Lo sviluppo della fibra ottica e il futuro delle infrastrutture digitali italiane al centro dell’incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e l’amministratore delegato di Open Fiber, Giuseppe Gola. Il confronto arriva in una fase importante per il settore, con i principali piani di infrastrutturazione ormai in fase avanzata e il Governo impegnato nella revisione della Strategia nazionale per la banda ultralarga.
A darne notizia sono stati i due protagonisti attraverso LinkedIn, sottolineando il ruolo della connettività per la competitività delle imprese e la riduzione del divario digitale.
“La diffusione della fibra ottica è fondamentale per rafforzare la competitività delle imprese e ridurre il divario digitale tra i territori”, scrive Urso, ribadendo che “Il Governo è in campo per favorire lo sviluppo delle reti e gli investimenti nelle infrastrutture digitali del Paese”.
Gola definisce quello con il ministro “Un confronto importante sul futuro delle infrastrutture digitali del Paese e sul ruolo strategico della connettività per accompagnare la trasformazione dell’Italia”.
“Come Open Fiber, continueremo a fare la nostra parte, investendo in un’infrastruttura essenziale per un’Italia sempre più connessa, innovativa e competitiva”, aggiunge l’amministratore delegato.
Dall’incontro non emergono, per il momento, indicazioni su nuove misure o accordi specifici. Il confronto si colloca però in un momento in cui l’attenzione delle istituzioni e degli operatori si concentra sempre più sull’utilizzo delle reti già realizzate, oltre che sul completamento della copertura nazionale.
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Banda ultralarga, il Governo prepara la nuova strategia
Il vertice tra Urso e Gola arriva proprio nei giorni in cui prende forma l’aggiornamento della Strategia per la banda ultralarga, destinata a orientare gli interventi pubblici nel periodo 2027-2030.
Il documento, coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Alessio Butti e dal Dipartimento per la trasformazione digitale, dovrebbe essere esaminato in una prossima riunione del Comitato interministeriale per la transizione digitale.
Uno degli obiettivi principali è portare il take-up delle connessioni Ftth almeno al 52% entro il 2031, rispetto a un livello nazionale attualmente inferiore al 30%. Il take-up misura il rapporto tra gli abbonamenti effettivamente attivi e le unità immobiliari raggiunte dalle infrastrutture.
Per raggiungere questo traguardo, tra le ipotesi al vaglio figura l’introduzione di voucher destinati alle famiglie che scelgono una connessione in fibra fino all’abitazione. La misura potrebbe contribuire ad accelerare la migrazione dalle vecchie linee in rame, sostenendo la domanda di servizi ad altissima capacità.
Importi, criteri di accesso, platea dei beneficiari e coperture finanziarie sono ancora da definire. Si tratta quindi di un’ipotesi di intervento, sulla quale non risultano decisioni definitive.
La revisione della Strategia prevede anche una maggiore trasparenza sulle effettive possibilità di attivazione dei collegamenti. In diversi territori, infatti, la disponibilità della fibra sulla carta non coincide necessariamente con la possibilità di ottenere rapidamente un servizio funzionante. L’obiettivo è rendere più precisa la distinzione tra immobili coperti e indirizzi realmente collegabili, anche attraverso gli strumenti informativi dell’Agcom.
Open Fiber, Gola: la priorità è aumentare l’utilizzo della rete
La questione del take-up è da tempo al centro della strategia industriale di Open Fiber.
Già ad aprile, in occasione della presentazione dei risultati del 2025, Gola aveva indicato il passaggio dalla costruzione alla valorizzazione commerciale delle infrastrutture come una delle priorità per il gruppo.
“Siamo nella piena fase di trasformazione: da azienda di costruzione a operatore orientato al mercato”, aveva spiegato l’amministratore delegato in un’intervista al Sole 24 Ore, ripresa da CorCom.
