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LA PROPOSTA

Cybersecurity, pene più severe per gli hacker: nuove norme al vaglio della Ue

Dopo il summit di Bruxelles il Consiglio è orientato a varare “misure restrittive” per “rispondere e scoraggiare attacchi cibernetici”. Il presidente Donald Tusk: “Studiamo un regime sanzionatorio che protegga società e istituzioni”

19 Ott 2018

A. S.

Dotare l’Unione europea di un quadro di regole e un regime sanzionatorio che consenta di punire i responsabili di attacchi informatici contro istituzioni o aziende, anche nel caso che le offensive siano scatenate da altri Stati. E’ l’obiettivo che si sono dati al vertice da poco concluso a Bruxelles i membri del Consiglio Ue, che ora affideranno questa idea alle trattative tra gli stati membri, con l’obiettivo di mettere a punto una proposta che poi possa iniziare l’Iter per diventare una nuova legge.

“Abbiamo chiesto ai ministri di lavorare su un regime sanzionatorio specifico contro gli attacchi cibernetici – afferma il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk – Questo regime dovrebbe proteggere i nostri cittadini, le nostre società e le nostre istituzioni contro qualsiasi minaccia cibernetica”.

A mettere i Paesi Ue sull’avviso di inserire all’ordine del giorno il tema della cybersecurity sono stati i recenti attacchi informatici che hanno riguardato negli ultimi mesi diversi Stati membri. Tra i più determinati l’Olanda, che ha recentemente subito un’aggressione informatica di cui sono stati accusati i servizi segreti militari russi, insieme a Gran Bretagna, Paesi baltici, Finlandia, Svezia e Romania, che hanno chiesto. Come si evince dal documento conclusivo del vertice, di mettere l’Unione europea nelle condizioni di “rispondere e scoraggiare attacchi cibernetici”, anche grazie a “misure restrittive”.

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