la strategia

Data center, l’Ue vara la classificazione energetica: prime etichette dal 2027


Indirizzo copiato

La Commissione ha proposto nuovi criteri condivisi per inquadrare impatto e fabbisogno dei centri di elaborazione. L’obiettivo è duplice: da una parte si cerca di aumentare la trasparenza sul consumo energetico, dall’altra si punta a sostenere un’integrazione sostenibile nelle reti europee

Pubblicato il 22 set 2026



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
crescita e sostenibilità dei data center


Punti chiave

  • La Commissione europea istituisce una classificazione comune per i data center con capacità >500 kW per aumentare la trasparenza; etichette dal 2027, revisione 2028.
  • Obiettivo: gestire il boom dell’intelligenza artificiale, triplicare la capacità per la sovranità digitale e ridurre impatti energetici e idrici tramite efficienza e riutilizzo del calore.
  • Misure globali: negli USA il Ratepayer Protection Act impone a impianti > 100 Megawatt di coprire i potenziamenti di rete; in UE prosegue la consultazione sugli standard fino al 14/12/2026.
Riassunto generato con AI


La Commissione europea ha varato un regolamento delegato che istituisce un nuovo sistema di classificazione comune per i data center. L’obiettivo, spiega la stessa Commissione, è quello di aumentare la trasparenza sul consumo energetico delle infrastrutture, in vista del boom dell’intelligenza artificiale, così da sostenere un’integrazione sostenibile nel network distributivo del continente.

La sovranità digitale e la contropartita energetica

Inutile girare attorno al problema: i data center sono fondamentali per il futuro digitale dell’Europa. Incrementare la capacità di calcolo è indispensabile anche per rafforzare l’indipendenza tecnologica e la sovranità digitale dei Paesi dell’Unione. Per questo motivo, si legge in una nota di Bruxelles, “l’Ue intende triplicare la propria capacità dei data center nei prossimi cinque-sette anni. Tuttavia, tale crescita comporta sfide che devono essere affrontate.

Oltre a richiedere più energia, un aumento dei data center potrebbe esercitare un’ulteriore pressione sulle reti elettriche e sull’uso di risorse naturali, come l’acqua, contribuendo inoltre ad accrescere le emissioni di carbonio. Per limitare questi impatti, è essenziale che i data center siano altamente efficienti sotto il profilo energetico e idrico e integrati in modo sostenibile nel sistema energetico”.

Cosa prevede il nuovo sistema di classificazione

Grazie al sistema di classificazione comune proposto, la Commissione punta dunque a garantire la trasparenza delle informazioni sull’effettivo utilizzo delle risorse da parte dei data center.

Il framework riguarderà i singoli data center con una capacità superiore a 500 kW. Prenderà inoltre in considerazione il contributo dei campus alla rete, come il riutilizzo del calore di scarto, l’aggiunta di capacità di generazione di energia pulita e la scalabilitè. Giusto per capire concretamente di cosa si sta parlando: secondo i dati in possesso della Commissione, il riutilizzo di circa la metà del calore di scarto prodotto dai data center europei equivarrebbe al fabbisogno totale di riscaldamento di 4 milioni di famiglie in Europa.

Ecco perché data center sostenibili, flessibili e ben progettati, capaci di adeguare il proprio consumo di elettricità alle condizioni della rete, possono contribuire a ridurre i costi complessivi del sistema elettrico, migliorare la stabilità della rete e favorire una maggiore integrazione delle energie rinnovabili.

Al fine di creare mercati leader per beni e servizi digitali sostenibili in tutta Europa e sostenere ulteriormente l’integrazione dei data center sostenibili nel sistema energetico, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica e una call for evidence sugli standard minimi di prestazione per i data center del continente.

Le prossime tappe

Il regolamento delegato che istituisce il sistema di classificazione comune è ora soggetto a un periodo di esame di due mesi da parte del Parlamento europeo e del Consiglio prima di entrare in vigore. I colegislatori hanno il diritto di sollevare obiezioni sull’atto delegato adottato dalla Commissione (per esempio contestando il potere delegato o la procedura), ma non possono proporre modifiche al testo.

