I RISULTATI

Tim in utile nel secondo trimestre, torna la crescita sul mercato italiano. Labriola: “Percorso solido, in cinque anni Gruppo profondamente trasformato”



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Profitto a 88 milioni nel Q2, mentre il semestre si chiude con ricavi n crescita del 2% a 6,8 miliardi e EbitdaAL a +1,2%. Confermati il traino di Tim Enterprise e del cloud e il ruolo di operatore sovrano nel PSN; corre Tim Brasil. Ora il nuovo capitolo con Poste. L’AD: “Non cambia la destinazione, ma la velocità con cui raggiungerla”

Pubblicato il 30 lug 2026



CAPITAL MARKET DAY DI TELECOM ITALIA
PIETRO LABRIOLA AD TELECOM
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Prosegue il percorso positivo di Tim guidato dall’AD Pietro Labriola e da una nuova strategia di razionalizzazione focalizzata sulle attività a servizio della trasformazione digitale italiana. I risultati si concretizzano nella prestazione finanziaria, con il primo semestre del 2026 che si chiude per il Gruppo Tim con ricavi totali in crescita a 6,8 miliardi di euro (+2,0% anno su anno, ovvero +0,2% nel domestico a 4,6 miliardi di euro, +6,0% in Brasile a 2,3 miliardi di euro) e un Ebitda After Lease in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La performance è stata sostenuta dalla netta accelerazione della redditività nel secondo trimestre, con l’Ebitda e l’Ebitda After Lease in crescita rispettivamente del 4,2% e del 4,5% anno su anno, e dal ritorno alla crescita del perimetro domestico. Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante del secondo trimestre è stato positivo per 88 milioni di euro, rispetto alla perdita di 8 milioni di euro registrata nel secondo trimestre del 2025 e alla perdita di 292 milioni di euro del primo trimestre 2026, che scontava oneri non ricorrenti legati a costi e accantonamenti sul personale per 210 milioni di euro.

Al netto della componente Mvno, la crescita dell’EbitdaAL nel trimestre è pari all’8,1% a livello di Gruppo e al 9,1% nel perimetro domestico. L’andamento del trimestre conferma la progressiva normalizzazione degli effetti legati all’avvicendamento dei grandi clienti nel business Mvno, che avevano inciso sui risultati dei primi tre mesi dell’esercizio. Proseguono a crescita di Tim Enterprise, sostenuta dalla domanda di servizi IT, Cloud e soluzioni digitali, e il positivo percorso di Tim Brasil.

Alla luce dei risultati del primo semestre e delle azioni già avviate, il gruppo guidato da Pietro Labriola ha confermato gli obiettivi forniti al mercato per il 2026 e il 2027.

Tim, semestrale positiva. Labriola: “Crescita nelle attività domestiche”

“I risultati del primo semestre – è il commento dell’amministratore delegato del Gruppo Tim, Labriola, – confermano la solidità del percorso intrapreso, che in questi cinque anni ha profondamente trasformato Tim. Nel secondo trimestre abbiamo registrato una chiara accelerazione della redditività e il ritorno alla crescita delle attività domestiche, superando progressivamente gli effetti temporanei che avevano caratterizzato l’inizio
dell’esercizio. Tim continua a rafforzare il proprio ruolo di riferimento per la trasformazione digitale del Paese e Tim Brasil prosegue il proprio percorso di crescita”.

Prosegue Labriola: “Su queste basi confermiamo tutti gli obiettivi indicati al mercato. In queste settimane si è aperto intanto un nuovo capitolo: lo scorso 18 luglio il Consiglio di amministrazione ha infatti valutato positivamente l’Offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane, ritenendone congruo il corrispettivo sul piano finanziario e apprezzandone il razionale e le prospettive industriali. La destinazione non cambia, cambia la velocità con cui possiamo raggiungerla”.

Nel corso del semestre il Gruppo ha anche completato il percorso di ottimizzazione della struttura del capitale approvato dalle Assemblee degli azionisti, effettuando la riduzione del capitale sociale, la conversione delle azioni di risparmio e il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di 1 a 10.

Inoltre, l’11 giugno Tim ha incassato il rimborso del canone di concessione 1998, con un effetto netto positivo di circa 1 miliardo di euro sulla posizione finanziaria dell’esercizio, già riflesso nella guidance.

Con Poste crescita e sinergie

Lo scorso marzo il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria su Telecom Italia, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è stato indicato in circa 10,8 miliardi di euro. Tim ha valutato e accettato l’offerta che il 15 luglio Consob ha approvato.

L’operazione è mirata a dar vita a “un unico Gruppo”, grazie all’integrazione di due tra le principali realtà industriali italiane. Nella visione di Poste, il nuovo soggetto si imporrebbe fin dall’inizio come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.

Insieme a Poste, “Vediamo iniziative di crescita e sinergie che si possono sviluppare”, ha detto l’AD di Tim, Labriola, in un commento rilasciato al Salone del risparmio di Milano lo scorso maggio.

