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Mobile banking, mercato a 58mila miliardi entro il 2031: l’AI spinge la trasformazione dei servizi



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Le operazioni finanziarie si spostano sempre più sugli smartphone e il settore accelera: secondo Mordor Intelligence il valore passerà da 32,11 trilioni di dollari nel 2026 a 58,02 trilioni nel 2031. Crescono i servizi di investimento e quelli rivolti alle Pmi, ma cybersecurity, frodi e sistemi legacy restano le principali criticità

Pubblicato il 7 ago 2026



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Il mobile banking entra in una nuova fase: non più semplice estensione digitale dello sportello o dell’internet banking, ma principale punto di accesso a pagamenti, risparmio, credito e investimenti. Secondo le stime di Mordor Intelligence, il mercato globale passerà dai 32,11 trilioni di dollari del 2026 ai 58,02 trilioni del 2031, con un tasso medio annuo di crescita del 12,56%. Nel 2025 il valore stimato era pari a 28,73 trilioni.

Numeri che fotografano soprattutto un cambiamento strutturale nel rapporto tra banche e clienti. Il telefono sta diventando l’interfaccia attraverso cui si concentra una quota crescente dell’attività finanziaria quotidiana e, di conseguenza, il terreno sul quale istituti tradizionali, operatori digitali e fintech competono per mantenere la relazione con il cliente.

La dimensione indicata da Mordor Intelligence va tuttavia letta con attenzione. Le previsioni sono elaborate attraverso un modello proprietario di stima, aggiornato con i dati disponibili a gennaio 2026: non si tratta quindi del fatturato prodotto dalle applicazioni bancarie, ma di una quantificazione del mercato secondo il perimetro metodologico adottato dalla società di ricerca. La traiettoria di crescita, più che il valore assoluto, è dunque l’elemento più significativo per comprendere l’evoluzione del settore.

Dalle operazioni sul conto a una piattaforma finanziaria

Il trasferimento di denaro resta oggi il principale servizio utilizzato attraverso i canali mobili. Nel 2025 i fund transfer rappresentavano il 29,8% del mercato, ma la parte più dinamica è quella degli investimenti e del wealth management, per la quale Mordor Intelligence prevede un Cagr del 16,2% fino al 2031.

È un passaggio strategico. Se nella prima fase della digitalizzazione l’obiettivo delle banche era consentire al cliente di controllare il saldo, effettuare un bonifico o pagare una bolletta senza recarsi in filiale, ora l’applicazione punta a concentrare un numero molto più ampio di servizi. Depositi, credito, assicurazioni, gestione degli investimenti e strumenti di personal finance vengono progressivamente integrati nello stesso ambiente.

Il risultato è uno spostamento della competizione. Avere un’app non rappresenta più un elemento distintivo: diventano decisivi qualità dell’esperienza, velocità di esecuzione, capacità di personalizzazione e ampiezza dei servizi disponibili.

Il fenomeno è già evidente tra i maggiori istituti internazionali. Mordor Intelligence cita, tra gli altri, Bank of America, che nel 2025 ha registrato 16,6 miliardi di accessi digitali e 59 milioni di utenti digitali verificati, e JPMorgan Chase, la cui piattaforma mobile conta quasi 63 milioni di utenti attivi. Numeri che mostrano come, per i grandi gruppi bancari, lo smartphone sia ormai uno dei principali punti di contatto con la clientela.

Pagamenti istantanei, l’Europa accelera

A spingere l’utilizzo delle applicazioni bancarie è soprattutto l’affermazione dei pagamenti in tempo reale. La possibilità di trasferire denaro in pochi secondi modifica le aspettative degli utenti e aumenta la frequenza di accesso alle piattaforme finanziarie.

In Europa questa evoluzione ha ricevuto un’ulteriore accelerazione dalla normativa sui bonifici istantanei. Dal 9 ottobre 2025, nell’area euro, i prestatori di servizi di pagamento interessati dalle nuove regole devono consentire ai clienti anche l’invio dei bonifici istantanei in euro e mettere a disposizione il servizio di verifica del beneficiario. L’obiettivo è combinare rapidità e maggiore sicurezza delle transazioni.

