VodafoneThree, che con oltre 28 milioni di clienti è il più grande operatore mobile del Regno Unito, passa interamente sotto il controllo di Vodafone. In pratica Ck Hutchison esce dalla joint venture creata un anno fa con il gruppo guidato da Margherita Della Valle cedendogli il suo 49% per 4,3 miliardi di sterline (poco meno di 5 miliardi di euro). Max Taylor continuerà a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di VodafoneThree, supportato dall’attuale team dirigenziale dell’operatore. Non ci saranno cambiamenti alla strategia multimarca, precisa una nota.
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La strategia di Ck Hutchison
Le azioni, spiegano le due società, saranno annullate e Vodafone diventerà l’unico proprietario. Il gruppo di Hong Kong rafforza la così la sua posizione finanziaria, “incrementando le riserve di cassa e riducendo l’indebitamento finanziario netto consolidato, migliorando così la liquidità complessiva e la stabilità finanziaria”. L’operazione rientra nella strategia di Ck di rimodellare il proprio portafoglio globale, cedendo asset importanti per incrementare i rendimenti per gli azionisti. L’azienda sta inoltre valutando la vendita della maggior parte dei suoi porti e una potenziale quotazione in borsa della sua divisione retail.
“Il nostro gruppo è stato uno dei primi al mondo a investire nelle telecomunicazioni mobili 3G con la creazione di 3UK nel 2000 e a introdurre la rivoluzionaria telefonia a banda larga mobile per i consumatori”, ha dichiarato Canning Fok, vicepresidente di Ck Hutchison e presidente esecutivo della divisione telecomunicazioni. “L’azienda è cresciuta da operatore mobile emergente e, attraverso la fusione e la formazione dell’attuale VodafoneThree, è diventata il primo operatore nel Regno Unito per numero di abbonati e leader di mercato nella fornitura di prodotti e servizi di telecomunicazione ai consumatori britannici”, ha aggiunto Fok, precisando che la vendita ha permesso al gruppo di Hong Kong di “realizzare il valore del nostro investimento” in VodafoneThree.
L’accordo è soggetto all’approvazione delle autorità di regolamentazione secondo i framework vigenti, tra cui il National Security and Investment Act del Regno Unito, e dovrebbe concludersi nella seconda metà di quest’anno.
Frank Sixt e Dominic Lai, co-amministratori delegati di Ck Hutchison, hanno descritto l’accordo come una “situazione vantaggiosa per entrambe le società”, ma la borsa per il momento ha reagito in maniera contrastante: il prezzo delle azioni di Ck Hutchison è salito del 2,6% a Hong Kong martedì, mentre quello di Vodafone è sceso dello 0,4%.
La strada verso l’accordo
VodafoneThree è stata costituita nel maggio 2025 a seguito del completamento della fusione tra Vodafone UK e Three UK. Prima dell’annuncio della fusione con la rete di telecomunicazioni britannica di Vodafone nel 2023, Ck Hutchison deteneva una quota di controllo in Three. L’operazione, del valore di 16,5 miliardi di sterline, ha unito il terzo e il quarto operatore del Regno Unito, creando un nuovo leader di mercato, davanti a Ee, di proprietà di Bt, e Virgin Media O2, di proprietà della spagnola Telefónica e della società statunitense Liberty Global.
Si è trattato del più grande sconvolgimento degli ultimi anni nel settore delle telecomunicazioni britannico, che ha ridotto i quattro principali operatori di rete a tre. Sebbene l’autorità garante della concorrenza britannica avesse inizialmente avvertito che milioni di clienti avrebbero potuto subire aumenti delle bollette a seguito della fusione, ha infine approvato l’accordo nel dicembre 2024, subordinandolo a una serie di impegni legalmente vincolanti. Lo scorso giugno, Vodafone ha promesso di investire oltre un miliardo di sterline nell’espansione della propria copertura di rete nel corso dell’anno successivo.
“A un anno dalla fusione, il team ha compiuto notevoli progressi, massimizzando il pieno potenziale di VodafoneThree e cogliendo le significative sinergie. Sono lieta che ora avremo la piena proprietà di VodafoneThree, mentre implementeremo una delle reti 5G più avanzate d’Europa, offriremo la migliore esperienza cliente nel Regno Unito e genereremo valore a lungo termine per i nostri azionisti”, ha commentato la numero uno di Vodafone Margherita Della Valle.
Per Vodafone il passaggio alla piena proprietà consentirà non solo di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture 5G ma anche di conseguire ulteriori efficienze, con un obiettivo di risparmio annuo di 700 milioni di sterline in costi e spese in conto capitale entro l’anno fiscale 2030. È comunque previsto un incontro con gli investitori entro la fine dell’anno per illustrare le priorità e la strategia di crescita dell’attività nel Regno Unito.
Il punto di vista degli analisti
L’accordo è arrivato prima di quanto molti analisti si aspettassero. “Un’acquisizione completa da parte di Vodafone era sempre stata nell’aria, ma l’accordo è arrivato prima del previsto, con la joint venture ancora al suo primo anno”, ha per esempio affermato Kester Mann, direttore del settore consumer e connettività di Ccs Insight. Mann vede la mossa come un voto di fiducia nelle prestazioni iniziali dell’entità risultante dalla fusione. “L’accordo è una conferma dell’ottimo inizio della società risultante dalla fusione, in particolare per l’integrazione delle reti Vodafone e Three. Rafforza inoltre un’opinione ampiamente diffusa nel settore, secondo cui i marchi Vodafone alla fine prevarranno su quelli di Three”.
Dal punto di vista strategico, la logica, per Mann, è semplice: “L’accordo consente a Vodafone di cogliere tutti i vantaggi e le sinergie della joint venture, raddoppiando l’impegno nel diventare il principale fornitore di servizi di telecomunicazione nel Regno Unito“. Per l’analista il deal riflette anche un cambiamento più ampio nelle sorti del gruppo Vodafone. “Dopo anni di difficoltà, Margherita Della Valle sta finalmente ribaltando le sorti dell’azienda. L’operazione rappresenta l’ultimo tassello di un’ampia strategia volta a consolidare le fondamenta dell’azienda, creando attività con una struttura sostenibile e marchi forti”.
Susannah Streeter, responsabile della strategia di investimento presso Wealth Club, ha affermato che l’acquisizione di Three “consentirà a Vodafone di avere un maggiore controllo sulla strategia, ridurre i costi e potenzialmente gettare le basi per una più rapida attuazione dei suoi piani. Considerato che le joint venture possono rallentare il processo decisionale, questo dovrebbe consentire a Vodafone di accelerare il ritmo di implementazione della sua infrastruttura 5G, migliorare la qualità della rete e quindi competere in termini di prestazioni e affidabilità. Potrebbe anche favorire”, ha aggiunto Streeter, “la vendita incrociata della sua offerta a banda larga, con i servizi digitali in bundle considerati una vera e propria miniera d’oro, dato che generano entrate ricorrenti, spesso con margini più elevati”.