La nuova offerta Tim Priority

Tim ha inaugurato la sua nuova identità con Poste Italiane nei giorni scorsi con Tim Priority, un’offerta che punta al servizio premium, dedicato e personalizzato. Si tratta di un nuovo modello che aggiunge la possibilità, per chi lo desidera, di scegliere un livello di servizio superiore. La rete, infatti, riconosce il cliente Priority e gli riserva una gestione prioritaria del traffico per assicurare una qualità più elevata e costante nei momenti e per le applicazioni in cui la prestazione fa la differenza. Si tratta di una corsia preferenziale digitale che si aggiunge alla qualità del servizio di base.

“Per anni innovare la rete ha significato soprattutto offrire più velocità e più Giga a tutti. Con Priority apriamo una fase nuova: la rete diventa capace di riconoscere chi sceglie un livello di servizio superiore e di mettere a sua disposizione le risorse necessarie quando servono. È un cambio di paradigma che supera la logica del best effort e trasforma la qualità della rete in un’esperienza concreta, scelta dal cliente e garantita da Tim. Priority è il primo passo verso una nuova generazione di servizi costruiti intorno alle diverse esigenze delle persone”, ha dichiarato Labriola.

La prima applicazione è WiFi Priority, disponibile per i clienti con connessione in fibra. Da ottobre Priority connectivity sarà estesa anche all’intera rete mobile 5G, con particolare valore nei luoghi caratterizzati da un’elevata concentrazione di traffico, come stadi, concerti e grandi eventi.

Il dettaglio: le prestazioni finanziarie di Tim nel primo semestre

Nel primo semestre del 2026, i ricavi totali del Gruppo guidato da Pietro Labriola ammontano a 6,8 miliardi di euro, in crescita del 2,0% anno su anno (+0,2% nel domestico a 4,6 miliardi di euro, +6,0% in Brasile a 2,3 miliardi di euro). I ricavi da servizi sono in aumento del 2,1% a 6,4 miliardi di euro (+0,1% nel domestico a 4,2 miliardi di euro, +6,1% in Brasile a 2,2 miliardi di euro).

Escludendo la componente legata alle attività Mvno, la crescita dei ricavi totali di Tim sarebbe pari al 3,3% anno su anno e quella dei ricavi da servizi al 3,5%; nel perimetro domestico, rispettivamente, al 2,0% e al 2,1%.

L’Ebitda After Lease è pari a 1,8 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% anno su anno (-2,5% nel domestico a 0,9 miliardi di euro, +5,5% in Brasile a 0,9 miliardi di euro); al netto della componente Mvno, la crescita risulterebbe pari al 6,3% anno su anno a livello di Gruppo e al 7,1% nel perimetro domestico. La performance mostra una significativa accelerazione nel secondo trimestre, con una crescita anno su anno dell’Ebitda After Lease di Gruppo del 4,5% (+8,1% al netto della componente Mvno).

L’andamento di Tim Consumer e Tim Enterprise

Tim Consumer ha registrato ricavi totali pari a 2,9 miliardi di euro, in diminuzione del 2,7% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 2,7 miliardi di euro (-2,9% anno su anno). L’andamento risente della prevista contrazione delle attività Mvno, legata al graduale avvicendamento dei grandi clienti wholesale tra il 2025 e il 2026, al netto del quale l’andamento dei ricavi totali e da servizi del semestre sarebbe risultato stabile. Nel secondo trimestre prosegue il miglioramento, anno su anno, dell’Arpu fisso, in aumento del 2,0% a 33,0 euro al mese; sono invece stabili nel mobile l’Arpu a 10,7 euro e il churn.

La campagna di repricing ha interessato 3,3 milioni di linee fisse e 2,1 milioni di linee mobili nel segmento Consumer e 0,3 milioni di linee fisse e 0,4 milioni di linee mobili nel segmento SMB.

I ricavi da servizi di TimVision crescono del 7,1% anno su anno mentre il lancio di Tim Priority punta a sostenere l’ulteriore crescita dell’Arpu attraverso servizi e assistenza dedicati.

Tim Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 1,7 miliardi di euro, in crescita del 5,6% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 1,5 miliardi di euro, in aumento del 5,7%. La crescita ha accelerato nel secondo trimestre, con ricavi totali in aumento del 7,9% e ricavi da servizi del 7,1% anno su anno. Il Cloud si conferma la principale linea di business per contributo alla crescita, con ricavi in aumento del 18,1% anno su anno e un peso salito al 45% dei ricavi da servizi; la componente IT rappresenta il 67% dei ricavi da servizi, dal 65% del primo semestre 2025.

Sovranità, ricavi dal PSN a +50%

I ricavi generati dal Polo strategico nazionale sono cresciuti del 50% rispetto al primo semestre 2025 e il portafoglio ordini di Tim Enterprise è atteso superare i 4,5 miliardi di euro nel 2026 dai 4,0 miliardi del 2025.

