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AI, per gli operatori si apre la sfida dei ricavi: reti ottiche da aggiornare



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Lo studio Ciena condotto su 1.200 professionisti del settore evidenzia le opportunità legate a infrastrutture ad alta capacità, interconnessione dei data center e servizi gestiti. Per l’88% degli intervistati, gli adeguamenti tecnologici sono ormai urgenti

Pubblicato il 26 ago 2026



reti ottiche per intelligenza artificiale
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Punti chiave

  • La crescita della intelligenza artificiale spinge ricavi per i fornitori di connettività; urgente potenziare le reti ottiche e offrire Managed Optical Fiber Network per connettere cluster AI.
  • Automazione avanzata e AI agentica sono essenziali per garantire performance prevedibili; i data center distribuiti, il edge e la GPU as a service aumentano la domanda di interconnessione.
  • Nuovi modelli commerciali (multi-cloud, banda a consumo, revenue share) e la crittografia quantum-safe sono fattori chiave per monetizzare e proteggere i servizi AI.
Riassunto generato con AI


L’intelligenza artificiale promette di diventare uno dei principali motori di crescita per i fornitori di connettività, ma impone un’accelerazione sul fronte infrastrutturale. Il 90% degli operatori ritiene che i servizi di rete ad alta capacità destinati all’AI contribuiranno ad aumentare il fatturato nei prossimi tre-cinque anni e il 56% li indica come la principale fonte di nuovi introiti. Per intercettare questa domanda, tuttavia, sarà necessario potenziare rapidamente le infrastrutture ottiche.

È quanto emerge da una ricerca commissionata da Ciena a Censuswide, che ha coinvolto 1.200 professionisti di operatori di telecomunicazioni, fornitori wholesale di fibra e service provider regionali in dodici Paesi. L’88% degli intervistati avverte con forza l’urgenza di aggiornare le reti ottiche per rispettare i livelli di servizio richiesti dalle imprese che utilizzano applicazioni AI.

Le reti ad alta capacità diventano una fonte di fatturato

La crescita delle infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale genera una domanda di collegamenti più veloci, affidabili e flessibili. Imprese, hyperscaler e nuovi operatori specializzati nel cloud AI, spesso definiti neoscaler o neocloud provider, devono infatti trasferire grandi quantità di dati tra data center e cluster di elaborazione distribuiti.

Ad acquistare importanza sono anche i servizi Managed Optical Fiber Network (MOFN), attraverso i quali un operatore mette a disposizione del cliente una rete ottica gestita, basata su capacità dedicata. Il 96% del campione si aspetta che questi servizi producano ricavi nei prossimi tre anni grazie al collegamento dei cluster AI distribuiti, mentre il 51% considera il MOFN lo strumento principale per offrire servizi di data center interconnect, cioè di connessione diretta tra centri dati.

Quanto alla pressione sugli investimenti, quasi la metà degli intervistati, il 48%, considera gli aggiornamenti delle infrastrutture indispensabili, mentre il 39% ritiene che debbano essere realizzati entro i prossimi 12-18 mesi. Soltanto l’11% pensa che i normali interventi programmati possano bastare a sostenere la nuova domanda.

Automazione avanzata e AI agentica al centro

L’ampliamento della capacità trasmissiva rappresenta soltanto una parte del percorso. Secondo il 96% del campione, l’automazione avanzata delle reti, comprese le soluzioni basate sull’AI agentica, sarà essenziale per trasformare la crescita del traffico in nuove opportunità commerciali.

Gli operatori dovranno gestire risorse, prestazioni e livelli di servizio in modo sempre più dinamico, adattando la capacità alle esigenze dei clienti e intervenendo rapidamente in caso di congestioni o anomalie. I carichi AI richiedono infatti prestazioni elevate e costanti, soprattutto quando supportano processi aziendali critici.

Il 35% degli intervistati considera proprio la regolarità della rete, intesa come stabilità garantita delle prestazioni e bassa variazione della latenza, la principale caratteristica da monetizzare attraverso offerte premium. La competizione si sposta quindi dalla sola disponibilità di banda alla capacità di garantire collegamenti prevedibili e affidabili.

Data center distribuiti, la nuova domanda degli hyperscaler

La ricerca mette in evidenza anche l’impatto dei vincoli energetici sulla configurazione delle infrastrutture AI. Le difficoltà nell’espandere la capacità di calcolo all’interno di un singolo campus stanno spingendo gli hyperscaler a distribuire le risorse su più siti, che devono essere collegati e sincronizzati come se costituissero un’unica infrastruttura.

Per l’addestramento distribuito e sincrono dei modelli più avanzati, sottolinea Ciena, la capacità richiesta dalle connessioni può raggiungere decine di petabit al secondo, con centinaia di coppie di fibre illuminate contemporaneamente alla massima capacità. Il 95% degli intervistati considera questa tendenza, definita “scale-across”, un contributo rilevante alla crescita dei ricavi wholesale.

