Apple, Altroconsumo passa ai fatti: class action da 60 milioni di euro - CorCom

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

Apple, Altroconsumo passa ai fatti: class action da 60 milioni di euro

L’associazione ha notificato al colosso americano l’atto di citazione che dà il via all’azione legale davanti al Tribunale di Milano: chiesto un maxi-risarcimento per tutti i consumatori italiani coinvolti

25 Gen 2021

Veronica Balocco

Apple finisce nell’occhio del ciclone anche in Italia per via dei suoi iPhone6: Altroconsumo ha notificato oggi al colosso americano l’atto di citazione che dà il via a una class action dinanzi al Tribunale di Milano. L’azione legale chiede un risarcimento di 60 milioni di euro per tutti i consumatori italiani ingannati dalle pratiche di obsolescenza programmata riconosciute anche dalle autorità italiane.

Protagonisti i proprietari dei vari iPhone 6

Nello specifico la class action interesserà i proprietari di iPhone 6, 6 Plus, 6S e 6S Plus, prodotti che corrispondono a oltre 1 milione di unità vendute in Italia fra il 2014 e il 2020. Il risarcimento richiesto corrisponde alla cifra pagata dai consumatori per la sostituzione della batteria del dispositivo, che oscilla fra i 29€ e gli 89€ (con una media di circa 60 euro per consumatore), a seconda che abbiano beneficiato o meno del prezzo promozionale offerto durante la campagna di sostituzione delle batterie realizzata dall’azienda.

La battaglia di Altroconsumo contro Apple ha origine nel 2014, quando l’organizzazione ha raccolto numerosi casi di consumatori che riscontravano problemi a livello di performance dei propri smartphone dopo aver acconsentito all’aggiornamento obbligatorio del software. A seguito delle segnalazioni inviate all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nel 2018 il colosso californiano ha ricevuto una sanzione di 10 milioni euro per pratiche commerciali scorrette e aggressive.

Respinto il ricorso del colosso di Cupertino

Nel maggio del 2020 il Tar Lazio ha respinto il ricorso effettuato da Apple. Il Tribunale ha quindi confermato che la società di Cupertino ha rilasciato gli aggiornamenti del firmware iOS 10 e 10.1.2 per gli iPhone 6/6Plus/6s/6sPlus senza offrire ai consumatori informazioni adeguate e complete in merito all’incisiva riduzione delle performance dei dispositivi. Per limitare i danni, Apple ha avviato una campagna di sostituzione della batteria a prezzo ridotto, un intervento che non corrisponde tuttavia – secondo Altroconsumo – ad un equo risarcimento dei consumatori italiani danneggiati.

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Grazie alla class action avviata negli Stati Uniti, i consumatori americani sono riusciti a ottenere 500 milioni di dollari dalla big tech della Silicon Valley. Poche settimane fa, inoltre, Apple ha accettato di pagare 113 milioni di dollari per porre fine alle accuse di 33 stati americani e del Distretto di Columbia, per aver agito in modo ingannevole, aver danneggiato i modelli di iPhone 6 e indotto gli utenti ad acquistare nuovi dispositivi.

Le class action europee

In Europa a prendere in mano la vicenda è stato Euroconsumers, che ha deciso di dare il via ad una class action per ottenere il giusto risarcimento anche in Italia, Belgio, Spagna e Portogallo. La causa di Altroconsumo si aggiunge alle due già avviate nel dicembre 2020, da parte dei membri di Euroconsumers Test-Achats in Belgio e Ocu in Spagna, a cui seguirà anche Deco in Portogallo.

“I consumatori hanno bisogno di fidarsi delle marche che scelgono, per questo comportamenti lesivi come quello tenuto da Apple non sono accettabili – afferma  Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne di Altroconsumo -. Con l’avvio di questa class action ci auguriamo di arrivare all’obiettivo che perseguiamo da anni: il risarcimento dei consumatori caduti vittima di queste pratiche scorrette che hanno causato innumerevoli problemi sia a livello pratico che finanziario e ambientale. Speriamo che questo sia l’ultimo step per porre rimedio ai danni causati fino ad oggi dall’azienda ma che sia anche un primo passo verso una maggiore correttezza di Apple verso i suoi consumatori”.

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