Ottobre è il mese dedicato alla consapevolezza sulla cybersecurity, ma la continua evoluzione dell’intelligenza artificiale sta costringendo il settore a ripensare al vero significato di questo concetto.
Se per anni è stato insegnato ai dipendenti a cercare i segnali evidenti di una minaccia, come parole scritte in modo errato o link sospetti, l’AI sta progressivamente eliminando questi indicatori, permettendo a un’e-mail di essere scritta in modo impeccabile, a una voce di suonare familiare e a un video di apparire del tutto reale.
Di conseguenza, la competenza fondamentale da sviluppare non è più il semplice riconoscimento di singoli elementi non coerenti, bensì una rigorosa verifica complessiva, assicurandosi che le richieste abbiano senso e possano essere confermate attraverso canali ulteriori prima di intraprendere qualsiasi azione.
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Agenti AI, controllare privilegi e accessi
Questa necessità di verifica si estende profondamente alla resilienza delle identità, diventata il fulcro della protezione delle difese enterprise contro attori umani e agenti automatizzati alla ricerca di vulnerabilità.
Con il 2027 ormai alle porte, l’ascesa di una forza lavoro sempre più automatizzata richiede una pianificazione attenta, in particolare perché l’agentic AI sta creando una nuova classe di identità all’interno dell’ambiente aziendale, in cui gli agenti AI possono avere la capacità di accedere alle informazioni, interagire con le applicazioni e intraprendere azioni in modo autonomo.
Questo significa che devono essere trattati in modo molto simile a dipendenti con privilegi elevati, rendendo essenziale sapere esattamente cosa possano toccare, monitorare il loro comportamento effettivo e mantenere la capacità di revocare immediatamente l’accesso in caso di anomalie.
Scoprire e colmare le lacune, come i sistemi che garantiscono un accesso illimitato a dati di alto valore, determinerà quali imprese potranno sopravvivere alle minacce in questo decennio per poi prosperare nel prossimo.
ResOps, unire sicurezza e continuità operativa
Tuttavia, la consapevolezza e la gestione delle identità non possono fermarsi a livello di dipendente oagente, poiché gli attaccanti non rispettano le strutture aziendali interne, permettendo a un incidente di spostarsi molto rapidamente dall’identità alle applicazioni, fino ai dati e all’infrastruttura.
Eppure, molte mantengono ancora sicurezza, IT, disaster recovery e business continuity su binari completamente separati, rendendo il concetto di cyber resilience un elemento fondamentale che richiede un passaggio verso le Resilience Operations, o ResOps, per abbattere questi silos e far sì che l’intera impresa operi come un unico team unificato.
Avere cinque ottimi piani in cinque dipartimenti diversi, infatti, non equivale a possedere un’unica entità coesa che sappia esattamente come mantenere la continuità operativa.
Il recovery alla prova dei test
Guardando alle tecnologie e alle strategie per cui i responsabili della sicurezza dovrebbero pianificare il budget, la capacità di dimostrare un recovery efficiente deve rappresentare una priorità assoluta, considerando che l’AI sta accelerando entrambi i lati della cybersecurity, agendo come un motore molto più potente in un’auto, rendendo di conseguenza freni e guardrail molto più importanti.
Sebbene l’AI debba assolutamente essere utilizzata per migliorare rilevamento e difesa, le aziende devono anche investire in un ripristino pulito, nel recovery delle identità, in ambienti isolati e in test regolari, ricordando che un backup indica semplicemente l’esistenza di una copia, mentre un test di recovery andato a buon fine dimostra che l’operatività aziendale può essere effettivamente ripristinata.
Crittografia post-quantistica, preparare inventari e budget
Infine, i responsabili della sicurezza dovrebbero quindi iniziare a stanziare fondi per la preparazione alla crittografia post-quantistica, con un processo che include la valutazione di una distinta base crittografica e la creazione di un inventario completo.
Assicurarsi che la gestione del ciclo di vita dei certificati e la cripto-agilità abbiano la priorità fin da ora risulta altamente critico, poiché la transizione verso standard sicuri dal punto di vista quantistico richiede una pianificazione tempestiva e meticolosa per proteggere il futuro digitale.








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