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Satellite direct-to-device, Connect Europe all’Ue: “Regole uguali a quelle del mobile”


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L’associazione degli operatori tlc sostiene il nuovo quadro per le autorizzazioni Mobile Satellite Services (Mss) sui 2 GHz, ma chiede garanzie su concorrenza, interferenze, sicurezza e interoperabilità. Tra le priorità anche sovranità europea, qualità dei servizi e tutela degli investimenti nelle infrastrutture terrestri

Pubblicato il 10 set 2026

Federica Meta

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Alessandro Gropelli


Punti chiave

  • Sostegno a procedura UE per assegnazione diritti d’uso banda 2 GHz per Mss: favorisce direct-to-device paneuropeo, riduce frammentazione e aumenta certezza giuridica.
  • Richieste garanzie tecniche e concorrenziali: studi di compatibilità pre-bando, principio stesso servizio, stesse regole, limiti spettro per operatore e contrasto ad accordi esclusivi.
  • Tutela sicurezza e resilienza: sistema Mss sicuro/ibrido per IRIS² e gestione crisi, regole chiare per attivazione, proroga max 2 anni per Viasat e Echostar, monitoraggio esteso.
Riassunto generato con AI


Il nuovo assetto europeo per i servizi satellitari mobili sulla banda dei 2 GHz può favorire lo sviluppo della connettività direct-to-device e ridurre la frammentazione normativa tra gli Stati membri, ma dovrà essere costruito evitando squilibri competitivi rispetto alle infrastrutture terrestri. È questa la posizione con cui Connect Europe interviene nella consultazione della Commissione europea sulla proposta di regolamento destinata a riformare le procedure di autorizzazione dei sistemi Mss, Mobile Satellite Services, e a superare la decisione europea del 2008 oggi in vigore.

L’associazione, che rappresenta gli operatori europei delle telecomunicazioni, condivide l’obiettivo di creare una procedura di selezione a livello Ue e condizioni di autorizzazione omogenee in tutti i Paesi. Il nuovo impianto, secondo Connect Europe, può aumentare la certezza giuridica, semplificare lo sviluppo di servizi paneuropei e sostenere nuove forme di connettività, compresi i collegamenti diretti tra satelliti e dispositivi. Ma proprio la crescente convergenza fra infrastrutture terrestri e non terrestri rende necessario definire in modo più preciso le condizioni tecniche, concorrenziali e regolatorie della futura offerta.

Un quadro europeo per superare la frammentazione

Uno dei punti sui quali Connect Europe esprime maggiore sostegno riguarda la scelta di portare a livello comunitario la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso della banda Mss a 2 GHz. L’attuale modello, ricorda l’associazione, ha prodotto nel tempo procedure nazionali differenti per tempi, condizioni, costi e modalità di enforcement, rendendo più complessa l’offerta di servizi transfrontalieri.

Un sistema coordinato permetterebbe invece di attribuire gli stessi diritti e gli stessi obblighi in tutti gli Stati membri senza rendere necessaria una distinta autorizzazione nazionale. Per gli operatori capaci di fornire connettività su scala europea questo potrebbe significare minori costi amministrativi, processi più rapidi e maggiore prevedibilità degli investimenti. Connect Europe considera dunque positiva l’armonizzazione, a condizione che il processo rimanga trasparente, proporzionato e fondato su solide valutazioni tecniche.

L’associazione sostiene inoltre l’impostazione proposta dalla Commissione per la distribuzione della capacità disponibile. Il disegno prevede infatti una quota destinata alle comunicazioni sicure, una riservata a nuovi operatori commerciali europei e un’ulteriore parte accessibile agli altri soggetti commerciali. Connect Europe chiede però di disciplinare più chiaramente cosa accadrebbe qualora la capacità prevista per i nuovi entranti Ue non venisse completamente assegnata al primo tentativo.

La proposta dell’associazione è consentire alla Commissione di avviare almeno una nuova procedura specifica prima di trasferire eventualmente lo spettro rimasto libero ad altre categorie di candidati. Allo stesso tempo, le decisioni sulla banda dovrebbero coinvolgere in modo strutturato Stati membri, autorità competenti nazionali ed europee e soggetti di mercato, soprattutto prima della definizione delle condizioni tecniche e delle principali decisioni autorizzative.

