Cybersecurity, Iannucci: “Serve un cloud su scala europea” - CorCom

L'INTERVISTA

Cybersecurity, Iannucci: “Serve un cloud su scala europea”

L’Ad di BooleBox: “Il progetto Gaia X cruciale per recuperare sovranità digitale sui dati e aumentare i livelli di sicurezza delle nostre aziende”. E annuncia novità di prodotto: “Al debutto soluzioni per gestire più facilmente i processi”

04 Feb 2020

Federica Meta

Giornalista

Si preannuncia molto sfidante il 2020 di BooleBox: la piattaforma italiana per la protezione di dati sensibili è pronta a lanciare nuove soluzioni per rispondere a minacce online sempre più pericolose. Delle strategie ne parliamo con il ceo, Marco Iannucci che ha preso la guida dell’azienda lo scorso settembre.

Iannucci, il Garante per la Privacy, Antonello Soro, ha definito il 2019 un “annus horribilis” per la cybersecurity e si aspetta un’ulteriore escalation nel 2020. Lei che idea si è fatto?

Le minacce informatiche stanno diventando sempre più sofisticate e dunque le risposte – ma anche i meccanismi di prevenzione – devono essere ancora più performanti e all’altezza dell’obiettivo che si prepongono ovvero quello di mettere in sicurezza i dati di aziende operanti nei settori più strategici dell’economia italiana.

I vostri prodotti come rispondono a questa esigenza?

Le informazioni dei nostri clienti vengono crittografate con cifratura militare AES 256 bit adeguata a proteggere file top secret: questo significa che, anche nel caso in cui, i dati aziendali vengano sottratti non sono leggibili.

Il passaggio dei sistemi IT aziendali verso il cloud è un “must” di questi ultimi anni e richiede livelli di sicurezza ancora più alti. In questo scenario, qual è il valore aggiunto delle vostre soluzioni?

Anche in questo caso la nostra tecnologia di cifratura è una garanzia per le imprese che vogliono una protezione a tutto tondo nell’era del cloud. Ma la transizione al cloud non è solo un fatto di strategia di impresa, è anche una questione che riguarda la competitività del sistema Europa.

In che senso?

Guardiamo con molto interesse alla realizzazione di Gaia X, una rete di sistemi cloud per diminuire la dipendenza dell’Europa dagli Usa. Si tratta di un progetto, ideato dal governo tedesco che, a più riprese, ha parlato della necessità di recuperare una “sovranità digitale” ma a cui guarda con interesse anche la Francia: il presidente Macron ha fatto intendere di lavorare in quella direzione. Con lo stesso spirito vanno lette le parole della nostra ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, che ha sottolineato la necessità di realizzare un cloud nazionale. Crediamo fortemente nella necessità di mettere a sistema queste iniziative per realizzare un grande cloud europeo.

Come può contribuire BooleBox al recupero di questa sovranità digitale?

La nostra piattaforma è già a disposizione delle autorità Ue. È  stata scelta infatti dall’Eeas, il servizio diplomatico multinazionale della Ue e dalla Commissione stessa.

La tecnologia non basta a garantire protezione, serve una svolta culturale.

Abbiamo rilevato, soprattutto negli ultimi due anni, un aumento della percezione del rischio da parte delle aziende – ci sono stati data breach epocali, come quello che ha visto coinvolta Yahoo! – e, di conseguenza, un aumento di sensibilità sulla questione cybersecurity. A dare una spinta anche l’entrata in vigore del Gdpr che, in qualche modo, ha “costretto” le aziende a fare i conti con la tutela dei dati e a nominare responsabili esperti, penso ai Ciso ad esempio: figura praticamente inesistente prima del nuovo regolamento Ue.

State per lanciare nuove soluzioni. Ci può dire qualcosa di più?

Stiamo per lanciare sul mercato una release della piattaforma destinata a cambiare il nostro modello di protezione dei dati: i clienti avranno la possibilità di governare i dati da un’unica dashboard, non sarà più necessario preoccuparsi della sicurezza di sistemi o prodotti terzi già in adozione in azienda, come ad esempio OneDrive o Microsoft SharePoint. Anche in caso di intrusione all’interno di questi sistemi, gli hacker troveranno dati illeggibili grazie all’uso della nostra tecnologia crittografica. Inoltre aumentiamo la protezione dei singoli file con più di una modalità.

Le novità sono accompagnate da una riorganizzazione aziendale. In cosa consiste?

Abbiamo riorganizzato i nostri team di sviluppo, marketing e commerciale e abbiamo di recente siglato un nuovo accordo di distribuzione con un player mondiale come Ingram Micro. Un processo di reengineering che ci permetta di supportare il forte aumento di richieste delle nostre soluzioni e affiancare più da vicino aziende, enti e operatori.

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