La conseguenza industriale va oltre il settore dei pagamenti. Quando l’utente utilizza abitualmente l’app per trasferire denaro, aumenta per la banca la possibilità di proporre nello stesso ambiente altri servizi: risparmio, finanziamenti, investimenti e assicurazioni. La frequenza delle transazioni diventa quindi uno degli strumenti per consolidare la relazione digitale con il cliente.

La trasformazione interessa anche il business banking. Secondo Mordor Intelligence, le transazioni consumer-to-business rappresentavano il 54,1% del mercato nel 2025, ma sarà il segmento business-to-business a crescere più rapidamente, con un Cagr previsto del 15,3% tra il 2026 e il 2031.

Funzioni che in passato richiedevano piattaforme desktop dedicate alla tesoreria aziendale stanno infatti arrivando sui dispositivi mobili. Autorizzazione dei pagamenti, controllo della liquidità e gestione delle operazioni possono essere effettuati anche tramite smartphone. Bank of America, ad esempio, ha dichiarato che nel 2025 la piattaforma CashPro ha gestito 1,2 trilioni di dollari di approvazioni di pagamenti via mobile.

Le Pmi diventano un nuovo terreno di competizione

Il mercato resta dominato dalla clientela retail, che nel 2025 rappresentava il 66,2% del totale considerato da Mordor Intelligence. La crescita più veloce è però attesa tra le piccole e medie imprese, con un Cagr del 14,9% fino al 2031.

Per gli istituti si apre quindi uno spazio competitivo rilevante. Le Pmi cercano strumenti capaci di combinare semplicità d’uso e funzioni fino a pochi anni fa disponibili soprattutto alle organizzazioni più strutturate: gestione dei flussi di cassa, autorizzazioni, pagamenti, controllo delle entrate e accesso al credito.

Il mobile può abbassare la soglia di accesso a queste funzionalità, ma richiede un’infrastruttura bancaria profondamente integrata. È qui che emerge una delle principali criticità evidenziate dallo studio: molti sistemi core legacy non sono stati progettati per processare in tempo reale la quantità di eventi generata dai nuovi servizi digitali.

Per le banche tradizionali, dunque, innovare l’interfaccia senza modernizzare l’architettura sottostante rischia di non essere sufficiente. Api, cloud, gestione dei dati e integrazione con piattaforme esterne diventano componenti essenziali della trasformazione.

AI e embedded finance cambiano il modello dell’app bancaria

Un’altra direttrice indicata dalla ricerca riguarda l’AI, destinata a rafforzare la personalizzazione dei servizi finanziari. Mordor Intelligence attribuisce all’AI applicata alla consulenza finanziaria personalizzata un contributo positivo alla crescita futura del settore, in particolare in Nord America e nell’Unione europea.

La partita non riguarda soltanto chatbot e assistenza clienti. La capacità di analizzare transazioni, abitudini e situazione finanziaria dell’utente può consentire alle piattaforme di suggerire azioni, individuare esigenze di risparmio, proporre prodotti o segnalare anomalie.

È però un terreno delicato. Più l’applicazione bancaria assume un ruolo di consulenza, più diventano centrali qualità dei dati, trasparenza degli algoritmi, governance dell’AI e controllo dei rischi. Nel settore finanziario l’automazione non può essere separata dalle responsabilità connesse alle decisioni che incidono sul patrimonio e sull’accesso al credito.

Parallelamente cresce l’embedded finance, ossia l’integrazione di servizi finanziari all’interno di ecosistemi e applicazioni più ampie. La prospettiva è quella di piattaforme capaci di combinare banking, pagamenti, assicurazioni, investimenti e servizi collegati alla vita quotidiana dell’utente.

Per le banche significa affrontare una questione strategica: scegliere se rimanere proprietarie dell’interfaccia con il cliente oppure diventare, almeno in parte, fornitori di servizi finanziari integrati nelle piattaforme di terzi.