Satellite e mobile terrestre, la complementarità come principio

È nel rapporto con le infrastrutture terrestri che emerge il nodo centrale della posizione di Connect Europe. La tecnologia satellitare D2D può svolgere un ruolo rilevante nelle aree in cui realizzare copertura mobile tradizionale è economicamente o tecnicamente difficile, così come nelle situazioni di emergenza o in caso di indisponibilità delle infrastrutture a terra.

Fra gli ambiti indicati figurano messaggistica di emergenza, risposta alle catastrofi, collegamenti in zone remote, servizi marittimi e aeronautici e comunicazioni di backup. La vicinanza della banda Mss a 2 GHz con frequenze utilizzate dalle reti terrestri e la prospettiva di integrare le nuove funzionalità nei chipset dei dispositivi rendono inoltre questa porzione di spettro particolarmente importante nel processo di convergenza tra reti terrestri e non terrestri.

Connect Europe ritiene tuttavia che il mobile terrestre continuerà a rappresentare il principale sistema di connettività per gli utenti, grazie alle prestazioni disponibili e soprattutto alla capacità di offrire copertura indoor. Il D2D satellitare dovrebbe quindi essere sviluppato come soluzione complementare e non come un meccanismo per operare sul mercato mobile con condizioni regolatorie più favorevoli.

Il punto riguarda direttamente gli investimenti sostenuti dagli operatori per acquisire lo spettro, realizzare le infrastrutture, rispettare gli obblighi di copertura e garantire sicurezza, resilienza, qualità del servizio e comunicazioni di emergenza. Secondo l’associazione, l’ingresso di nuovi fornitori Mss non dovrebbe quindi produrre vantaggi regolatori rispetto ai soggetti che offrono servizi equivalenti attraverso infrastrutture terrestri.

Una particolare attenzione viene riservata alla prima autorizzazione destinata a un sistema Mss sicuro o ibrido. Nel caso in cui il servizio utilizzi infrastrutture terrestri, queste dovrebbero conservare un ruolo strettamente accessorio rispetto alla componente satellitare e servire le finalità di interesse pubblico previste dal provvedimento. L’eventuale capacità residua dovrebbe essere utilizzabile per attività non commerciali soltanto dopo aver soddisfatto le necessità legate a comunicazioni governative sicure, gestione delle crisi, sicurezza pubblica e infrastrutture critiche.

Interferenze, servono garanzie prima delle autorizzazioni

L’integrazione tra satellite D2D e infrastrutture terrestri pone anche questioni tecniche che Connect Europe invita ad affrontare prima dell’avvio operativo del nuovo regime. La banda Mss a 2 GHz è infatti adiacente a frequenze utilizzate dai sistemi mobili terrestri e la diffusione dei collegamenti diretti con i dispositivi può introdurre nuove criticità sul fronte delle interferenze, della gestione dei terminali e del coordinamento tra reti.

Il documento richiama, fra gli aspetti da considerare, le interferenze sulle bande adiacenti e quelle transfrontaliere, le prestazioni dei ricevitori, la coesistenza con le stazioni radio base terrestri, il comportamento dei terminali negli ambienti ibridi e la maggiore complessità nella gestione delle infrastrutture.

Per questo motivo Connect Europe chiede che il regolamento preveda studi tecnici di compatibilità prima della pubblicazione dei bandi, con il coinvolgimento del Radio Spectrum Policy Group, della Cept/Ecc, delle autorità nazionali competenti e dell’industria, compresi gli operatori mobili terrestri. I risultati dovrebbero tradursi direttamente nelle condizioni delle licenze.

Il principio indicato è che le reti D2D debbano funzionare senza produrre interferenze dannose sui servizi operanti nella stessa banda o nelle bande adiacenti e in coerenza con gli standard internazionali e 3GPP.

Anche i meccanismi di intervento dovrebbero essere definiti in maniera più dettagliata. L’associazione sostiene i poteri di monitoraggio e sanzione previsti dalla proposta europea, ma chiede procedure chiare per individuare, segnalare e risolvere gli episodi di interferenza dannosa. L’onere di dimostrare problemi tecnici complessi legati ai sistemi satellitari, sottolinea il documento, non dovrebbe gravare esclusivamente sull’operatore terrestre colpito.

