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Navigazione satellitare sotto attacco, l’Esa sviluppa nuove tecnologie per rilevare le interferenze



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Il programma Navisp sostiene tre progetti per monitorare e mappare jamming e spoofing quasi in tempo reale. Nel secondo trimestre 2025 oltre 10mila navi hanno subito disturbi dolosi, otto volte più dei primi tre mesi dell’anno

Pubblicato il 25 ago 2026



ESA, interferenze Gnss
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Punti chiave

  • I segnali Gnss sono fondamentali per trasporti, sicurezza e infrastrutture; minacciati da jamming, spoofing e perturbazioni ionosferiche, con impatti economici e operativi rilevanti.
  • L’Esa rafforza Galileo ed Egnos con architetture multilivello (es. Celeste Leo-Pnt) e il programma Navisp per resilienza, R&S e test sul campo.
  • Soluzioni finanziate: Arfidaas rileva interferenze quasi in tempo reale; Dimetor usa ricevitori Tlc come sensori diffusi; Onocoy addestra AI per riconoscere segnali falsi e creare mappe.
Riassunto generato con AI


I segnali Gnss (Global Navigation Satellite System, sistemi globali di navigazione satellitare) accompagnano ogni giorno spostamenti, operazioni di soccorso e attività delle infrastrutture critiche.

Trasporti, sicurezza pubblica, reti elettriche e sistemi di emergenza dipendono dalla loro precisione e continuità, mentre aumentano gli episodi di jamming, che coprono il segnale satellitare impedendone la ricezione, e di spoofing, che trasmettono informazioni false per alterare la posizione calcolata dai dispositivi. Per contrastare questi fenomeni, l’Agenzia spaziale europea sta sostenendo nuove soluzioni capaci di individuare, analizzare e localizzare le interferenze, sfruttando stazioni di monitoraggio dedicate, ricevitori installati sulle infrastrutture di telecomunicazione e algoritmi di intelligenza artificiale.

La posta in gioco è elevata. Secondo i dati riportati dall’Esa, la navigazione satellitare abilita attività equivalenti al 10% del Pil europeo. Nel secondo trimestre del 2025, inoltre, oltre 10mila navi a livello globale hanno subito gli effetti di interferenze dolose, un numero otto volte superiore rispetto a quello registrato nei primi tre mesi dello stesso anno.

Jamming e spoofing, una minaccia per servizi e infrastrutture

Le interferenze possono assumere forme diverse. Il jamming consiste nella trasmissione di segnali abbastanza potenti da coprire quelli provenienti dai satelliti e impedire al ricevitore di utilizzarli. Lo spoofing punta invece a ingannare il dispositivo attraverso segnali falsificati, inducendolo a calcolare una posizione o un riferimento temporale errati.

A questi fenomeni di origine umana si aggiungono le perturbazioni naturali legate alla meteorologia spaziale. Le particelle cariche presenti nella ionosfera, influenzate dall’attività solare, possono infatti ritardare o alterare la propagazione dei segnali.

Gli effetti superano il perimetro della localizzazione geografica. Molti sistemi di bordo delle navi, compresi quelli antincendio e i radiofari di emergenza, dipendono dal Gnss. Lo stesso vale per infrastrutture critiche come le reti elettriche, che utilizzano il segnale satellitare anche per la sincronizzazione temporale. Nel 2025 diverse agenzie delle Nazioni Unite hanno quindi diffuso una dichiarazione congiunta chiedendo una maggiore protezione di questi servizi dalle interferenze dannose.

La strategia europea per rendere più resilienti Galileo ed Egnos

Il rafforzamento dei sistemi satellitari di posizionamento, navigazione e sincronizzazione è una delle priorità dell’Esa. Nel ruolo di responsabile principale dello sviluppo dei sistemi per conto dell’Unione europea, l’Agenzia lavora per aumentare la resilienza delle infrastrutture esistenti, a partire da Galileo ed Egnos.

La strategia comprende lo studio di un’architettura multilivello composta da sistemi differenti e complementari. Rientra in questo approccio, per esempio, Celeste Leo-Pnt, iniziativa dedicata allo sviluppo di servizi di posizionamento, navigazione e temporizzazione attraverso satelliti in orbita terrestre bassa. L’Agenzia affianca a queste attività programmi di ricerca e sviluppo e campagne di prova sul campo, come Jammertest, durante le quali le tecnologie vengono sottoposte a interferenze controllate.

Un ruolo centrale spetta al Navigation Innovation and Support Programme, il programma Navisp attraverso il quale l’Esa promuove l’innovazione nei servizi Pnt, sostiene la competitività industriale e affianca gli Stati membri nella definizione delle proprie strategie nazionali. Tre attività finanziate di recente puntano a introdurre modalità più capillari per monitorare e rappresentare geograficamente jamming e spoofing.