Anche l’inferenza, cioè la fase in cui un modello già addestrato elabora nuovi dati e produce risultati, apre prospettive commerciali. Il 49% del campione ritiene che l’aumento dei data center dedicati a questa attività farà crescere la domanda di servizi di interconnessione.

GPU as a service, alleanze decisive con cloud e neocloud

Un’altra area di sviluppo riguarda la GPU as a service, che consente alle aziende di utilizzare da remoto capacità di elaborazione basata su processori grafici senza acquistare direttamente l’hardware. Il 94% degli operatori considera essenziali le partnership strategiche con cloud provider e neocloud provider per entrare con successo in questo mercato.

Quanto ai modelli commerciali, il 44% degli intervistati prevede di adottare accordi di condivisione dei ricavi come principale strategia di go-to-market. Per i fornitori di connettività si profila così un ruolo più ampio rispetto al semplice trasporto dei dati, basato sulla collaborazione con chi mette a disposizione capacità computazionale e piattaforme cloud.

Cresce parallelamente il peso dell’edge. Il 39% del campione stima che i servizi ospitati ai margini della rete, tra cui edge computing, GPU as a service e inferenza AI localizzata, potranno generare oltre il 20% dei ricavi enterprise entro tre anni. Per l’88%, il loro contributo raggiungerà almeno il 10%.

Multi-cloud e banda a consumo guidano i nuovi modelli

La diffusione di ambienti multi-cloud spinge gli operatori verso formule di connettività più dinamiche. La gestione dei collegamenti tra più piattaforme cloud è indicata dal 56% degli intervistati tra i principali motori commerciali, seguita dai servizi di banda basati sul consumo, citati dal 50%. Le tradizionali offerte a capacità fissa si fermano al 38%.

Il 47% del campione prevede inoltre che il trasferimento di grandi dataset tra diversi ambienti cloud, necessario per l’elaborazione tramite AI, alimenterà la domanda di connettività flessibile e ad alta capacità. La possibilità di modificare rapidamente la banda disponibile diventa così parte integrante dell’offerta rivolta alle imprese.

Dall’intrattenimento alla robotica, l’AI entra nella vita quotidiana

Le opportunità individuate dalla ricerca si estendono anche ai servizi consumer. Il 95% degli intervistati ritiene che l’intrattenimento immersivo e basato sull’intelligenza artificiale contribuirà a generare nuovi flussi di fatturato nei prossimi tre anni.

Il 29% indica i dispositivi indossabili e personali, tra cui occhiali intelligenti e strumenti per il monitoraggio della salute, come la categoria hardware con il maggiore potenziale per la vendita di servizi premium.

Per il mercato enterprise assume invece rilievo la cosiddetta physical AI, ovvero l’applicazione dell’intelligenza artificiale a sistemi che interagiscono con il mondo fisico, come robot industriali e apparati controllati da remoto. Il 60% degli operatori prevede che questi ecosistemi rappresenteranno oltre il 15% dei ricavi complessivi generati dai servizi AI per le aziende entro cinque anni.

Crittografia quantum-safe, partono le offerte commerciali

La sicurezza completa il quadro delle priorità. Il 51% dei fornitori dichiara di avere già lanciato, o di voler introdurre entro dodici mesi, servizi commerciali di crittografia resistenti agli attacchi dei computer quantistici. Tra le soluzioni citate figurano i collegamenti protetti tramite Quantum Key Distribution (QKD) e i servizi gestiti compatibili con la crittografia post-quantistica.

Un ulteriore 48% si trova nelle prime fasi di sviluppo o valutazione. La sicurezza fisica e informatica avanzata è inoltre considerata dal campione il principale fattore commerciale per lo sviluppo di infrastrutture di rete sovrane.

“I risultati dell’indagine mostrano che i fornitori di servizi guardano all’AI con ottimismo e, allo stesso tempo, con un forte senso di urgenza – afferma Brodie Gage, Chief Product and Technology Officer di Ciena – I fornitori di servizi vedono opportunità significative nell’inferenza AI, nella GPU as a service, nei servizi di rete ad alta capacità e nella crittografia quantum-safe, riconoscendo al tempo stesso che molte infrastrutture esistenti devono evolvere per rispondere alle nuove esigenze prestazionali. Il messaggio è chiaro: l’AI sta creando nuove fonti di ricavo e il successo dipenderà dalla disponibilità di fondamenta di rete in grado di sostenerle”.

La metodologia della ricerca

L’indagine è stata realizzata da Censuswide tra il 13 e il 23 luglio 2026 su un campione di 1.200 professionisti appartenenti a operatori di telecomunicazioni, fornitori wholesale di reti in fibra e service provider regionali.

La rilevazione ha interessato Stati Uniti, Canada, Brasile, Messico, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Australia, India, Vietnam, Indonesia e Singapore, con cento partecipanti per ciascun mercato.

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