“Stesso servizio, stesse regole” per la concorrenza

Il secondo pilastro della posizione di Connect Europe è la neutralità competitiva. L’associazione propone di inserire esplicitamente nelle disposizioni operative del regolamento il principio “stesso servizio, stesse regole”, applicandolo a quei servizi satellitari che risultano comparabili, sostituibili o funzionalmente equivalenti alle comunicazioni elettroniche terrestri.

Per le offerte direct-to-device rivolte agli utenti europei questo significherebbe prevedere obblighi equivalenti su materie come protezione dei consumatori, accesso a Internet aperto, intercettazioni legali, localizzazione dei dati e rispetto delle norme sulla concorrenza. Il principio, secondo Connect Europe, dovrebbe entrare direttamente nelle condizioni di licenza associate allo spettro Mss a 2 GHz.

L’associazione ritiene inoltre che i migliori risultati per i consumatori possano essere raggiunti quando i servizi commerciali D2D funzionano sui normali terminali IMT senza richiedere modifiche, adottano gli standard 3GPP, garantiscono piena interoperabilità e possono essere integrati nelle offerte degli operatori mobili terrestri. Questi requisiti potrebbero quindi diventare parte dei criteri utilizzati per assegnare i blocchi di spettro commerciale.

Sul fronte della concorrenza infrastrutturale, Connect Europe appoggia anche il limite previsto dalla proposta europea di 10 MHz accoppiati per ciascun operatore satellitare commerciale. Secondo l’associazione, la soglia permetterebbe di avere almeno due operatori commerciali, mantenendo una dinamica competitiva capace di sostenere innovazione e investimenti.

Il nodo delle esclusive nel mercato D2D

Ulteriori garanzie vengono richieste nella relazione fra operatori satellitari e fornitori di servizi retail. La proposta europea vieta gli accordi esclusivi quando l’impresa selezionata fornisce oltre il 50% dei servizi satellitari mobili wholesale o retail in un determinato Stato membro. Connect Europe considera utile questa protezione, ma ritiene che la soglia possa risultare insufficiente.

Il rischio di chiusura del mercato potrebbe manifestarsi anche al di sotto del 50%, soprattutto quando un singolo operatore dispone di spettro scarso o di capacità D2D difficilmente sostituibili. L’associazione chiede inoltre di chiarire se la percentuale debba essere calcolata esclusivamente sui servizi Mss erogati nella banda dei 2 GHz oppure sull’insieme delle frequenze satellitari mobili e quale parametro debba essere utilizzato per misurare il peso di mercato: clienti, connessioni, traffico o ricavi.

La Commissione, secondo la proposta avanzata da Connect Europe, dovrebbe poter intervenire anche contro accordi esclusivi o quasi esclusivi al di sotto della soglia prevista qualora producano ostacoli all’accesso per operatori mobili, Mvno, fornitori IoT o servizi di emergenza.

Sovranità europea prima del prezzo

Un altro capitolo decisivo riguarda i criteri con cui saranno selezionati gli operatori. La proposta della Commissione prevede procedure comparative per il sistema Mss sicuro o ibrido, per i nuovi entranti europei e per gli altri sistemi commerciali, lasciando ai successivi bandi la definizione del peso assegnato ai diversi requisiti.

Connect Europe chiede che la competizione non sia guidata principalmente dalla disponibilità a pagare per le frequenze. Gli elementi legati a sovranità europea, qualità, capacità di innovazione, concorrenza e contrasto alle posizioni dominanti dovrebbero avere un peso sostanzialmente superiore al contributo finanziario offerto dai candidati.

Nelle condizioni di selezione dovrebbero quindi assumere un ruolo prioritario anche copertura, resilienza, capacità tecnica, coesistenza con gli altri sistemi, sicurezza, interoperabilità ed efficienza nell’impiego dello spettro. L’associazione propone inoltre che le parti interessate vengano consultate prima dell’adozione degli atti di esecuzione che definiranno concretamente tali criteri.

La stessa impostazione viene applicata ai costi delle autorizzazioni. Il regolamento introduce un contributo finanziario una tantum e canoni annuali per l’utilizzo dello spettro. Per Connect Europe le tariffe devono essere proporzionate, prevedibili e collegate ai costi, perché importi eccessivi potrebbero sottrarre risorse agli investimenti necessari per realizzare le infrastrutture, integrare le tecnologie, aumentare sicurezza e resilienza e mantenere accessibili i servizi.

