Videocomunicazione e collaboration enterprise oggi sono componenti strategiche delle infrastrutture aziendali. La crescente diffusione di modelli di lavoro ibridi, la necessità di coordinare persone che operano da sedi, uffici o postazioni diverse e la progressiva digitalizzazione dei processi hanno portato le organizzazioni a riprogettare ambienti operativi e decisionali nei quali continuità, condivisione delle informazioni, sicurezza e qualità dell’esperienza d’uso devono coesistere in modo integrato.
Rispetto al passato, infatti, cloud, SD-WAN e la diffusione capillare della banda larga hanno tolto alla rete il ruolo di collo di bottiglia. La videoconferenza è ormai parte nativa dell’infrastruttura: non richiede più un progetto dedicato per funzionare, ma un disegno integrato capace di garantire prestazioni affidabili anche negli ambienti più complessi.
L’utilizzo delle tecnologie Audio Video su protocollo IP (AVoverIP, ndr) per progettare sale riunioni ed executive, auditorium, control room e spazi collaborativi, agevolano realizzazioni di soluzioni che supportano persone, processi e modalità di lavoro in continua evoluzione.
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Quando crescono le competenze, non solo le dimensioni
È in questo scenario che si colloca l’acquisizione di VideoGecom da parte di FAR Networks che rappresenta un passo strategico che va oltre la crescita dimensionale del Gruppo: è l’incontro tra competenze complementari, esperienze consolidate e una visione comune dell’innovazione digitale. Con l’ingresso di una realtà che vanta oltre vent’anni di esperienza nella progettazione di soluzioni audio-video professionali, collaboration e digital workplace, FAR Networks amplia il proprio perimetro di offerta, rafforzando la capacità di accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni nei loro percorsi di trasformazione.
La sinergia tra le due aziende consente infatti di integrare in un unico ecosistema infrastrutture IT, hybrid cloud, cybersecurity, servizi gestiti, sistemi di comunicazione avanzata e tecnologie audio-video professionali, offrendo ai clienti un approccio end-to-end alla digitalizzazione. Dalla gestione sicura dei dati, alla progettazione di ambienti di lavoro intelligenti e collaborativi, il nuovo Gruppo è in grado di rispondere in modo ancora più completo alle esigenze di organizzazioni pubbliche e private su tutto il territorio italiano, con sedi a Milano, Bologna, Vicenza, Roma.
“A differenza di altre realtà che crescono seguendo logiche principalmente finanziarie, il nostro progetto industriale è costruito attorno a contenuti, clienti, competenze e persone – ha spiegato Nicola Fracassi, amministratore delegato di FAR Networks – Con VideoGecom acquistiamo una profondità di competenze che non avevamo e rafforziamo la presenza in settori che fino a oggi presidiavamo solo marginalmente come la Pubblica Amministrazione. VideoGecom porta competenze che possono essere valorizzate su tutti i nostri cinquecento clienti privati. Vediamo grandi opportunità di integrazione reciproca».
Gli allestimenti di ambienti multimediali come progetto infrastrutturale
Oggi la videoconferenza è diventata una commodity. Negli anni della pandemia, la diffusione di piattaforme come Teams, Zoom e Webex ha progressivamente standardizzato molte funzionalità della collaboration enterprise, spostando il valore dalla singola piattaforma di Unified Communication UC&C alla progettazione dell’ecosistema che la rende realmente efficace. Clienti pubblici e privati chiedono sempre più spesso un approccio end to end: un interlocutore capace di progettare dalla rete fino agli ambienti di lavoro multimediali, integrando connettività, sicurezza, piattaforme collaborative e servizi all’interno di un’unica soluzione.
“VideoGecom nasce come system integrator specializzato in allestimenti di ambienti multimediali con l’adozione di soluzioni per l’audio e la video collaborazione ProAV, ma preferiamo definirci dei sarti della tecnologia – osserva Achille Parrella, Director of Finance e Co-fondatore di VideoGecom – Partiamo dalle esigenze del cliente per costruire soluzioni che integrino aspetti tecnologici, organizzativi ed economici. Una parte importante della nostra esperienza si è sviluppata nel settore pubblico e questo ci ha consentito di osservare molto da vicino l’evoluzione delle esigenze della PA centrale e locale. Spesso si tende a pensare che la differenza tra pubblico e privato sia legata esclusivamente alle procedure di acquisto, in realtà la differenza principale riguarda la complessità dei contesti operativi e la pluralità degli stakeholder coinvolti. Oggi la videocomunicazione è una componente di progetti molto più ampi, nei quali rete, cybersecurity, privacy e sistemi audio-video devono convivere all’interno dello stesso ecosistema”.
“L’integrazione con FAR Networks – prosegue – nasce proprio dalla volontà di rispondere a questa evoluzione del mercato. Ci ha colpito la forte affinità culturale: abbiamo riconosciuto una realtà che condivide molti dei nostri valori, dall’attenzione verso persone e clienti, fino alla cura e alla qualità delle relazioni costruite nel tempo. A questo si aggiunge una forte complementarità delle competenze, che ci permette di ampliare il perimetro delle soluzioni che possiamo portare sul mercato”.
