IL PROVVEDIMENTO

Banda ultralarga, stop alle corsie preferenziali: negli Usa torna la net neutrality



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L’Agcom americana ripristina le regole del 2015: livelli di servizio uguali per tutti, annullata la modalità che consentiva di ottenere velocità e banda riservata a fronte di un pagamento extra. “La connettività è una necessità, non un lusso”

Pubblicato il 26 apr 2024



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La Federal Trade Commission ha votato per ripristinare le regole di “neutralità della rete” che impediscono ai fornitori di Internet a banda larga come Comcast e Verizon di favorire alcuni siti e applicazioni rispetto ad altri. La mossa ripristina di fatto un ordine sulla neutralità della rete che la commissione aveva emesso per la prima volta nel 2015 durante l’amministrazione Obama.

Nel 2017, sotto l’allora presidente Donald Trump, la Fcc aveva abrogato quelle regole. La misura è passata con voto 3-2, diviso per partito, con i commissari democratici a favore e i repubblicani contrari.

“Trattare tutto il traffico allo stesso modo”

La neutralità della rete impone ai fornitori di servizi Internet di trattare tutto il traffico allo stesso modo, eliminando qualsiasi incentivo a favorire i partner commerciali o a ostacolare i concorrenti. Il gruppo di interesse pubblico Public Knowledge descrive la neutralità della rete come “il principio secondo cui l’azienda che ti connette a Internet non può controllare ciò che fai su Internet”. Le regole, ad esempio, vietano le pratiche che limitano o bloccano determinati siti o applicazioni, o che riservano velocità più elevate ai servizi o ai clienti disposti a pagare di più.

Banda larga: una necessità

“Nel nostro mondo post-pandemia, sappiamo che la banda larga è una necessità, non un lusso”, ha dichiarato la presidente della Fcc Jessica Rosenworcel in una dichiarazione prima del voto. Sebbene siano passati quasi sette anni da quando la Fcc ha eliminato le precedenti norme sulla neutralità della rete, il loro ripristino non dovrebbe cambiare in modo significativo l’esperienza online degli utenti.

Il direttore legale di Public Knowledge, John Bergmayer, attribuisce questo risultato al fatto che diversi Stati hanno approvato le proprie misure di neutralità della rete prima del 2015, che sono rimaste tutte in vigore quando la Fcc ha invertito la rotta due anni dopo l’elezione di Trump.

“Alcuni dei peggiori eccessi da parte degli internet provider sono stati tenuti sotto controllo dalla supervisione degli Stati”, ha detto Bergmayer. Stati come la California si sono spinti oltre la Fcc, ad esempio vietando una pratica chiamata “zero rating”. In questo caso, ad esempio, un provider di telefonia mobile potrebbe stringere un accordo commerciale per indirizzare gli utenti verso un particolare servizio di streaming azzerando le relative spese per i dati. Secondo Bergmayer, tra gli altri Stati con forti regole di neutralità della rete vi sono Colorado, Maine, Oregon, Vermont e Washington. L’industria delle telecomunicazioni si è opposta alla reintroduzione delle regole federali, come già avvenuto in passato, dichiarandole un esempio di inutile interferenza del governo nelle decisioni commerciali.

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