La performance – fa sapere il Gruppo guidato da Labriola – “conferma il posizionamento come principale operatore italiano per la sovranità digitale e come partner di riferimento di imprese e pubbliche amministrazioni nei percorsi di adozione di Cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale”.

I risultati di Tim Brasil

Tim Brasil ha registrato ricavi totali pari a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 6,0% anno su anno, e ricavi da servizi pari a 2,2 miliardi di euro, in aumento del 6,1%. L’Ebitda After Lease si attesta a 0,9 miliardi di euro, in aumento del 5,5%.

Nel secondo trimestre la crescita dell’Ebitda After Lease ha raggiunto il 6,6% anno su anno, sostenuta dalla positiva dinamica dei ricavi da servizi, con un Arpu mobile in crescita del 5% a 34,3 real, e dalle azioni di efficientamento dei costi. Nei primi sei mesi del 2026 l’Ebitda After Lease-Capex è aumentato del 7,5%.

Investimenti, indebitamento e cash flow

Gli investimenti di Tim a livello di Gruppo ammontano a 0,9 miliardi di euro, pari al 12,6% dei ricavi (10,6% nel perimetro domestico, 16,6% in Brasile). L’Ebitda After Lease-Capex è pari a circa 0,9 miliardi di euro, in crescita dello 0,9% anno su anno.

L’Indebitamento finanziario netto rettificato After Lease al 30 giugno 2026 è inferiore a 7,3 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2026 e in miglioramento di oltre 0,2 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2025, con una leva finanziaria pari a 1,94x.

L’Equity Free Cash Flow After Lease del secondo trimestre è positivo per 1,0 miliardo di euro e comprende l’incasso del rimborso del canone di concessione 1998. La dinamica riflette la consueta stagionalità del business, che prevede una netta accelerazione della generazione organica di cassa nella seconda parte dell’anno, come già osservato nel 2025.

Tim: il commento di Intermonte

La Società ha riportato risultati 2Q26 in linea con le nostre attese e con il consensus”, hanno commentato gli analisti di Intermonte. “All’interno del mix, Tim Consumer ha evidenziato ricavi sostanzialmente stabili ex-Mvno (-2.4% reported), mentre Tim Enterprise ha visto una forte accelerazione della crescita (2Q: +7.9%, 1Q: +3.2%)”.

Le Guidance 2026-27 sono confermate, confermano gli analisti, “con un’accelerazione attesa nel 2H grazie alla stabilizzazione dei ricavi Mvno, alle iniziative di repricing nel Consumer, alla favorevole stagionalità di Tim Enterprise nel 4Q e al progressivo dispiegarsi delle iniziative di cost transformation”.

Nella presentazione, conclude Intermonte, viene “fornito maggior colore sull’attuale contesto operativo e sulle assunzioni alla base del piano standalone di Tim utilizzato dagli advisor per la fairness opinion. Ribadito il pieno supporto all’Opas di Poste, che secondo il CdA consentirebbe un’esecuzione più rapida del piano, maggiore opzionalità strategica e un profilo di rischio inferiore rispetto allo scenario standalone”.

La trasformazione di Tim, Labriola: “Execution e disciplina”

La traiettoria positiva di Tim era già stata evidenziata dai risultati dello scorso anno: nel 2025, per il quarto anno consecutivo, la telco guidata dall’AD Pietro Labriola ha centrato i suoi obiettivi in termini di ricavi e redditività. L’azienda ha confermato i target per il 2026 e scelto la via del buyback per remunerare gli azionisti.

I ricavi del 2025 sono aumentati anno su anno del 2,7% a 13,7 miliardi, l’Ebitda (l’indicatore di redditività che misura l’utile generato dalla gestione operativa pura) è cresciuto del 6,4% a 4,4 miliardi di euro e quello after lease del 6,5% a 3,7 miliardi. Inoltre la forte generazione di cassa, con un Equity free cash flow after lease di oltre 0,7 miliardi, ha portato a una riduzione del debito after lease a meno di 6,9 miliardi con una leva sotto 1,9 volte.

“Si conferma il completamento della trasformazione avviata nel 2022”, ha commentato Labriola. “Tim ha una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa. I risultati del quarto trimestre confermano il percorso di crescita, con un aumento dei ricavi e dei margini in linea con le attese grazie a un buon andamento del business sia sul mercato domestico sia su quello brasiliano”.

In conference call l’Ad ha evidenziato i risultato raggiunto, aggiungendo che “il meglio deve ancora avvenire” e ha rilanciato sul consolidamento: “Per recuperare redditività serve un consolidamento di mercato che non significa aumento dei prezzo, ma maggiore efficientamento”.

“La nuova governance ha portato a una maggiore stabilità e a un pieno sostegno alla strategia del gruppo, consentendo una pianificazione con una visibilità molto più elevata rispetto al passato – ha spiegato ancora Labriola agli analisti – Le prospettive a breve termine sono chiare, la traiettoria del 2026 è solida e pienamente in linea con le indicazioni che abbiamo annunciato un anno fa. L’esecuzione proseguirà con coerenza e disciplina”.

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