Dalla fornitura tecnologica alla qualità della user experience
Per anni infrastrutture IT e i sistemi ProAV hanno seguito percorsi paralleli: standard diversi, protocolli diversi, fornitori diversi. Il passaggio alla distribuzione su IP ha cambiato tutto. Oggi microfoni, display, sistemi di controllo e piattaforme di videoconferenza viaggiano sulla stessa rete dell’infrastruttura aziendale. Questo ha reso strutturale la convergenza tra Pro AV e IT e ha modificato profondamente il profilo di competenze richiesto a chi progetta questi ambienti: oggi occorre saper ragionare su rete, sicurezza, latenza, gestione della banda e continuità operativa. Clienti pubblici e privati chiedono sempre più spesso un unico interlocutore che si assuma la responsabilità dell’intera soluzione, dalla rete all’esperienza d’uso nel singolo ambiente di riunione.
“Quando affrontiamo un progetto non partiamo mai dalla tecnologia – racconta Parrella -. La prima attività consiste nel comprendere l’obiettivo che il cliente vuole raggiungere, il contesto nel quale opera e i vincoli che deve rispettare. Soltanto dopo definiamo l’architettura tecnologica più adatta. Molto spesso il cliente arriva con una richiesta apparentemente semplice, dietro alla quale ci sono esigenze organizzative, operative e gestionali che devono essere comprese a fondo. Per questo motivo preferiamo parlare di progettazione su misura: l’obiettivo è costruire un sistema che risponda alle necessità reali dell’utente di business, tenendo conto non soltanto delle prestazioni tecniche ma soprattutto della semplicità d’uso, della manutenzione futura e della sostenibilità economica dell’investimento nel tempo”.
La qualità degli ambienti e dell’esperienza d’uso utente diventa parte del progetto
Accanto alle prestazioni tecniche assumono infatti un peso crescente elementi legati alla qualità complessiva dell’esperienza, dalla fruibilità degli spazi agli arredi. Entrano in gioco acustica, qualità visiva, ergonomia, comfort e, più in generale, l’esperienza delle persone.
“Un tema che spesso viene sottovalutato riguarda l’esperienza dell’utente – ribadisce Parrella – Possiamo progettare la migliore architettura tecnologica possibile, ma se le persone faticano a utilizzarla il progetto perde gran parte del suo valore. Negli ultimi anni abbiamo osservato una crescente attenzione alla semplicità d’uso. Gli utenti si aspettano che una sala riunioni, un sistema di videoconferenza o un ambiente collaborativo funzionino in modo immediato e intuitivo. Questa aspettativa è influenzata anche dall’esperienza che le persone vivono quotidianamente come consumatori. Le stesse persone che utilizzano applicazioni semplici e immediate nella vita privata si aspettano la stessa facilità di utilizzo anche negli ambienti professionali. Per questo motivo la tecnologia continua a essere fondamentale, ma viene sempre più percepita come parte di un ecosistema più ampio nel quale convivono architettura, design, organizzazione del lavoro e processi operativi”.
Quando la sala riunioni diventa un’infrastruttura critica
Quando una sala CdA si ferma nel mezzo di una riunione strategica, il problema non è mai solo tecnico: è l’impatto sul tempo delle persone e sulle decisioni che non possono essere prese. È proprio da questa consapevolezza che una sala ben allestita e un servizio affidabile sono parte integrante del valore aziendale che nasce l’evoluzione di FAR Networks: da fornitore di infrastrutture a gestore di servizi. Questa visione si concretizza non solo nel monitoraggio proattivo delle infrastrutture, ma anche in soluzioni proprietarie di workplace management come farBooking, la piattaforma sviluppata da FAR Networks e adottata dalle organizzazioni per ottimizzare la gestione degli spazi di lavoro. Integrando la progettazione degli ambienti realizzata da VideoGecom con strumenti per la prenotazione e la gestione intelligente delle sale e con servizi infrastrutturali gestiti, il Gruppo punta a offrire un’esperienza d’uso sempre più semplice, efficiente e integrata.
“Sempre più clienti quando acquistano una soluzione audio video professionale a supporto di eventi aziendali importanti, si aspettano un servizio continuativo – sottolinea Fracassi -. Vogliono un interlocutore che si assuma la responsabilità del corretto funzionamento dell’infrastruttura e che sia in grado di prevenire problemi prima che abbiano un impatto sul business. Oggi siamo in grado di controllare in modo centralizzato migliaia di dispositivi distribuiti sul territorio e di individuare anomalie prima che si trasformino in interruzioni operative. Questa capacità diventa ancora più importante quando si parla di ambienti critici, sale operative e organizzazioni che non possono permettersi fermi o disservizi”.
L’intelligenza artificiale entra nei servizi di monitoraggio
In questo contesto anche l’intelligenza artificiale sta iniziando a trovare applicazione nei servizi di gestione delle infrastrutture multimediali di videocomunicazione e degli ambienti collaborativi, supportando attività di analisi, correlazione degli eventi e identificazione preventiva dei problemi.
“Abbiamo un gruppo di oltre quaranta sviluppatori dedicati all’integrazione di applicazioni AI all’interno delle soluzioni che forniamo – conclude Fracassi -. Oggi gestiamo in H24 infrastrutture critiche su scala nazionale e abbiamo già abilitato agenti in grado di gestire automaticamente situazioni anomale, dal calo di banda a problemi elettrici, prima ancora che il cliente se ne accorga. L’obiettivo è sapere prima del cliente che può insorgere un problema. La direzione è quella della predittività: risolvere le criticità e anticipare gli interventi non solo in esercizio, ma già in fase progettuale, quando la soluzione è ancora sulla carta.
La videocomunicazione non è più un insieme di strumenti separati, ma un’infrastruttura critica che integra rete, sicurezza, servizi gestiti e intelligenza artificiale. In questo scenario, la capacità di progettare e governare ecosistemi complessi diventa il vero elemento distintivo.”








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