agli altri. Si tratta di otto industrie: software e servizi di intelligenza artificiale, veicoli autonomi condivisi, servizi cloud, veicoli elettrici, pubblicità digitale, sicurezza informatica, semiconduttori e spazio. Gli altri dieci, tra cui lo streaming video e la mobilità aerea del futuro, stanno avanzando più o meno come previsto o si trovano in fasi di crescita precedenti.
Guardando a queste industrie in modo trasversale, l’Ai ha un impatto ampio su tutta la digitalizzazione. Allo stesso tempo, l’elettrificazione sta crescendo su larga scala e la tecnologia avanzata è pronta a decollare. Lungo le nuove frontiere della biotecnologia, invece, il settore biotecnologico non medico rimane in fase embrionale, mentre i farmaci contro l’obesità sono in forte espansione.
Le implicazioni per imprese e governi
Con l’intensificarsi della competizione all’interno dei vari ambiti, comprendere come la concorrenza si sta evolvendo può offrire preziose informazioni a chi è chiamato a prendere le decisioni, conclude lo studio.
“I prossimi grandi scenari competitivi sono più vicini e più importanti di quanto possano sembrare. Innanzitutto, portano con sé nuove opportunità per creare valore e crescere”, scrivono gli analisti di McKinsey Global Institute. “Allo stesso tempo, stanno rapidamente rimodellando il contesto competitivo e le modalità operative delle aziende, con possibili ripercussioni di vasta portata. Anche le imprese che sembrano operare al di fuori degli ambiti più dinamici sono inevitabilmente influenzate dai cambiamenti nella domanda, nelle catene di approvvigionamento e nei sistemi di produzione. Nessun leader aziendale può rimanere completamente isolato. Se si opera in un determinato ambito, il ritmo del cambiamento e della competizione è vertiginoso. In caso contrario, si rischia di rimanere indietro. Una migliore comprensione degli ambiti competitivi può aiutare i responsabili delle decisioni a rispondere e a tenere il passo con l’accelerazione del cambiamento”.






