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LE INDISCREZIONI

L’app store sbarca sull’Apple Watch. E non solo

Iniziano a trapelare le voci sulle novità che saranno annunciate al Wwdc di Cupertino, la conferenza degli sviluppatori. Attese funzionalità innovative per i sistemi operativi e una serie di tool per la programmazione

07 Mag 2019

Antonio Dini

Manca un mese, ma le carte sono virtualmente già sul tavolo. Si sanno già i temi che verranno affrontati negli annunci di Apple: nuove versioni dei sistemi operativi (per i Mac, per iPhone e iPad, ma anche per il Watch e per la Apple Tv), che lasceranno trasparire importanti aspetti della strategia anche hardware. Perché sarà il momento, eventualmente, di annunciare la compatibilità con una nuova generazione di processori per Mac basati sul design di Arm utilizzata da iPhone e iPad.

Ma c’è di più: Apple è al lavoro anche su strumenti per gli sviluppatori che permettano di lavorare in maniera trasversale alle app per iOS e a quelle per macOS, mentre altre app costruite da Apple stessa aggiungeranno funzionalità ai sistemi operativi e agli apparecchi della famiglia di Cupertino ma a spese della concorrenza diretta con gli sviluppatori terze parti.

Cominciamo da queste: durante la Wwdc, che si tiene nel quartier generale di Cupertino a partire dal prossimo 3 giugno, verranno presentati una serie di app che serviranno ad aggiungere funzionalità alle funzioni base del bouquet di app integrate nei sistemi operativi di Cupertino. Aggiornamenti quindi a Mappe, ai Messaggi e ai Promemoria, ma anche nuove app per Apple Watch per renderlo più indipendente da iPhone e più funzionale dandogli capacità di tracking della salute e altre funzioni basate sul riconoscimento vocale di Siri. C’è da aspettarsi in futuro una nuova generazione Watch – ma non la prossima, la quinta – che potrebbero essere venduti in maniera autonoma agli altri prodotti di Cupertino e quindi configurati senza bisogno di possedere un iPhone. Tra le funzionalità infatti potrebbe essere aggiunto un app store direttamente nel Watch, che è già dotato di una sua e-sim e può essere connesso automaticamente alla rete. Oltre a questo, la calcolatrice, l’app per gli audiolibri e altro.

Ogni anno poi Apple aggiorna il suo sistema operativo per iPhone e iPad, dal 2007 (anno di lancio dell’iPhone). Quest’anno non sarà una eccezione, anche perché devono costituire la base per una nuova generazione di servizi (inclusi la televisione via streaming TV+ o i videogiochi Arcade e relativi abbonamenti) che saranno trasversali agli apparecchi da passeggio di Apple e ai Mac. Questo richiederà alcuni aggiustamenti strutturali dei due sistemi operativi e il modo per mettere a fattor comune delle tecnologie di base. Apple già da tempo ha investito sulla tecnologia Marzipan, che consente di sviluppare la stessa base di codice per app che siano comuni a macOS e a iOS, limitando la differenziazione alla sola interfaccia. Adesso questa tecnologia dovrà essere resa più pervasiva e capace di reggere anche dei servizi comuni alle due piattaforme.

Apple inoltre sfrutta questa tecnologia per introdurre più app comuni alle due piattaforme, ma nel fare questo rischia di invadere il territorio delle sue terze parti, che sviluppano software dedicati all’incremento delle funzionalità di macOS e soprattutto di iOS. Tutti i software per iOS devono passare attraverso l’app store e Apple non consente la vendita sullo store di app che duplicano funzionalità del sistema operativo (anche se sviluppate da Apple successivamente), portando a potenziali conflitti con gli sviluppatori.

