Il 6G rischia di trasformare la competizione sulle telecomunicazioni in qualcosa di molto più ampio della battaglia che ha accompagnato il 5G. Non sarà più sufficiente stabilire chi fornisce antenne, apparati radio e core network. La nuova generazione delle reti dovrà integrare AI, cloud, edge computing, sistemi satellitari, sensing e infrastrutture industriali. Ciò renderà le telecomunicazioni una componente sempre più profonda dello stack tecnologico. È su questo terreno che Stati Uniti, Europa e Cina stanno già preparando una partita destinata a intrecciare politica industriale, sicurezza nazionale, standard e capacità di finanziamento.
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6G: la Cina parte in vantaggio, ma Usa ed Europa preparano la sfida sulle reti del futuro
Secondo il Center for European Policy Analysis, Huawei e Zte hanno consolidato una presenza globale difficile da scalzare. Con la nuova generazione mobile il confronto si sposta però su AI, cloud, semiconduttori, sicurezza e standard. Per l’Europa la partita riguarda anche la capacità di finanziare infrastrutture competitive nei mercati emergenti

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