Si prevede che le prime etichette di sostenibilità per i singoli data center saranno esposte nel 2027. Entro la fine del 2028 è prevista una prima revisione del sistema per valutarne l’efficacia e individuare eventuali miglioramenti. Sono inoltre in corso ulteriori attività per l’integrazione sostenibile dei data center nel sistema energetico.

La Commissione sta dando seguito alla dichiarazione d’intenti firmata nel giugno 2026, collaborando con gestori di data center, gestori di rete, fornitori di energia e autorità pubbliche per giungere a un accordo tripartito sui data center nella seconda metà dell’anno.

La consultazione sugli standard minimi di prestazione energetica per i data center si concluderà il 14 dicembre 2026. La Commissione continuerà a consultarsi con gli Stati membri, l’industria e la società civile per garantire un quadro politico solido e inclusivo.

La via americana: elettricità a carico delle big tech

Anche negli Stati Uniti il dibattito sui costi energetici dei data center è in fermento, e diventa terreno di scontro in vista delle elezioni: in vista della tornata midterm, i deputati della Camera hanno approvato alla quasi unanimità il Ratepayer Protection Act, primo provvedimento legislativo volto ad affrontare i costi del boom dell’intelligenza artificiale, che dovrà proteggere i cittadini americani dai potenziali costi energetici associati ai data center AI.

In base al testo approvato, le strutture che consumano più di 100 Megawatt dovranno coprire i costi di potenziamento della rete elettrica. È uno standard federale a cui gli Stati potranno aderire solo su base volontaria: i Democratici approvano l’approccio, ma promettono battaglia al Senato per norme più incisive. La legge nasce infatti da un dispositivo simbolo dei repubblicani alla Camera, eppure l’approvazione è stata come accennato ampiamente bipartisan: 417 sì contro appena 3 no.

“I grandi data center devono coprire interamente i costi di qualsiasi aggiornamento di sistema necessario, non le famiglie o le piccole imprese. Non possiamo accelerare questa crescita a spese degli americani che lavorano duramente per pagare la bolletta elettrica a fine mese”, ha dichiarato il deputato Gabe Evans (R-Colorado), principale co-firmatario del disegno di legge insieme alla deputata Kathy Castor (D-Florida).

L’approvazione rappresenta il primo importante disegno di legge a superare l’iter legislativo del Congresso per affrontare i costi del boom dei data center in un periodo in cui i cittadini – ovvero gli elettori, come sottolinea Politico – sono sempre più preoccupati dei costi e della sicurezza dell’intelligenza artificiale

L’iniziativa della Commissione nello scenario globale

Non stupisce che il tema stia diventando rilevante su entrambe le sponde dell’Atlantico. I data center rappresentano uno dei settori in più rapida crescita a livello mondiale: la società di ricerca TrendForce stima che la capacità di domanda energetica globale dei data center raggiungerà i 161 GW nel 2026, con un incremento annuo di circa il 31%. I server per l’AI saranno il principale motore di questa crescita, rappresentando una quota stimata del 33,4% della capacità di domanda complessiva.

Il trend naturalmente investe anche l’Unione europea: nel solo 2024, i data center hanno consumato circa 68 TWh di elettricità a cavallo dei Paesi membri. Spinto dall’intelligenza artificiale, la Commissione prevede che tale consumo raddoppierà quasi, raggiungendo i 114 TWh entro il 2030 — pari a oltre il 3% della domanda complessiva di elettricità nell’Unione, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia.

La strategia digitale dell’Ue sottolinea la necessità di data center sostenibili e ad alta efficienza energetica e richiede maggiore trasparenza in merito alla loro impronta ambientale. La Commissione sta quindi intervenendo per migliorare la trasparenza, promuovere strutture più efficienti e incoraggiare un miglior utilizzo dell’energia e di altre risorse, basandosi sulla direttiva sull’efficienza energetica e sul sistema di rendicontazione per i data center introdotto nel 2024.

Il nuovo pacchetto pacchetto dà attuazione alla tabella di marcia strategica sulla digitalizzazione e l’AI nel settore energetico e al Piano d’azione per l’elettrificazione adottato di recente.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x