L'INTERVENTO

Butti: sovranità dell’AI a rischio se i modelli sono “progettati altrove”



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Il sottosegretario al Senato: “Ai sovrana tema politico bipartisan, coinvolte anche le regioni. L’obiettivo è creare delle pratiche estese a livello nazionale”. Sul piatto un miliardo di euro: “Siamo sul podio Ue dei finanziamenti pubblici”. E sulle infrastrutture Tlc assicura: “Il governo sta cercando di agevolare ogni tipo di collaborazione tra Fibercop e Open Fiber”

Pubblicato il 22 apr 2026



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Punti chiave

  • Garantire sovranità tecnologica proteggendo infrastrutture e lo scambio dei dati; legge nazionale coerente con AI Act.
  • Governance: affidata ad Acn e Agid; stanziati 1 miliardo per l’AI e lanciato Reg4AI per sanità, turismo, trasporti e PA.
  • Infrastrutture e collaborazione: favorire alleanze tra Fibercop e Open Fiber, promuovere Edic; hyperscalers adeguati a Gdpr.
Riassunto generato con AI

Infrastrutture e scambio dei dati in condizioni di sicurezza costruiscono la sovranità tecnologica di uno Stato, soprattutto nell’era dell’AI: così Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri all’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale, durante l’evento “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale” al Senato organizzato da Engineering su iniziativa della vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.

“L’uso attento dei dati rende uno Stato tecnologicamente sovrano”, ha affermato Butti. “Uno Stato è tecnologicamente sovrano se fa un uso attento dei dati, ma anche se garantisce la sicurezza delle proprie infrastrutture e se garantisce che lo scambio dei dati avvenga in sicurezza. Quando un Paese usa modelli progettati altrove, si intravede un rischio alla sua indipendenza ed è questo un’importante tema per il nostro governo, che vuole una certa sovranità digitale e tecnologica. Abbiamo dotato l’Italia di una legge nazionale, che sia anche vicina all’AI Act”.

Butti: sovranità dell’AI tema politico bipartisan

“Quello della tecnologia – ha proseguito Butti – è un tema discusso dal mondo politico sia a destra che a sinistra. Abbiamo coinvolto anche le regioni, comprendendo la concretezza del nostro lavoro nel territorio. L’obiettivo è creare delle pratiche estese a livello nazionale. L’intelligenza artificiale arriverà anche a svilupparsi nello spazio: la sovranità di un paese sta anche nel raggiungere un denominatore comune giuridico, perché in questo campo serve capire di chi è la giurisdizione se parliamo di spazio”.

Sul tema della regolamentazione dell’intelligenza artificiale, Butti si è detto “particolarmente ottimista”, ritenendo che hyperscalers e big tech si siano adeguati non solo “sostanzialmente al Gdpr”, ma “anche all’AI Act”.

“Fino a qualche mese fa c’era una sostanziale ribellione rispetto all’eccessiva rigidità dell’AI act, poi è accaduto che, l’1-2 di agosto dello scorso anno, tutti, a eccezione di Meta, abbiano fatto la fila per siglare i codici di condotta a Bruxelles”, ha proseguito Butti. “Questo, dal mio punto di vista, è frutto di un grande lavoro svolto anche dal Governo italiano, ma soprattutto dalla Commissione Europea, e ci fa pensare a uno scenario sereno rispetto a quello che tutti ipotizzavamo solo qualche tempo fa”.

Sovranità delle infrastrutture, l’impegno del governo

A proposito di sovranità nelle infrastrutture, rispondendo a una domanda sulle strategie del governo per possibili alleanze tra gli operatori della rete di telecomunicazioni Fibercop e Open Fiber, Butti ha chiarito che “Il governo sta cercando di agevolare ogni tipo di collaborazione tra i due operatori: le cose sono complesse perché ci sono (nell’azionariato, ndr) dei fondi stranieri che hanno obiettivi che stiamo cercando di comprendere. Va anche detto che gli operatori sono molto attivi sul territorio”.