Comunicazioni sicure e ruolo del satellite nelle crisi

La riforma della banda a 2 GHz si intreccia anche con gli obiettivi europei di sicurezza e autonomia strategica. Una parte delle frequenze è infatti destinata a un sistema Mss o ibrido sicuro collegato alle comunicazioni governative, a IRIS², alla gestione delle crisi, alla sicurezza pubblica e alla protezione delle infrastrutture critiche.

Connect Europe condivide questa impostazione e riconosce alla connettività satellitare una funzione importante come capacità di backup quando le infrastrutture terrestri sono assenti, danneggiate o non sufficientemente affidabili.

La proposta prevede inoltre che, in una situazione di crisi, le autorità competenti possano chiedere ai sistemi Mss commerciali l’accesso alla banda secondo un meccanismo di priorità prestabilito. Per l’associazione è necessario però stabilire con precisione quali eventi possano essere qualificati come crisi, quale autorità abbia il potere di attivare la procedura, come venga determinato l’ordine delle priorità e quali standard di qualità e sicurezza debbano essere rispettati.

Una disciplina chiara dovrà riguardare anche l’interoperabilità con le infrastrutture mobili terrestri e la distribuzione di costi e responsabilità. La resilienza europea dipenderà quindi anche dalla capacità di coordinare in anticipo sistemi satellitari e reti già utilizzate a livello nazionale per le comunicazioni di emergenza.

Viasat ed Echostar, proroga massima di due anni

Il passaggio al nuovo sistema dovrà infine garantire la continuità dei servizi esistenti. La proposta della Commissione consente di prorogare, su richiesta, per un massimo di due anni i diritti d’uso attualmente attribuiti agli incumbent Viasat ed Echostar, mantenendo le condizioni già applicate.

Connect Europe condivide la soluzione, purché durante questa fase le frequenze non possano essere trasferite, affittate o subaffittate. La Commissione potrebbe inoltre autorizzare attività sperimentali e test, ma per l’associazione queste dovrebbero avvenire senza provocare interferenze e senza garantire protezione rispetto agli altri utilizzatori.

Le prove dovrebbero inoltre essere precedute dal coordinamento tecnico, svolgersi in piena trasparenza nei confronti dei soggetti interessati e poter essere interrotte rapidamente in caso di interferenze dannose, senza condizionare la futura procedura competitiva di selezione.

Il monitoraggio deve guardare all’intero ecosistema

Anche il sistema di controllo previsto dalla Commissione, secondo Connect Europe, dovrebbe allargare il proprio raggio d’azione. La proposta impone ai titolari delle autorizzazioni una rendicontazione annuale e affida all’esecutivo europeo strumenti per verificare il rispetto degli obblighi.

Per l’associazione, però, valutare soltanto la conformità degli operatori satellitari non consentirebbe di misurare pienamente gli effetti della riforma. Il monitoraggio dovrebbe comprendere anche gli episodi di interferenza sulle infrastrutture terrestri, la qualità dell’esperienza degli utenti, le prestazioni delle comunicazioni di emergenza, l’effettivo utilizzo dello spettro, l’avanzamento dei deployment e l’eventuale crescita della concentrazione del mercato o delle pratiche di esclusiva.

La posizione complessiva resta quindi favorevole alla modernizzazione del quadro europeo. Un’autorizzazione armonizzata a livello Ue può ridurre la frammentazione, aumentare la certezza giuridica e favorire la nascita di nuovi servizi di connettività paneuropei. Ma la diffusione del satellite D2D dovrà procedere preservando gli investimenti nelle infrastrutture terrestri, la concorrenza e la resilienza del sistema europeo delle comunicazioni.

Per questo Connect Europe chiede a Commissione, Parlamento e Consiglio di intervenire sul testo prima della sua approvazione definitiva, rafforzando le disposizioni sulla coesistenza tecnica, la concorrenza tra operatori satellitari, la neutralità competitiva, i costi delle licenze, la gestione delle crisi e le attività di controllo. L’obiettivo è integrare le nuove capacità satellitari nell’ecosistema europeo senza creare un mercato parallelo soggetto a condizioni differenti rispetto ai servizi mobili terrestri.

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