Le regole e gli standard alla base delle nuove tecnologie, a partire dall’AI, vengono troppo spesso definiti lontano dalle persone che ne subiscono le conseguenze. È per questo che, nel 2016, l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu) e la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece) hanno lanciato l’iniziativa “United for Smart Sustainable Cities” (U4ssc), con l’obiettivo di dare alle città un posto al tavolo decisionale. A dieci anni di distanza il programma, con il sostegno di altre 19 agenzie e programmi dell’Onu, continua a evolversi.
Con la firma di un protocollo d’intesa nell’ottobre 2025, l’Itu e UN-Habitat hanno intensificato la loro collaborazione, che ora contempla la guida congiunta delle attività di U4ssc dedicate alle città intelligenti incentrate sulle persone e dialoghi condivisi, come quelli organizzati in occasione della Giornata Mondiale delle Città.
Il risultato è una proposta unitaria e coerente delle Nazioni Unite rivolta alle città, che coniuga standard digitali e competenze in ambito urbano e abitativo.
Le Nazioni Unite stanno collegando gli standard digitali internazionali alle realtà dello sviluppo urbano: accesso ad alloggi a prezzi accessibili, terra e servizi di base, resilienza climatica, governance inclusiva e partecipazione delle comunità. L’obiettivo di questa partnership è garantire che l’innovazione tecnologica risponda alle priorità delle città e delle persone che vi abitano.
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Il contributo degli strumenti digitali alla gestione delle emergenza abitative
“Ogni giorno, i sindaci prendono decisioni che determinano se una famiglia riuscirà a trovare una casa a un prezzo accessibile, se un quartiere si allagherà dopo un temporale o se i cittadini potranno accedere ai servizi pubblici senza dover fare code per ore. Sempre più spesso, tali decisioni dipendono da dati, piattaforme digitali e intelligenza artificiale”, spiegano Cristina Bueti, advisor of Itu-T Study Group 5 “Environment and Climate Change” ed Edlam Yemeru, chief of the Knowledge and Innovation Branch di UN-Habitat in un post pubblicato sul sito dell’Itu.
A livello globale, notano i due autori, oltre un miliardo di persone vive in baraccopoli o insediamenti informali, spesso scarsamente rappresentati nei dati ufficiali. “Gli strumenti digitali possono aiutare le città a pianificare l’uso del suolo e i servizi, accelerare il rilascio di permessi e rendere visibili gli insediamenti informali”.
Per quanto riguarda il rafforzamento della resilienza climatica, i sistemi di allerta precoce, i gemelli digitali e l’intelligenza artificiale possono aiutare le città a prevedere inondazioni e ondate di calore, garantendo la continuità dei servizi essenziali – a patto che i sistemi siano sicuri, interoperabili e accessibili a tutti, incluse le persone non connesse digitalmente.
“Dati, piattaforme digitali e intelligenza artificiale giocano inoltre un ruolo cruciale in termini di responsabilità pubblica. Poiché le città ricorrono sempre più spesso all’intelligenza artificiale per orientare le decisioni in materia di alloggi, infrastrutture e servizi pubblici, la supervisione umana diventa indispensabile. Le autorità pubbliche devono mantenere la responsabilità di tali decisioni, mentre i cittadini devono poter disporre di reali opportunità per mettere in discussione i risultati e partecipare attivamente alle modalità di implementazione delle tecnologie”, spiegano Bueti e Yemeru.
Aumentare la base di partecipanti (e di dati) dell’iniziativa U4ssc
Sebbene l’impiego di dati, piattaforme digitali e intelligenza artificiale nei processi decisionali urbani sia in costante crescita, resta fondamentale assicurarsi che tali strumenti rispondano effettivamente alle esigenze dei residenti in svariati ambiti. La vera forza della partnership U4ssc risiede proprio nelle città che ne fanno parte.
Per questo Itu e UN-Habitat invitano nuovi nuclei urbani a prendere parte al progetto. La partecipazione, sottolineano Bueti e Yemeru, consente di individuare orientamenti pratici per coinvolgere le comunità e la società civile nella trasformazione digitale, identificare chi potrebbe essere escluso dai dati urbani e assicurarsi che l’innovazione risponda alle priorità locali.
Allo stesso tempo viene fornito un quadro chiaro dei progressi ottenuti: gli indicatori chiave di prestazione dell’U4ssc, basati sugli standard dell’Itu e allineati al Quadro globale di monitoraggio urbano (Global Urban Monitoring Framework) di UN-Habitat, sono utilizzati da oltre 350 città per misurare i progressi e confrontarsi.
Le linee guida proposte sono del resto basate sull’esperienza concreta delle città, che spaziano dai “gemelli digitali” agli appalti e alla condivisione dei dati. Attraverso il Gruppo di studio 20 dell’Itu-T e il nuovo tavolo dedicato all’intelligenza artificiale per le città, le amministrazioni locali contribuiscono a orientare ciò che i fornitori sviluppano, dando vita a una rete di confronto tra pari, che permette alle soluzioni di diffondersi e garantisce che gli errori vengano commessi una sola volta.
Il primo Padiglione dellìOnu allo Smart City Expo World Congress
I progressi frutto della collaborazione tra l’Itu e UN-Habitat saranno protagonisti del Padiglione delle Nazioni Unite allo Smart City Expo World Congress di quest’anno, che si terrà a Barcellona, in Spagna, dal 3 al 5 novembre. Si tratta del primo Padiglione Onu nella storia di questa conferenza ed esposizione, che si svolge ogni anno a Barcellona dal 2011.
L’Itu e UN-Habitat hanno definito il programma del Padiglione insieme a 18 partner provenienti dal sistema delle Nazioni Unite e non solo. Ventisette sessioni riuniranno sindaci, ministri ed esponenti del settore per affrontare gli interrogativi che le città si pongono oggi.
Prendere parte alla sessione dei lavori, spiegano Bueti e Yemeru, consentirà di affrontare una serie di temi critici: Come integrare l’intelligenza artificiale senza compromettere la fiducia del pubblico? In che modo gli strumenti digitali possono favorire l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili? Come costruire una resilienza agli shock climatici e come finanziarla? L’iniziativa U4ssc lancerà una serie di nuove risorse pensate per rispondere a queste domande e aiutare le città ad accelerare il proprio percorso verso un futuro digitale sostenibile.








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