La società ha superato i 17 milioni di unità immobiliari raggiunte dalla propria rete Ftth e ha sostanzialmente completato il piano nelle aree bianche, con oltre il 99% dei Comuni coperti secondo i dati illustrati in primavera. Nelle aree grigie interessate dagli investimenti del Pnrr, il programma era già nelle sue fasi conclusive.
A fronte degli investimenti infrastrutturali, resta però da aumentare il numero delle connessioni attive.
“Il nodo vero resta il take-up, ancora troppo basso in Italia, intorno al 30% e sotto la media europea”, aveva sottolineato Gola.
Ad aprile Open Fiber contava 3,9 milioni di clienti attivi, con un ritmo di circa 4.500 nuove attivazioni giornaliere. Nelle sole aree bianche risultavano circa 700mila clienti collegati, a fronte di un’infrastruttura ormai largamente disponibile.
Per accelerare la crescita commerciale, l’Ad aveva richiamato anche la necessità di intervenire sulle condizioni di mercato: “Serve un’accelerazione dello switch-off del rame e probabilmente anche incentivi per gli operatori, per sostenere i costi della migrazione”.
Una posizione che trova un punto di contatto con il lavoro sulla nuova Strategia Bul, sebbene le dichiarazioni diffuse dopo l’incontro al Mimit non facciano esplicito riferimento né ai voucher né allo spegnimento del rame.
Voucher e migrazione alla fibra, le ricadute sul mercato
L’eventuale introduzione degli incentivi alle famiglie potrebbe avere effetti sull’intera filiera delle telecomunicazioni, dalle società che gestiscono le infrastrutture agli operatori che commercializzano i servizi.
Secondo le valutazioni di Intermonte, il take-up di Open Fiber e FiberCop si attestava intorno al 23% nel primo semestre 2026, un dato relativo alle due società infrastrutturali e distinto dalla percentuale nazionale complessiva.
Gli analisti ritengono che i voucher possano favorire una maggiore domanda di connessioni Ftth, con benefici diretti per le wholesale company e indiretti per gli operatori retail, tra cui Tim e Fastweb.
L’efficacia degli incentivi dipenderà tuttavia dalla disponibilità delle risorse e dalla capacità di rimuovere gli ostacoli tecnici e amministrativi che rallentano le attivazioni.
Per Open Fiber, la crescita della base clienti rappresenta inoltre una componente importante del percorso verso l’equilibrio finanziario. La società, che ha realizzato investimenti complessivi vicini ai 12 miliardi di euro, prevede di interrompere l’assorbimento di cassa nel 2027 e di iniziare a generare flussi positivi dal 2028, secondo le indicazioni fornite da Gola ad aprile.
Sullo sfondo anche il dossier della rete unica
Il confronto sulle infrastrutture digitali si inserisce in una fase di discussione anche sugli assetti industriali del settore.
Proprio il 15 ottobre, durante l’Investor Day di Cassa Depositi e Prestiti, l’amministratore delegato Dario Scannapieco è tornato sull’ipotesi di integrazione tra Open Fiber e FiberCop.
“Industrialmente ha più senso trovare sinergie piuttosto che non trovarle”, ha dichiarato, rispondendo a una domanda sulla possibile fusione delle due società.
Scannapieco ha inoltre manifestato l’interesse di Cdp per un’eventuale operazione, pur sottolineando la necessità di valutarne modalità e condizioni.
Il tema resta dunque aperto e riguarda il futuro assetto delle infrastrutture nazionali di accesso. Non risultano tuttavia elementi che consentano di collegare direttamente il dossier dell’integrazione all’incontro tra Urso e Gola.
Intanto il ministro ha indicato il 12 novembre come data per la convocazione di un tavolo sulle telecomunicazioni, insieme alla ministra del Lavoro Marina Calderone. Un appuntamento dedicato alle questioni industriali e occupazionali del comparto, nel quale si inserisce anche il più ampio confronto sulla trasformazione delle reti e dei servizi.







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