Fibercop è controllata da Kkr, Open Fiber è partecipata da Macquarie.

Quanto a infrastrutture sovrane europee, Butti ha ripreso un intervento di Mario Nobile, direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, che ha ricordato “un frammento dell’impegno europeo, che riguarda il Consorzio per un’infrastruttura digitale europea (Edic). Devo dire con un po’ di orgoglio”, ha commentato Butti, “che non solo abbiamo indicato l’Edic e ne abbiamo scritto il programma, ma abbiamo raccolto l’adesione immediata di alcuni degli Stati e delle imprese più importanti. Esprimiamo la vicepresidenza esecutiva di questo importante contesto tecnico europeo e non ci limitiamo esclusivamente a questo, poiché stiamo lavorando su una serie di altre per noi importanti questioni”.

Governance dell’AI, Butti difende la scelta di Acn e Agid

Butti ha commentato anche la legge italiana sull’intelligenza artificiale e la struttura di governance scelta: il Governo si è affidato all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) guidata da Bruno Frattasi e l’Agenzia per l’Italia digitale, guidata da Mario Nobile, “che sono due agenzie solide sotto il profilo tecnologico”, ha sottolineato Butti.

“Immaginate cosa sarebbe accaduto – ha proseguito il sottosegretario – se avessimo dovuto cominciare da zero, nominando una nuova autorità o utilizzandone una che già oggi fa il proprio mestiere. Non voglio essere polemico, ma immaginiamo, con l’importanza del dato e del trattamento del dato, se la scelta fosse ricaduta sul Garante privacy: avremmo avuto una serie di problemi tecnici, ma il Garante, ovviamente, fa il garante”.

AI, l’Italia ha stanziato un miliardo di euro

Al di là del tema della sovranità, Butti ha ricordato che il Governo ha stanziato “importanti risorse” per l’AI, mettendo a disposizione un miliardo di euro. “

Sento grandi annunci da parte di colleghi di altre nazioni – i francesi sono bravissimi in questo – preannunciando decine o centinaia di miliardi di denaro pubblico, ma alla fine l’Italia, con questo miliardo, è stabilmente sul podio europeo dei finanziamenti pubblici“, ha detto Butti. “Questo significa molto, anche perché tali risorse pubbliche stanno agendo come volano per gli investimenti privati, che stanno sostanzialmente aumentando”.

“Un altro sviluppo che stiamo impostando – ha proseguito il sottosegretario – prevede una grande attenzione per la valorizzazione del territorio, senza la quale le cose raccontate finora non avrebbero senso. Per questo, abbiamo recentemente promosso Reg4AI e finanziato, come dipartimento per la Trasformazione digitale, 4 grandi progetti che riguardano le filiere della sanità, del turismo, dei trasporti e della pubblica amministrazione. Abbiamo coinvolto le Regioni e le società in house. La settimana scorsa, a un tavolo tecnico di confronto con Assinter, abbiamo colto la positività e la concretezza del nostro lavoro, fondato sulla collaborazione continua e costante con il territorio. L’obiettivo di Reg4AI è creare le migliori pratiche che, in seguito, dovranno essere estese e scalate a livello nazionale”.

L’unicità della legge dell’Italia sull’intelligenza artificiale

Butti ha concluso sottolineando che il lavoro del governo sull’AI ne ha incoraggiato l’adozione: “Noi abbiamo settori assolutamente strategici, come la sanità, i trasporti e la manifattura, che fanno un uso importante dell’IA, e abbiamo voluto consentire loro di avere qualche garanzia in più rispetto a quelle già offerte dall’AI act e dal mercato. Non è stato un atto di presunzione o supponenza: abbiamo voluto dotare il Paese di una legge nazionale sull’IA coerente con i principi tecnici dell’AI Act, ma che dedicasse grande attenzione a quella filiera manifatturiera che non ha eguali a livello europeo. Se continuiamo a ripetere che non ha eguali, dobbiamo valorizzarla, proteggerla e cullarla; è ciò che stiamo facendo con questa legge, che ha una governance solida”.

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