La Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche dimostra una visione lungimirante: il piano presentato in Consiglio dei Ministri a luglio 2025 prevede una serie di azioni mirate, essenziali per dare vita a un ecosistema nazionale integrato e per rafforzare le attività di innovazione e ricerca. “Tuttavia, nei fatti,l’Italia è ancora drammaticamente lontana dalla meta. Nonostante gli sforzi e la sinergia dei soggetti in campo – che vedono il coinvolgimento coordinato di quattro ministeri, dell’Acn e del Dipartimento per la Trasformazione digitale – troppe questioni cruciali sono rimaste sulla carta”. In questo senso, “le ambizioni italiane sul fronte del quantum computing e delle tecnologie quantistiche rischiano di infrangersi pericolosamente sul grande scoglio rappresentato dalla realtà dei fatti”. A dirlo è il Quadrato della Radio, che con un appello ufficiale chiede al governo di stanziare immediatamente 200 milioni di euro per il 2026 evitando finanziamenti a pioggia.
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Un impegno che non si è (ancora) concretizzato
“Il successo di una strategia ad alto valore tecnologico si misura sulla certezza dei suoi stanziamenti. Nel caso del quantum, la discrepanza tra gli annunci e la realtà finanziaria è evidente. Il gruppo di esperti di alto livello ha quantificato in un miliardo di euro (200 milioni di euro all’anno per cinque anni) l’importo minimo necessario per rendere l’Italia competitiva. Tali fondi sono indispensabili per tentare un recupero rispetto agli altri Paesi europei e internazionali, i quali si muovono da tempo con investimenti massicci e corsie preferenziali. Queste risorse dovevano essere messe nero su bianco nell’ultima Legge di Bilancio, ma l’impegno non si è concretizzato, lasciando la Strategia priva della sua linfa vitale”, spiega il presidente del Quadrato della Radio Umberto de Julio, intervenuto recentemente sul tema in un confronto pubblico con i principali rappresentanti italiani del mondo delle comunicazioni, delle aziende e dell’innovazione avanzata.
Secondo de Julio, senza una copertura finanziaria strutturale la Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche rischia di trasformarsi in un mero esercizio teorico. Il che condannerebbe l’Italia alla dipendenza tecnologica dall’estero in un settore critico e strategico per la sicurezza nazionale, della difesa e della competitività industriale.
Le linee d’azione individuate dal Quadrato della Radio
Oltre a puntare il dito sull’assenza di iniziative che permettano di passare dalla pianificazione all’esecuzione, il Quadrato della Radio individua e propone al governo anche tre misure per attuare i progetti.
Occorre innanzitutto istituire un Fondo Nazionale per il quantum mediante un provvedimento legislativo d’urgenza (per esempio un Decreto Legge), che stanzi i primi 200 milioni di euro per l’anno corrente. A questo dovrebbe seguire una serie di iniziative di semplificazione della governance, con il conferimento di pieni poteri di spesa e coordinamento alla cabina di regia, al fine di ridurre i passaggi burocratici tra i quattro ministeri coinvolti. Servono infine incentivi fiscali mirati (come per esempio il credito d’imposta maggiorato) per supportare le imprese italiane che investono nella filiera quantistica nazionale.
Stabilire criteri di spesa che limitino sprechi e sovrapposizioni
Secondo il Quandrante della Radio, inoltre, lo sblocco del miliardo di euro necessario per la sfida quantistica nazionale deve essere necessariamente accompagnato da una rigida disciplina di spesa. Il pericolo maggiore che l’Italia corre non è solo la carenza di fondi, ma il loro potenziale disperdersi in mille rivoli.
Finanziare a pioggia progetti minori, privi di una reale massa critica, genererebbe inevitabilmente non solo sprechi di denaro pubblico dovuti a linee di ricerca isolate e non comunicanti, ma anche sovrapposizione di progetti con diversi enti o università che sviluppano in parallelo le medesime tecnologie, duplicando i costi e i bandi di gara. Tutto ciò porterebbe a una perdita di competitività a causa dell’impossibilità di raggiungere lo stato di “prontezza tecnologica” necessario per l’industria.
Per evitare che la Strategia nazionale si traduca in un’occasione mancata, l’Italia deve quindi fare una scelta di campo netta: non è possibile fare tutto, dobbiamo fare ciò in cui siamo eccellenti.
Gli interventi da finanziare: i tre pilastri tecnologici di riferimento
Il Quadrato della Radio propone, pertanto, di concentrare l’intero ecosistema di finanziamenti esclusivamente su tre pilastri tecnologici verticali, storicamente forti nel nostro Paese e interconnessi tra loro. Ciò permetterà all’Europa di non disperdere le proprie energie finanziarie nel tentativo di rincorrere colossi come Stati Uniti o Cina su settori ormai saturi, e di consentire all’Italia di giocare un ruolo importante nel nuovo scenario geopolitico.
Il primo pilastro è quello della fotonica. Il Quadrato della Radio ricorda che l’Italia vanta in questo settore una leadership scientifica e industriale riconosciuta a livello internazionale nella manipolazione della luce. La proposta è quella di creare una Foundry nazionale per i circuiti integrati fotonici quantistici, mettendo a sistema i laboratori di ricerca con i grandi produttori di semiconduttori presenti sul territorio nazionale.
C’è poi l’ambito della sensoristica. A differenza dei computer quantistici (che richiederanno anni per una piena maturità), i sensori quantistici sono già una realtà commerciale o a brevissimo termine. Si tratta quindi di un settore che offre il ritorno sull’investimento più rapido per il sistema-paese. Per il Quadrato della Radio è dunque determinante finanziare il trasferimento tecnologico dai laboratori alle pmi e alle grandi aziende della difesa e dello spazio, per inserire i sensori quantistici nei prodotti industriali di prossima generazione.
Il terzo pilastro è quello delle comunicazioni, e nella fattispecie della cybersecurity: la sicurezza del futuro dipende dalle comunicazioni quantistiche, in grado di proteggere i dati sensibili da attacchi informatici sferrati da computer quantistici ostili (la cosiddetta minaccia Post-Quantum). L’Italia vanta già eccellenze nello sviluppo della Quantum Key Distribution, sia su fibra ottica sia via satellite, e per questo bisogna completare la rete nazionale di comunicazione quantistica, integrandola con l’infrastruttura europea (EuroQci), blindando così i dati dei ministeri, delle infrastrutture critiche (energia, trasporti) e del settore bancario.
“L’Italia possiede il capitale umano e industriale per guidare la rivoluzione quantistica in Europa. Tuttavia, le idee necessitano di certezza finanziaria e di una direzione strategica rigorosa”, chiosa de Julio. “Il Quadrato della Radio confida in un tempestivo accoglimento della presente proposta per evitare un definitivo declassamento tecnologico del Paese”.


