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Di Raimondo, Asstel: “Proroga dell’isopensione efficace per le Tlc”



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L’associazione accoglie positivamente l’ipotesi di rinnovo della disciplina annunciata dal Ministero del Lavoro. La direttrice generale: “Lo strumento rafforza un sistema in grado di sostenere il ricambio generazionale, favorire l’aggiornamento delle professionalità e rendere più sostenibili i percorsi di trasformazione organizzativa”

Pubblicato il 15 mag 2026



Laura Di Raimondo_Asstel
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“Accogliamo con favore l’impegno annunciato dal Ministero del Lavoro volto a valutare, nell’ambito dell’iter di conversione del Dl Primo maggio, la proroga della disciplina che consente, attraverso lo strumento dell’isopensione, l’accompagnamento alla pensione fino a sette anni prima della maturazione dei requisiti ordinari”.

A parlare è Laura Di Raimondo, direttore generale Asstel, secondo cui l’isopensione è “uno strumento che, anche nella nostra filiera delle telecomunicazioni, ha dimostrato nel tempo grande efficacia nel sostenere in modo equilibrato le transizioni aziendali, favorendo soluzioni condivise tra imprese e organizzazioni sindacali e garantendo al contempo adeguate tutele alle persone coinvolte”

L’efficacia dell’isopensione nello scenario attuale

Per la numero uno dell’associazione di categoria che da capo a Confindustria, “in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni tecnologiche, organizzative e produttive, la disponibilità di strumenti di flessibilità regolata rappresenta un elemento essenziale per accompagnare le transizioni del lavoro e governare i cambiamenti connessi alla digitalizzazione, all’evoluzione dei modelli produttivi e allo sviluppo delle competenze digitali”.

Di Raimondo aggiunge che “la proroga dell’isopensione va nella direzione di rafforzare un sistema di politiche del lavoro in grado di sostenere il ricambio generazionale, favorire l’aggiornamento delle professionalità, aprendo spazio ai giovani, e rendere più sostenibili i percorsi di trasformazione organizzativa legati all’innovazione tecnologica. Per queste ragioni riteniamo importante confermare e prorogare una misura che consentirebbe alle imprese di continuare a disporre di uno strumento essenziale per gestire le grandi transizioni che stanno interessando il mondo del lavoro”.

Che cos’è e come funziona l’isopensione

L’isopensione è uno strumento introdotto dalla Legge 92/2012 (cosiddetta Legge Fornero) che ha l’obiettivo di accompagnare i lavoratori del settore privato verso la pensione, e rappresenta oggi uno degli strumenti più apprezzati tra gli scivoli pensionistici previsti dall’ordinamento italiano.

L’uso della disciplina può essere invocata dalle imprese dopo averla concordata con i sindacati, e consente ai lavoratori di lasciare anticipatamente il lavoro, senza tuttavia interrompere il versamento dei contributi. È quindi una sorta di “ponte” economico, garantito dal datore di lavoro, che copre il periodo che separa il lavoratore dall’età pensionabile e che favorisce il ricambio generazionale in azienda evitando licenziamenti.

Più nello specifico, l’isopensione permette di anticipare il momento in cui si va in pensione fino a un massimo di quattro anni, periodo che è stato temporaneamente esteso a sette anni per gli accessi alla misura tra il 1° gennaio 2018 ed entro il 31 dicembre 2026. A partire dal 1° gennaio 2027, infatti, salvo modifiche come quelle al momento al vaglio del Ministero del lavoro l’anticipo massimo possibile tornerà a essere di quattro anni, come previsto inizialmente dalla normativa.

L’accordo siglato da Fibercop con i sindacati

Che l’isopensione si stia dimostrando uno strumento utile per supportare la transizione nel settore delle Tlc lo dimostra il fatto che lo scorso febbraio Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Uilcom hanno firmato con Fibercop un accordo per accompagnare alla pensione fino a 1800 lavoratrici e lavoratori con lo strumento previsto dall’articolo 4 della legge Fornero.

Si tratta di lavoratori che raggiungeranno i requisiti per la pensione anticipata, quindi di anzianità di servizio, entro novembre 2031. Il bacino di uscita è stato prioritariamente individuato tra le aree non impegnate nella realizzazione degli obiettivi strategici aziendali legati al Pnrr, in particolare sulle consegne da effettuare entro il primo semestre 2026.

Al termine del primo blocco di uscite di giugno, sindacati e azienda si incontreranno per valutare eventuali correttivi funzionali in previsione della seconda finestra di uscita di novembre.

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