Apple al tempo stesso, in un difficile esercizio di potenziamento, lusinga e controllo, rilascia anche nuovi strumenti e tecnologie di sviluppo per le terze parti, in modo tale che possano costruire con maggiore facilità app soprattutto per iOS. Il passaggio obbligatorio attraverso l’app store di iOS per iPhone e iPad, oltre che fattore di controllo della qualità dei software delle terze parti e di sicurezza, è anche un modo per ottenere percentuali sulla vendita sia delle app stesse che degli abbonamenti acquistati in app. Ragione per la quale aziende come Spotify stanno facendo ricorso davanti all’antitrust europeo sia per questo che per il vantaggio considerato ingiusto da parte delle app concorrenti di Apple stessa. Negli Usa uno dei candidati presidenziali. Elizabeth Warren, ha addirittura proposto di far creare ad Apple una nuova azienda autonoma che gestisca il solo app store.

Il ruolo dell’app store è fondamentale nell’ecosistema di Apple non solo per la ricchezza di prodotti software che fidelizzano i clienti dei prodotti Apple, ma anche per il flusso di cassa che ne deriva: lo store ha portato 46,6 miliardi di dollari di fatturato nel 2018, più del doppio di quello che secondo Sensor Tower è stato speso nello mondo Android. Sono circa 20 milioni di sviluppatori che hanno creato circa 2 milioni di app, riporta Bloomberg. Ci sono circa 1,4 miliardi di apparecchi iOS attivi e il 92% sono iPad e iPhone con l’ultima generazione del sistema operativo. Nell’attuale anno fiscale lo store e i nuovi servizi supereranno molto probabilmente la soglia dei 50 miliardi.

Ecco le novità previste per le varie piattaforme secondo le voci raccolte da Bloomberg.

iOS 13

La versione 13 di iOS – nome in codice Yukon – porterà nuove funzioni ma ancora non supporterà il 5G (previsto per il 2020 con iOS 14, nome in codice Azul). Previsti miglioramenti alla stabilità, più velocità, miglioramenti nella interfaccia utente, modalità dark, nuove funzionalità della tastiera, una nuova app per la salute, nuove funzionalità per utilizzare l’iPad e l’iPhone come secondo schermo del Mac disegnandoci sopra con la Apple Pencil, nuova gestione dei to-do e dello Screen Time, nuove funzionalità più simili a quelle di WhatsApp per Messaggi e nuove Mappe più veloci e funzionali, oltre a nuove funzioni per la posta, Find my iPhone e Find my Friends, modalità semplificata di condivisione dei documenti e foto, gestione delle periferiche (come HomePod) e un potenziamento del multitasking su iPad.

macOS 10.15

Il principale cambiamento sarà la possibilità di far funzionare app nate per iPad sui Mac con pochi cambiamenti da parte degli sviluppatori. L’obiettivo di Apple è di accelerare il porting del software dallo store della piattaforma mobile su quella più tradizionale e al tempo stesso cercare di ridurre la possibilità di installare software da altre fonti su macOS. In futuro è possibile che Apple possa anche voler fondere i due app store.

Arriveranno anche una nuova app Musica separata da iTunes, e una per i podcast, un sistema di gestione del tempo di utilizzo Screen Time, nuove Note e nuove funzionalità per Libri.

È possibile che Apple annunci anche il computer Pro della linea Mac durante la conferenza, in ritardo di un paio di anni rispetto a quando era prevista l’uscita del Mac Pro.

watchOS 6

La sesta versione del sistema operativo per gli orologi di Apple dovrebbe portare numerose novità: la possibilità di registrare dei memo vocali che sono poi riascoltabili su iPhone, iPad e Mac. Animoji e Memoji nei messaggi, sincronizzati con iPhone. La possibilità di ascoltare libri in versione audio, utilizzare la Calcolatrice, nuove funzionalità per la salute (incluso un sistema di controllo per il ciclo femminile e per ricordare l’assunzione ricorrente di farmaci), nuove complicazioni per il quadrante principale del Watch – che è possibile solo da parte di Apple – incluso il controllo remoto di apparecchi per l’udito connessi via Bluetooth, e nuove versioni esteticamente differenti dei quadranti, inclusi classici dell’orologeria tradizionale come il quadrante California, che mescola numeri romani e arabi sullo schermo.

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