Asia-Pacifico primo mercato, Africa e Medio Oriente corrono

La geografia del mobile banking riflette anche la diversa maturità dei sistemi finanziari. Secondo Mordor Intelligence, nel 2025 l’Asia-Pacifico concentrava il 46,6% del mercato globale, risultando nettamente la prima area geografica. Medio Oriente e Africa rappresentano invece la regione con le prospettive di crescita più elevate, con un Cagr stimato del 15% fino al 2031.

Nei mercati emergenti lo smartphone non è soltanto un’alternativa alla filiale, ma in molti casi costituisce l’infrastruttura attraverso cui persone precedentemente escluse dai servizi finanziari possono entrare nel sistema.

Il Global Findex 2025 della Banca Mondiale conferma il ruolo della connettività in questa trasformazione. A livello globale l’86% degli adulti possiede un telefono cellulare e il 68% dispone di uno smartphone. La diffusione delle tecnologie mobili sta contribuendo alla crescita dell’accesso ai conti, dei pagamenti digitali e del risparmio formale nelle economie in via di sviluppo.

Resta comunque un ampio divario da colmare: la Banca Mondiale rileva che centinaia di milioni di persone possiedono un telefono pur non avendo ancora un conto finanziario. Il potenziale di crescita del mobile banking, dunque, coincide in parte con quello dell’inclusione finanziaria.

Cybersecurity, il punto debole della crescita

La maggiore centralità dello smartphone amplia inevitabilmente anche la superficie di attacco. Mordor Intelligence individua nelle frodi legate a social engineering e account takeover uno dei principali fattori che potrebbero frenare il mercato.

Il problema non può essere risolto semplicemente rendendo più sicura l’applicazione. Gli aggressori puntano sempre più spesso sull’utente attraverso phishing, messaggi, telefonate e impersonificazione di operatori bancari. Il Threat Landscape 2025 di Enisa, basato sull’analisi di 4.875 incidenti, identifica il phishing come principale vettore iniziale tra i casi osservati, con circa il 60% delle compromissioni considerate nell’analisi.

Per il settore bancario sicurezza e semplicità diventano così due obiettivi da perseguire contemporaneamente. Biometria, autenticazione forte e passkey possono ridurre la dipendenza dalle password e rendere più difficile il furto delle credenziali, ma devono essere accompagnate da sistemi antifrode capaci di valutare comportamento, dispositivo e rischio della singola operazione.

Il tema diventa ancora più rilevante con la diffusione dei pagamenti istantanei: quando il trasferimento avviene in pochi secondi, anche la capacità di identificare un’anomalia deve muoversi praticamente in tempo reale.

La banca si giocherà sullo smartphone, ma l’app da sola non basta

La previsione di Mordor Intelligence indica una direzione precisa: nei prossimi anni il mobile banking continuerà a crescere e ad assorbire servizi più complessi. Ma la vera trasformazione non riguarda la dimensione dello schermo su cui viene effettuata un’operazione.

Lo smartphone sta diventando il punto di orchestrazione della relazione finanziaria, mentre dietro l’interfaccia devono evolvere infrastrutture, sistemi di pagamento, modelli di sicurezza, gestione dei dati e capacità di integrazione.

Per gli incumbent la sfida sarà modernizzare i sistemi core senza compromettere continuità operativa e sicurezza. Per fintech e digital bank sarà invece sempre più difficile competere soltanto sulla semplicità dell’esperienza, perché i grandi gruppi stanno rapidamente colmando il gap digitale.

L’Europa aggiunge un’ulteriore variabile. La diffusione obbligatoria dei pagamenti istantanei e il percorso verso infrastrutture di pagamento più integrate possono rafforzare ulteriormente il ruolo dei canali mobili. La Banca centrale europea sottolinea inoltre come il sistema europeo dei pagamenti rimanga dipendente da circuiti internazionali in diversi Paesi dell’area euro, un tema che lega innovazione bancaria, concorrenza e autonomia strategica.

È questo, più dei 58 trilioni stimati per il 2031, il dato industriale da osservare. Il mobile banking non è più un canale accessorio della banca: sta diventando il luogo nel quale si decide chi controlla la relazione con il cliente. E, di conseguenza, una delle principali aree su cui si giocheranno investimenti tecnologici e concorrenza nel settore finanziario dei prossimi anni.

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