Arfidaas rileva le interferenze quasi in tempo reale

La prima soluzione è l’Advanced Radio Frequency Interference Detection, Alerting and Analysis System, indicata con l’acronimo Arfidaas. Sviluppato dal centro di ricerca norvegese Sintef nell’ambito di Navisp, il sistema monitora in modo continuativo le frequenze utilizzate da Galileo, Gps e Glonass, permettendo di rilevare e analizzare le anomalie quasi in tempo reale.

Le stazioni Arfidaas installate ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, e a Trondheim, in Norvegia, hanno già contribuito a una ricerca dedicata a potenti episodi di disturbo che avevano interessato Europa, Groenlandia e Canada. L’analisi ha ricondotto gli eventi a un sistema satellitare militare russo.

La piattaforma può generare segnalazioni rapide e alimentare una banca dati delle minacce conosciute. Queste informazioni consentono agli operatori delle infrastrutture critiche di valutare l’entità delle anomalie e adottare misure correttive, contribuendo nel lungo periodo alla protezione dei servizi dipendenti dai segnali Gnss.

I ricevitori sulle infrastrutture Tlc diventano sensori diffusi

Il secondo progetto coinvolge Dimetor, società austriaca specializzata nei servizi di monitoraggio delle infrastrutture di telecomunicazione. L’azienda utilizza i dati prodotti dai ricevitori Gnss installati sulle torri delle reti mobili per identificare episodi di jamming e spoofing.

L’approccio potrebbe trasformare un’infrastruttura già capillarmente distribuita sul territorio in una rete di sensori, rendendo possibile la costruzione di mappe delle interferenze su scala nazionale. Il vantaggio riguarda soprattutto la continuità delle rilevazioni.

Oggi molte segnalazioni arrivano infatti dai piloti e risultano disponibili soltanto nelle aree e nei momenti in cui è presente un aeromobile. I ricevitori integrati nelle reti di telecomunicazione potrebbero invece raccogliere dati in modo permanente su territori molto estesi, migliorando la precisione e la rapidità con cui viene individuata l’origine del disturbo.

Il futuro servizio potrebbe così offrire ad autorità e fornitori informazioni più tempestive sulle zone interessate, facilitando gli interventi necessari a garantire l’affidabilità dei servizi di posizionamento.

L’intelligenza artificiale impara a riconoscere i segnali falsi

La terza iniziativa è guidata dalla startup svizzera Onocoy, impegnata nella costruzione di una rete globale e decentralizzata di stazioni di riferimento per fornire correzioni ai dati Gnss. Il progetto combina intelligenza artificiale e monitoraggio distribuito basato sul contributo di una comunità di nodi, con l’obiettivo di rilevare jamming e spoofing.

L’attività è rivolta in particolare alla protezione dei servizi di localizzazione ad alta precisione impiegati nei trasporti, nella logistica e nei sistemi autonomi. Durante la prima fase, Onocoy ha simulato, raccolto e analizzato dati satellitari contraffatti, utilizzandoli per addestrare l’intelligenza artificiale a distinguere i segnali autentici da quelli manipolati.

Le eventuali fasi successive serviranno a sviluppare, addestrare e validare algoritmi di rilevamento delle frodi basati sull’AI, per poi integrarli nella rete Onocoy. Il risultato atteso è una maggiore resilienza dell’infrastruttura e la disponibilità di dati Gnss ad alta accuratezza anche per le applicazioni critiche.

Mappe nazionali e globali delle interferenze

Le tre soluzioni seguono approcci differenti ma convergono verso un obiettivo comune: ampliare la capacità di osservazione e trasformare i singoli episodi di disturbo in informazioni utilizzabili da autorità, operatori e gestori di infrastrutture.

La rilevazione continua e la creazione di mappe del jamming e dello spoofing su scala nazionale, e potenzialmente globale, potrebbero rendere più affidabili i servizi satellitari essenziali. L’obiettivo è assicurare la disponibilità di informazioni precise e continue di posizionamento, navigazione e temporizzazione nei luoghi in cui risultano maggiormente necessarie. Navisp, istituito nel 2016 come programma opzionale dell’Esa e sostenuto oggi da 20 Stati, punta più in generale a rafforzare le capacità industriali europee e canadesi nel settore Pnt. Il programma finanzia tecnologie e servizi in grado di utilizzare, affiancare, integrare o sostituire le capacità esistenti, riducendo i rischi commerciali legati alla ricerca e allo sviluppo e facilitando l’accesso delle imprese europee al mercato globale.

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