lo scenario

Chip sempre più cari, il costo dell’AI pesa su data center ed elettronica di consumo



Indirizzo copiato

Secondo Dell’Oro Group, il fatturato globale dei semiconduttori e dei componenti IT per server e sistemi di storage è aumentato del 116% nel primo trimestre del 2026. Intanto Apple annuncia “l’inevitabile” aumento dei prezzi di listino

Pubblicato il 18 giu 2026



GenAI Fastweb+Vodafone
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Il forte incremento dei costi dei chip di memoria e archiviazione, trainato dalla domanda generata dalla continua espansione delle infrastrutture AI, sospinge verso l’alto i prezzi di componenti IT per data center e prodotti di elettronica di consumo. A essere colpiti sono anche i marchi premium, a partire da Apple, che ha annunciato una revisione dei listini.

L’impatto dell’espansione dell’AI sulla filiera tecnologica

Ma andiamo con ordine: secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Dell’Oro Group, proprio a causa di questa impennata dei costi a monte della filiera, il fatturato globale dei semiconduttori e componenti IT per data center, destinati a server e sistemi di storage, è aumentato del 116% su base annua nel primo trimestre del 2026.

“Sebbene gli acceleratori AI siano stati il principale motore di crescita negli ultimi trimestri, le memorie Dram hanno contribuito maggiormente alla crescita del fatturato, sia in termini relativi che assoluti, nel primo trimestre del 2026”, spiega Baron Fung, senior research director di Dell’Oro Group. “L’aumento dei prezzi delle memorie, insieme alla diffusione della piattaforma Blackwell di Nvidia e alla continua implementazione di acceleratori personalizzati da parte degli hyperscaler, ha generato una forte domanda nell’intero ecosistema dei componenti. Anche l’implementazione di infrastrutture per l’AI sta incrementando la domanda di tecnologie correlate, tra cui Hbm, storage e reti ad alta velocità. Allo stesso tempo, la domanda di server generici rimane elevata, supportata dai cicli di aggiornamento aziendali, dall’espansione del cloud e dai carichi di lavoro emergenti per l’intelligenza artificiale, come l’AI agentica”, continua Fung.

I trend evidenziati dal report

Il Data Center IT Semiconductors and Components Quarterly Report di Dell’Oro mette inoltre in luce che il mercato dei semiconduttori e dei componenti per l’IT dei data center è sulla buona strada per una crescita a tre cifre per l’intero anno 2026. I prezzi elevati delle Dram, i continui investimenti degli hyperscaler nell’AI e la crescente adozione di componenti infrastrutturali correlati alla tecnologia dovrebbero sostenere un forte slancio del mercato per tutto l’anno.

Anche la domanda di storage ha beneficiato della rapida espansione dell’infrastruttura di intelligenza artificiale, che richiede una capacità significativa sia per i carichi di lavoro di pre-addestramento che di post-addestramento.

Nvidia è rimasta il fornitore più grande per fatturato totale, seguita da Samsung e Sk Hynix. I fornitori di memorie hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi di Dram e Nand e della crescente adozione di Hbm, mentre i fornitori di servizi cloud che implementano acceleratori, Cpu e chip di rete personalizzati hanno guadagnato quote di mercato.

La mossa di Tim Cook: aumentano i listini di Apple

In questo scenario, come accennato, Apple ha annunciato l’aumento dei prezzi di alcuni prodotti per compensare il forte incremento dei costi dei chip di memoria e archiviazione.

È stato lo stesso l’amministratore delegato Tim Cook a spiegare al Wall Street Journal che l’azienda ha cercato finora di assorbire gli aumenti per limitare l’impatto sui consumatori, ma la situazione è diventata insostenibile.

“Purtroppo, gli aumenti di prezzo sono inevitabili”, ha affermato Cook, che non ha specificato quando gli aumenti di prezzo entreranno in vigore, a quanto ammonteranno o quali prodotti saranno interessati. Secondo alcuni analisti, l’aumento dei costi potrebbe incidere in particolare sugli smartphone, ma anche sui computer Mac e sui tablet iPad. In base alle stime di TechInsights, per esempio, mantenere invariati i margini di profitto potrebbe comportare un rincaro di circa 270 dollari per il prossimo modello di punta della gamma iPhone. Il prossimo importante lancio di prodotti Apple è previsto per settembre, proprio con una nuova gamma di melafonini.

Cook ha aggiunto che l’azienda sta facendo del suo meglio per assorbire quelli che ha definito “enormi” aumenti dei costi, piuttosto che trasferirli ai clienti, ma ha ribadito che questa situazione non è più sostenibile. Apple era riuscita a mantenere i prezzi al consumo sostanzialmente stabili negli ultimi anni, grazie anche ad accordi di fornitura a lungo termine, ma aveva già avvertito negli scorsi mesi che l’aumento dei costi delle memorie avrebbe potuto richiedere delle contromisure.

L’opzione cinese e le restrizioni americane

Diversi produttori di pc e console per videogiochi hanno del resto già aumentato i prezzi, mentre altre importanti aziende di elettronica hanno ammesso che i costi dei chip di memoria hanno raggiunto livelli tali da poter comportare prezzi più elevati per i consumatori.

Sebbene i produttori di chip stiano ampliando la capacità produttiva, il processo è lungo e comunque anche la nuova produzione potrebbe essere prioritaria per i prodotti di memoria utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale.

Va detto che in Cina continuano a essere varate grandi aziende produttrici di chip di memoria a guida statale, ma per le aziende statunitensi l’ipotesi di collaborare con queste realtà si scontra con le restrizioni imposte dal governo di Washington. Alla domanda se tali regole dovrebbero essere allentate, Cook ha risposto che tutte le opzioni dovrebbero essere prese in considerazione. “Penso che dovremmo esaminare l’intera catena di approvvigionamento”.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x