Con l’espansione delle costellazioni in orbita bassa (Leo) e l’arrivo dei servizi direct-to-device (D2D), che consentono ai terminali di collegarsi direttamente ai satelliti, la regolazione diventa uno dei principali fattori destinati a incidere sullo sviluppo del mercato. È in questo contesto che la Gsma ha pubblicato il Satellite Regulatory Playbook, una guida rivolta ai decisori politici per accompagnare l’evoluzione normativa della connettività satellitare e costruire un quadro regolatorio coerente con le trasformazioni del settore.
Il documento, realizzato insieme ad Access Partnership, punta a fornire indicazioni pratiche ai governi affinché possano sviluppare regole chiare, coerenti e capaci di sostenere l’innovazione, la tutela dei consumatori e gli investimenti nelle infrastrutture di nuova generazione.
Indice degli argomenti
Reti terrestri e satellitari chiamate a operare insieme
Uno dei messaggi centrali del playbook riguarda il ruolo complementare delle diverse tecnologie di accesso. Secondo la Gsma, nessuna piattaforma di connettività è sufficiente da sola a soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. La resilienza delle infrastrutture digitali richiede invece l’integrazione tra reti mobili, reti fisse e sistemi satellitari.
Il documento osserva come i servizi satellitari, soprattutto quelli D2D erogati direttamente agli utenti senza l’intermediazione degli operatori mobili, stiano facendo emergere aree ancora prive di una regolazione uniforme. Quando invece il servizio viene fornito in collaborazione con un operatore mobile, le normative esistenti garantiscono già, nella maggior parte dei casi, adeguati livelli di tutela.
La proposta della Gsma è quindi quella di adottare un approccio tecnologicamente neutrale, capace di assicurare gli stessi diritti e gli stessi livelli di protezione indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per fornire il servizio.
Otto pilastri per modernizzare la regolazione
Il playbook individua otto ambiti regolatori che i governi dovrebbero considerare nell’aggiornamento delle proprie normative.
Gli otto pilastri regolatori indicati dalla Gsma riguardano la presenza locale degli operatori, la sicurezza nazionale, la protezione dei consumatori, i requisiti infrastrutturali, la diffusione dei terminali utente, gli aspetti fiscali, i servizi di emergenza e sicurezza pubblica e, infine, i meccanismi di controllo e applicazione delle regole. Insieme compongono una griglia pensata per aiutare i governi a costruire norme più omogenee, capaci di accompagnare la crescita dei servizi satellitari senza creare frammentazione tra i mercati.
Secondo la Gsma questi elementi dovrebbero essere sviluppati seguendo alcuni principi comuni: trasparenza, parità regolatoria, armonizzazione internazionale, collaborazione tra gli attori dell’ecosistema e promozione dell’innovazione in un quadro equilibrato. L’obiettivo è ridurre la frammentazione normativa tra i diversi Paesi, offrendo maggiore certezza agli investitori e creando condizioni di concorrenza più omogenee.
Angonius: “Serve una regolazione pronta per il futuro”
“Man mano che la connettività satellitare diventa una componente sempre più importante del panorama globale delle comunicazioni, i decisori politici hanno l’opportunità di creare quadri normativi pronti per il futuro – afferma Michaela Angonius, Head of Policy & Regulation della Gsma – Il Satellite Regulatory Playbook offre indicazioni pratiche per costruire regole che proteggano le persone, garantiscano alle autorità competenti di poter svolgere sempre il proprio lavoro, attraggano investimenti nell’intero settore delle comunicazioni e tengano il passo con l’innovazione”.
Angonius sottolinea inoltre come “la connettività non sia una scelta tra reti terrestri e satellitari. Soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e governi richiede un ecosistema di connettività diversificato e complementare. La regolazione dovrebbe quindi essere tecnologicamente neutrale e orientata a garantire risultati coerenti per consumatori e società, indipendentemente dal modo in cui i servizi vengono forniti”.
Un quadro flessibile per ridurre la frammentazione
La Gsma precisa che il playbook non propone un modello unico valido per tutti i Paesi. Le condizioni di mercato, i sistemi giuridici e le priorità nazionali restano differenti e richiedono margini di adattamento.
La guida offre quindi un quadro di riferimento flessibile che ogni autorità potrà calibrare sulla propria realtà, mantenendo però un livello di armonizzazione sufficiente a ridurre la frammentazione regolatoria internazionale. Secondo l’associazione, un’evoluzione coordinata delle regole rappresenta una condizione essenziale per sfruttare pienamente il potenziale delle reti satellitari di nuova generazione, favorendo lo sviluppo di un ecosistema della connettività sempre più integrato tra infrastrutture terrestri e spaziali.







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